Catalogna al voto tra unionisti ed indipendentisti, e poi?

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Ci eravamo lasciati così, con il Parlamento Catalano che approva la dichiarazione di indipendenza, Rajoy (Primo Ministro spagnolo) che, conformemente all’articolo 155 della Costituzione, scioglie il sopraddetto parlamento e rimuove dal loro in carico tutti i membri del Governo Catalano, Puigdemont (Presidente Catalano) che fugge a Bruxelles e i principali esponenti indipendentisti messi in carcere con le accuse di sedizione, ribellione e malversazione.

Sulla scia di questa crisi istituzionale, domani, 21 Dicembre, i cittadini catalani saranno chiamati al voto per ri-eleggere il proprio Parlamento e mettere fine al commissariamento della propria regione.

La sfida è accesa
I programmi politici, economici, sociali dei partiti in campo sono stati eclissati dalla loro posizione riguardo all’indipendenza come ha sottolineato il sondaggista Narciso Michavila, il che ha portato alla formazione di due blocchi contrapposti.
Inoltre il fronte indipendentista è stato mutilato dei suoi capi, la maggior parte o rifugiata all’estero o in carcere, il che ha portato ad uno squilibrio di forze tra i due schieramenti, avvantaggiando ingiustamente il fronte unionista. Una campagna elettorale alquanto atipica, conforme allo stato di diritto spagnolo ma al limite riguardo agli standard democratici della competizione.

L’esito è incerto
Gli ultimi sondaggi danno i partiti pro indipendenza leggermente avanti anche se la differenza è davvero minima e siamo dentro la forchetta di imprecisione statistica delle rivelazioni campionarie, il che vuol dire che potrebbe succedere di tutto. Inoltre negli ultimi giorni il trend sembra favorire i partiti unionisti, con a capo Ciudadanos, che potrebbero riuscire nel ribaltone.

L’importanza del voto
Inutile dire quanto siano decisive queste elezioni per il futuro della Catalogna, lo hanno capito gli elettori catalani che si recheranno domani alle urne facendo presagire un’affluenza con picchi che potrebbero superare l’80% a Barcellona.

I possibili scenari
Riguardo agli sviluppi post voto, la Catalogna è ad un bivio: da una parte la vittoria dei partiti unionisti, la vittoria del pugno di ferro di Rajoy che ha voluto queste elezioni, il ritiro del commissariamento e l’avvio di un processo di normalizzazione. Addio alle pretese repubblicane, addio all’idea di rifare un referendum, addio all’indipendenza. Dall’altra parte l’assoluta incertezza.
In caso di vittoria dei partiti indipendentisti si dovrà ripartire da zero con le trattative tra governo centrale e nuovo governo catalano, con Rajoy che non potrà più rifiutarsi di prendere atto della situazione e di continuare con la linea dura. Probabile il ritiro del commissariamento e auspicabile che si intavoli una trattativa per indire un nuovo referendum, questa volta legittimo e senza le cariche della polizia sui votanti inermi.

Alessandro Fabbri

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