Amore liquido

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Amore liquido

Innamorarsi e disinnamorarsi

Oggi più che mai viviamo in un mondo frenetico, senza certezze, sicurezze e punti di riferimento.  Anche le relazioni sono diventate effimere, fugaci ed incerte.
Tutti noi nella maggior parte dei casi abbiamo potuto costatarlo, soprattutto per quanto riguarda le nuove generazioni.
Più volte mi sono chiesta che cosa influisse sull’amore di oggi, profondamente cambiato rispetto al passato; fino a quando pochi giorni fa non mi è capitato tra le mani un libro che sembrava contenere le risposte a tante domande.
Infatti il sociologo, filosofo e accademico polacco di origine ebraiche Zigmunt Bauman ha analizzato quella che è la società contemporanea, riportando i suoi studi nel libro “Amore liquido”.

Bauman sostiene che il disfacimento dei rapporti sentimentali risieda per forze di cose nella società in cui viviamo, alienata dal consumismo.
L’uomo viene definito come un essere che tende solo a possedere ciò che lo attrae; che sia un oggetto o una persona ha poca rilevanza, in quanto l’unico scopo è quello di “consumare”.
Del resto una società consumistica come la nostra è sempre alla ricerca di prodotti pronti per l’uso, soluzioni semplici e rapide, sicurezze, risultati immediati; ma la realtà è un’altra, come giustamente afferma anche Bauman, per amare bisogna avere coraggio e umiltà.

E non vi sembra esserci relazione tra il nostro modo di comportarci nei confronti degli oggetti cosi come con le persone?

Basti pensare alla tendenza di sostituire dopo poco tempo un oggetto anche se sempre nuovo (come ad esempio il cellulare), cosi facciamo con le relazioni quando esse sembrano diventare stabili e vincolanti, insomma un impegno grosso soprattutto per chi vive in una società dove niente è duraturo e dove regna l’individualismo.
Terrorizzati dalla perdita della libertà e dalla routine diventa più semplice realizzare rapporti basati sulla convenienza.
Lo stato di innamoramento viene visto come un qualcosa destinato a ripetersi.
Più volte abbiamo sicuramente giurato di esserci innamorati, questo perché si sono abbassati i livelli di difficoltà delle prove che un’esperienza deve superare per attingere al titolo di “amore”.
Questa abbondanza di esperienze amorose di fatto alimenta la convinzione che l’arte di amare sia da imparare, e che la nostra competenza in essa vada a migliorare con il maggior numero di esperienze.
L’unica cosa che si apprende è quella di ricominciare ogni volta daccapo, con la consapevolezza di vivere sentimenti intrisi di insicurezza e fragilità.

Cos’è allora l’amore?

“l’amore è il desiderio di prendersi cura e di preservare l’oggetto della propria cura. Un impulso centrifugo, a differenza del desiderio, che è centripeto. Un impulso a espandersi, a fuoriuscire, a protendersi all’esterno; a ingerire, assorbire e assimilare il soggetto nell’oggetto, non viceversa come nel caso del desiderio.”

La solitudine

“La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto sembra fare la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti altrettanto insicuro di quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia.”

Sembra quasi che in un mondo dominato dall’individualismo gli umani sentano il bisogno di amore, di sentimenti, di cose durature e concrete; ed è forse il nostro inconscio a parlarci tirando fuori le nostre debolezze e incertezze, insomma i nostri vuoti; ma la solitudine è un qualcosa che parte da dentro e che la relazione non può colmare.
Alla fine cerchiamo sicurezza da qualcuno che ha il nostro stesso obiettivo ma che, come noi, può decidere in qualunque momento di lasciarci.
Soprattutto oggi che viviamo nell’era dei social networks, dove una massa di persone isolate e sole cercano rapporti, nascoste dietro ad uno schermo che rassicura e che ci permette di interrompere qualsiasi tipo di legame con un click.

In conclusione

“L’amore richiede tempo ed energia. Ma oggi ascoltare chi amiamo, dedicare il nostro tempo ad aiutare l’altro nei momenti difficili, andare incontro ai suoi bisogni e desideri più che ai nostri, è diventato superfluo: comprare regali in un negozio è più che sufficiente a ricompensare la nostra mancanza di compassione, amicizia e attenzione. Ma possiamo comprare tutto, non l’amore. Non troveremo l’amore in un negozio. L’amore è una fabbrica che lavora senza sosta, ventiquattro ore al giorno e sette giorni alla settimana”.

 

Giada Luperini

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