Perché tutti dovremmo leggere Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley

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“Perché il nostro mondo non è il mondo di Otello. Non si possono fare delle macchine senza acciaio, e non si possono fare delle tragedie senza instabilità sociale. Adesso il mondo è stabile. La gente è felice; ottiene ciò che vuole, e non vuole mai ciò che tutti vogliono ottenere.”

-Il Mondo Nuovo, Aldous Huxley

Nel 1932, mentre il mondo era ancora alle prese con la crisi economica che aveva investito America ed Europa e le dittature politiche si venivano progressivamente affermando, Aldous Huxley pubblica Il Mondo Nuovo (Brave New World), pietra miliare della letteratura avveneristica.

Il romanzo appartiene al filone della letteratura distopica, di cui fanno parte anche 1984 di George Orwell Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Il termine distopia, in contrapposizione all’utopia, fa riferimento ad una società immaginaria (spesso ambientata nel futuro) caratterizzata dall’ estremizzazione in negativo di elementi sociali, culturali e tecnologici che porta conseguenze spaventose.

Stranamente,  sia l’opera di Bradbury sia quelle di Orwell sono molto conosciute e sono spesso materie di studio e di analisi a scuola, mentre i libri di Huxley occupano un ruolo più defilato, pur non avendo nulla da invidiare ai primi due.

In questo romanzo, il contesto in cui si svolgono le vicende è esattamente l’opposto di quello di 1984. Non è un quadro a tinte fosche a fare da sfondo alle vicende, ma un società in cui sembra essersi raggiunto il pieno benessere e di conseguenza, la felicità.

Come? Attraverso lo sviluppo tecnologico, che ha abolito progressivamente tutto ciò che è biologicamente naturale. Accuratissimi processi scientifici regolano la vita dell’individuo fin dal concepimento, che avviene meccanicamente in laboratorio, dove ad ogni ovulo,  verranno somministrati  nutrimenti e  trattamenti differenti, in base alla futura casta di appartenenza ( Alfa/Beta/Gamma/Delta/Epsilon in ordine gerarchico). L’obiettivo del governo mondiale è quello di assicurare a tutti ordine e pace, secondo il motto: “Comunità, Identità, Stabilità”. Tutti hanno ciò che desiderano, tranne la propria identità, ma hanno smesso di desiderarla in nome di un vuoto edonismo (per svagarsi dal lavoro e dagli impegni quotidiani ogni individuo può fare uso di pasticche di Soma). Ogni emozione, ogni sentimento sono banditi e gli uomini, ridotti a robot, vivono in chiave di utopia un benessere che li rende schiavi del progresso.

Le vicende del protagonista Bernardo Marx, e di una ragazza, Lenina,  faranno emergere in maniera inattesa e originale le problematiche di questo sistema intrinsecamente fallace.

Nel 1959 Huxley, attraverso il saggio Ritorno al Mondo Nuovo riesamina le profetiche tesi del suo romanzo notando come alcune delle invenzioni che egli aveva immaginato, non siano poi così lontane dalla realtà. Probabilmente, se fosse ancora in vita, rimarrebbe sconvolto nel vedere dove siamo arrivati nel 2017.

Seppure con esagerazioni, proprie di tale filone letterario, Il Mondo Nuovo è un ottimo libro da leggere, per prendere consapevolezza della schiavitù che il progresso ci impone, a cui noi rispondiamo spesso con un sorriso, più preoccupati al nuovo modello di Iphone, che alla difesa delle nostre libertà.

 

 

Valentina Basili

 

 

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