Serie A: siamo il campionato competitivo per eccellenza

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Non so dire se la Serie A  sia il campionato più bello d’europa, per stabilire questo primato non basta analizzare le classifiche dei rispettivi campionati europei, qui entrerebbero in gioco molteplici fattori, come il gioco espresso dalle rispettive squadre e il valore dei giocatori che popolano un campionato rispetto a un altro.
Quello che è certo però è che la Serie A quest’anno è sicuramente uno dei campionati più avvincenti di sempre.
La cosa interessante però è che c’è una grande incoerenza di fondo che salta subito all’occhio andando ad analizzare la classifica.



Al momento, in attesa del posticipo serale Lazio-Hellas Verona, possiamo tranquillamente dividere la classifica in 3 categorie: le prime 5 squadre hanno finora viaggiato su un’ottima media punti, con Napoli e Juventus che stanno dando grande spettacolo.
Più giù troviamo invece, nella lotta salvezza, altrettante squadre intente a darsi battaglia, col Sassuolo che sta muovendo i primi passi per abbandonare il gruppetto di coda.
Nel mezzo invece, ci sono ben 10 squadre che ormai non possono più chiedere altro, fatta eccezione per: Sampdoria e Milan che presumibilmente lotteranno massimo per accedere all’Europa League (complice di ciò soprattutto la crisi di gioco e risultati che ha colpito l’inter negli ultimi mesi) e squadre come Atalanta e Torino che proveranno a soffiare ai doriani e ai rossoneri un pass per l’europa.
Sembrerebbe dunque quasi tutto scritto se non fosse per il fatto che la 25esima giornata ci ha ricordato che nel calcio non c’è nulla di certo.

 


 

E quindi ecco che il Benevento riesce a strappare la sua terza vittoria stagionale grazie a un gol al 89′ minuto di Cheick Diabaté, il quale regala di fatto alla Strega la possibilità di continuare a sognare una salvezza insperata.
E poi il Milan che, seppur sfavorito contro la bella Sampdoria di Giampaolo, è riuscita a portarsi a casa lo scontro diretto in ottica Europa League.

Tre punti pesanti anche quelli conquistati dalla Roma di Eusebio Di Francesco, il quale ha trovato in Cengiz Ünder l’ancora di salvezza per risollevare i giallorossi da un periodo di scarsa lucidità, sorpassando finalmente in classifica i nerazzurri di Milano.

Una svolta che quindi Luciano Spalletti non è riuscito ancora a trovare per l’Inter che, dopo la brutta sconfitta per 2-0 contro il Genoa, rischia ora di scivolare al quinto posto (in attesa della partita di oggi della Lazio).
Infine, chiudiamo con il duo delle meraviglie: il Napoli e la Juve.
I primi hanno vinto per 1-0 contro una modestissima Spal, forse ci si aspettava qualcosa in più dai partenopei che comunque sono stati bravi a portarsi a casa il massimo risultato con il minimo sforzo.
Così ha fatto pure la Juve, anche se in contesti totalmente diversi rispetto al Napoli, vista l’importanza del Derby della Mole.
In casa Bianconeri c’è però da segnalare l’infortunio di un altro titolare, ovvero Gonzalo Higuain.
Quello dell’argentino è l’ennesimo stop forzato che va ad aggiungersi a quelli di Cuarado, Matuidi e del rientrante Dybala.
Senza contare poi anche l’infortunio di Bernardeschi che era di fatto l’uomo più in forma della Juventus in questo momento.
Il Pipita dovrebbe saltare solo la doppia sfida con l’Atalanta, per poi tornare a disposizione del mister per il big-match con la Lazio.
Per Bernardeschi invece in problema è più serio, si parla di un mese di stop e quasi sicuramente quindi, salterà il ritorno degli ottavi di Champions con il Totthenam.


Questa è stata dunque una giornata particolare, servita soprattutto per compattare la parte medio-alta della classifica.
Resta tutto aperto invece in ottica scudetto, dove la Juve dovrà fare i conti con le pesanti assenze di quest’ultimo periodo, mentre il Napoli avrà dalla sua maggior freschezza dovuta dalla mancanza di impegni importanti, a meno di grossi colpi di scena, come le competizioni europee.
Sarà quindi proprio questo duello ravvicinato a rendere ancor più spettacolare la nostra Serie A che, rispetto ad altri campionati come Premier e Ligue 1, ha ancora tanto da dire e da mostrare per la lotta scudetto.

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