Quanto conta la volontà dei cittadini?

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Negli ultimi tempi si sta incentivando la fusione tra piccoli comuni al fine di costituire enti territoriali più estesi in un’ottica di spending review e diminuzione del numero dei Comuni.
La normativa che regola il procedimento di fusione prevede la convalida dello stesso tramite referendum consultivo in ognuno dei Comuni interessati. E fin qui tutto bene.

Nel caso della fusione di Montemaggiore al Metauro, Serrungarina e Saltara l’esito del referendum è stato positivo per gli ultimi due comuni mentre i cittadini di Montemaggiore si sono espressi contro la fusione (63% dei votanti).
Vox populi, vox dei: Montemaggiore non s’ha da fondersi.
Ora, qual’era la soluzione più logica? Ricominciare il procedimento di fusione tra Serrungarina e Saltara, i cui cittadini, a quanto pare, vedono con favore l’unione tra i loro comuni.

Ma né la logica né il rispetto per la democrazia risiedono nella mente perversa di chi ci sta governando.
La Giunta Regionale ha infatti preso “l’irrevocabile” decisione di “tirare diritto” e al suono delle sacre parole “io me ne frego [della democrazia]!” ha “spezzato le reni” ai cittadini di Montemaggiore con la complicità del loro Sindaco: la fusione si fa lo stesso!

Parere positivo alla fusione è stato espresso dal Consiglio Regionale in cui la Giunta PD controlla la maggioranza e a nulla è valso il voto contrario alla fusione delle opposizioni (M5S, Forza Italia, Lega Nord, Area Popolare, Fratelli d’Italia).

Quello che si sta perseguendo è palesemente incostituzionale (Art.1 “La sovranità appartiene al popolo”) e contrario ad ogni logica democratica, oltre che di buon senso.
Senza tenere in considerazione il fatto che i cittadini potranno impugnare la decisione del Consiglio Regionale davanti ad un giudice. Probabilmente Ceriscioli & company prendendo questa decisione costringeranno la Regione Marche a doversi difendere in tribunale davanti al giusto ricorso dei cittadini di Montemaggiore. E volete sapere chi pagherà (per avvocati, tribunale, giudice, costi dovuti alla scissione dei tre comuni che intanto verranno fusi e che in seguito alla sentenza dovranno essere ridivisi)? Guardatevi allo specchio. Proprio così.

Da qui, la domanda iniziale che giro nuovamente ai nostri lettori: quanto conta la volontà dei cittadini?

 

Alessandro Fabbri

 

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