Musei: quando con la cultura si mangia

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A chi sostiene che con la cultura non si mangia vorrei far notare che i musei statali italiani hanno incassato 50 milioni di euro in più nel periodo tra il 2013 e il 2016.
Con la cultura si mangia eccome. E non si parla di cibo per la mente, di fame di sapere, di saziare l’intelletto ma di veri e propri incassi economici, materiali.

Se il paese mostra performance economiche molto sotto la media europea e con la nuova legge elettorale si avvia verso l’instabilità politica, possiamo sempre consolarci con la crescita dei visitatori e degli incassi nei musei italiani.
I nuovi dati ci suggeriscono che l’arte italiana piace ed è “consumata”  da sempre più persone. Una rinata attenzione verso la cultura e verso il nostro patrimonio storico e artistico che non può che farci ben sperare per il futuro.

I DATI

50 milioni di euro in più di incassi nel triennio 2013-2016 (+38,4%) con un 2017 che promette di chiudersi con un ottimo +13,5%.
45,5 milioni di visitatori nel 2016 (erano solamente 38,4 nel 2013) con la speranza di raggiungere i 50 milioni per l’anno corrente.

Un trend davvero positivo che ci attesta una situazione florida per l’arte italiana.

I MERITI

Dario Franceschini, Ministro dei beni culturali del Governo Gentiloni, rivendica il ruolo centrale che ha avuto la riforma dei musei nel far crescere visitatori e incassi. “La riorganizzazione sta dando i suoi frutti” afferma il Ministro che poi sottolinea come stia avendo luogo una “radicale inversione di tendenza”.
Di certo c’è che i musei resi autonomi dalla riforma hanno avuto grandi performance: “Sono poco più di due anni che i 20 direttori di musei autonomi lavorano, italiani e non italiani. Hanno cambiato il volto dei loro musei, hanno collegato i musei alle città, non solo ai turisti. Sono cresciute le attività scientifiche, i restauri e lo Stato ha investito circa un miliardo di euro per interventi nei musei” continua ancora Franceschini.

da: ANSA.it

Non bisogna però dimenticare la particolare situazione internazionale ed europea che fa da contesto a questi innegabili progressi dei musei italiani. Francia, Germania, Regno Unito e Spagna sono i paesi maggiori dell’Unione Europea, anche riguardo al turismo, e sono stati tutti vittime del terrorismo islamico negli ultimi mesi e negli ultimi anni. Solo l’Italia non ha avuto attacchi terroristici da quando l’ISIS ha dichiarato guerra all’Occidente e questo è stato sicuramente tenuto in considerazione da chi ogni anno sceglie dove andare a vivere le proprie vacanze.
Difficile quindi credere che i risultati raggiunti dai musei italiani potessero essere possibili senza questo quadro internazionale che ha particolarmente favorito il turismo in Italia.

Alessandro Fabbri

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