SITI PRO ANA: COSI’ SI ALIMENTA LA MALATTIA

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In una società che fonda i propri valori sul bello è ormai diventata di fondamentale importanza la cura del nostro aspetto. La bellezza del nostro corpo influenza il nostro essere, ci condiziona, determinando così la nostra sicurezza, il nostro carattere, le nostre scelte.

Ma c’è una sottile linea, un confine quasi invisibile, che divide la bellezza dalla malattia. Una volta superato questo confine diviene canone di bellezza vedere le proprie ossa sotto la pelle, riuscire a contarsi le vertebre così come vedere le costole al posto di un seno. Il tutto senza rendersene conto, senza riuscire a capire e percepire le preoccupazioni e le paure che tremano nelle parole dei propri genitori, dei propri amici, delle persone che ci stanno vicine.

La si rinnega, l’anoressia, la si rinnega fino alla fine – è una cosa da modelle, non da persone comuni – si è soliti pensare

Piano piano il cibo diventa un nemico. Mangi una mela il primo giorno, un cracker il secondo, nulla il terzo.

Le persone amiche diventano improvvisamente meschine e gli sguardi inevitabili sassate. Ci si ritrova catapultati in un mondo inadeguato e diviso, impalcato su modelli di irraggiungibile bellezza e su cibi con troppe calorie.

A quel punto basta una semplice ricerca in rete per trovare uno spazio nel quale sentirsi finalmente accettati, uno spazio dove confidarsi, creato per te da persone come te: i siti pro ana.

Questi blog sono dei veri e propri fantasmi del web. Nascono e vengono eliminati, in continuazione.

In questi spazi digitali decine di ragazze e ragazzi condividono la propria condizione, si scambiano consigli, si fanno forza di fronte all’unico rivale di quello che, secondo loro, è il concetto assoluto di bellezza: il cibo.

<<Se oggi mangi, domani sarai grasso… resisti un giorno in più>> è questo il “motto” che si legge nella homepage di uno di questi siti. E ancora: <<le persone si ricorderanno di te come quello bello e magro, riuscirai a vedere le tue splendide ossa, il cibo è più importante della tua felicità?>>.

Ci si scambia fotografie, numeri di telefono, consigli per dimagrire, per ridurre gli stimoli della fame, per non farsi scoprire dai genitori. Perché sì, dietro le tastiere che digitano queste parole si nascondono adolescenti, spesso addirittura bambine che, al vivere, preferiscono ammalarsi idolatrando modelle e celebrità.

<<Guarda foto di modelle e attrici che ti siano di ispirazione e lavati spesso i denti, ti passerà la voglia di sporcare la bocca>>;

<<Non mangiare niente più grande del tuo palmo>>;

<<Bevi finché non ti senti come se stessi per vomitare>>;

<<Ingoia del cotone per aumentare il senso di sazietà>>;

<<Al ristorante fingi di non avere abbastanza soldi per mangiare>>.

Questi sono solo alcuni dei consigli riportati, i commenti sono centinaia tra richieste di aiuto e autocommiserazioni.

L’anoressia è una malattia psichiatrica, un’oscura piaga che si evolve in silenzio, tra l’indifferenza della gente e la scarsa informazione.

Ogni anno decine di migliaia di persone cadono vittime di questo e di altri disturbi del comportamento alimentare, molte di loro vanno incontro ad un deterioramento progressivo che, se non fermato in tempo, porta alla morte.

Oggi in Italia sono sotto accusa oltre 300.000 siti che diffondono indicazioni su come celare comportamenti anoressici a scuola, in famiglia e nel proprio contesto sociale.

Sensibilizzazione e informazione sono le nostre armi per combattere questa malattia e per restituire bellezza e salute a chi le ha perse per seguire modelli gracili e scavati, vittime di una società sempre più stravolta e improntata su valori azzardati.

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