Il dramma delle ricostruzioni

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In seguito agli eventi catastrofici avvenuti negli ultimi mesi nel centro Italia, è sorta una domanda in me e credo in tutti gli italiani: come mai, essendo presente da anni una legge che obblighi tutte le strutture a rispettare le norme antisismiche, avvengono ancora queste tragedie che cancellano quei borghi storici divenuti nel tempo una caratteristica penisola unica nel mondo?

Certamente si sarebbe potuto evitare se ognuno avesse fatto il proprio dovere. Non a caso nel 2008 è stato approvato il decreto sulle “nuove norme tecniche per le costruzioni”, con il quale è stato diviso il territorio italiano in “zone a differente rischio sismico”, dal livello 1 al livello 4 di pericolosità.

Gli ingegneri, dunque, in base al livello che c’è in una determinata zona, devono attenersi ad una tipologia di costruzione più o meno resistente ed intervenire nei lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza di edifici più antichi. Ma come costruire un edificio in modo che sia sicuro e non venga giù alla prima scossa?

Innanzitutto la scelta del materiale. Questi edifici  possono essere costruiti  sia in cemento armato nel quale vengono inserite barre d’acciaio, cosicchè l’edificio abbia al suo interno uno scheletro di acciaio appunto, che regga alle perturbazioni esterne. Un altro materiale che avanza per la costruzione di queste case è il legno, molto flessibile ed eco-sostenibile, capace di resistere in maniera efficiente alle scosse.

C’è da dire che questo tipo di edifici costa il 30% in più,  ma col tempo avremmo pur sempre risparmiato evitando di spendere milioni per la ricostruzione di interi comuni. Meglio prevenire che curare no?

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