Dybala, cosa c’è che non va? La Joya tra vita privata e campo di gioco

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Tra le mani, o meglio nei piedi, un talento cristallino e sulle spalle un numero pesante: il 10 bianconero.
Ovviamente stiamo parlando del 24enne fantasista juventino Paulo Dybala, che nelle ultime partite si è fatto notare più per le incredibili esclusioni dalle formazioni iniziali che per le talentuose giocate a cui ci aveva abituato.
Il “caso” è esploso dopo Juventus-Inter, partita che poteva valere la conquista del primo posto per i bianconeri e che appunto ha visto in Dybala non un protagonista ma una comparsa, ruolo che di certo non può appartenere a un giocatore come lui.


Da qui sono prima seguite le parole della dirigenza che, nella figura di Pavel Nedved, ha consigliato alla Joya di fare sacrifici non solo in partita ma soprattutto anche fuori dal campo, per “fare veramente il calciatore e poter così poi dare il massimo in campo” e poi, ovviamente, non sono mancate le parole di mr. Allegri, il quale nella conferenza stampa pre-Bologna ha ribadito all’argentino il fatto che lui sia un allenatore e non un cane da guardia: “La vita privata di Dybala non mi riguarda, ognuno si deve saper gestire, perché i ragazzi sono dei professionisti.”
Così è arrivata anche la seconda panchina consecutiva per la Joya, questa volta nella partita vinta per 3-0 dalla Juventus in casa del Bologna, a conferma del fatto che i bianconeri sanno vincere con o senza il suo interprete più qualitativo.

In foto, il 24enne juventino Paulo Dybala


Le statistiche non sono delle più rassicuranti per Dybala, poiché andando a prendere in esame le ultime tre partite giocate dalla Juventus (tra campionato e Champions League) ci si accorge del fatto che Paulo ha giocato appena 90 minuti complessivi su 270 disponibili senza essere mai riuscito ad entrare nel tabellino dei marcatori.
Un peccato per un giocatore che, nelle prime 4 partite di campionato, è stato capace di mettere a segno ben 8 reti.
Sicuramente la Juventus ha tutta l’intenzione di proteggere il suo campioncino, stiamo parlando di un giocatore giovane che rischia di conquistare la copertina dei giornali non per ciò che fa in campo quanto per quello che succede al di fuori del rettangolo di gioco, cosa già accaduta a tanti altri prima di lui (Icardi, Pato, Borriello). Alcuni ne sono usciti più forti di prima, altri invece si sono ritrovati a giocare in Cina già prima dei 30 anni.

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