Fenomeno “Youtuber”: YouTube come nuovo modo di comunicare?

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Il fenomeno degli Youtuber è esploso negli ultimi anni e non sembra arrestarsi. Dai comici agli appassionati di fitness, ragazzi e ragazze che si sono affidati a YouTube sono oggi assimilabili a delle vere e proprie star.
Il cosiddetto “Tubo”, nel 2006 entrato a far parte del perimetro di Google, è l’unica piattaforma social che può rappresentare una fonte di guadagno per gli utenti che caricano materiale originale: soldi che derivano dalle inserzioni pubblicitarie posizionate prima o durante il video.
Gli argomenti possono essere i più svariati, ma domina certamente il gaming, seguito dalla moda, dalla comicità, dai tutorial e dalle ricette culinarie.
Può apparire alla portata di tutti, ma in verità c’è dietro un lavoro sempre più raffinato! Infatti, solo per creare quei 10 minuti di video, spesso servono ore ed ore di lavoro tra registrazione, editing e montaggio..

Ma come nascono Youtuber come favij e Greta Menchi e come è cambiato negli ultimi anni il modo di comunicare?

Cos’è esattamente YouTube?

Il 14 febbraio del 2005 nasceva YouTube, la piattaforma web più famosa per la condivisione dei video (video sharing), nonché il sito che negli ultimi 10 anni secondo Alexa (azienda U.S.A. che si occupa di statistiche sul traffico di Internet), ha avuto il maggior sviluppo, classificandosi al secondo posto appena dopo Google.
Una delle innovazioni più importanti del web che ha consegnato alle persone uno strumento di comunicazione ad altissimo impatto. Ciò fornisce la possibilità di creare contenuti video a diffusione potenzialmente virale (e, di conseguenza, soldi da sponsor, pubblicità, ecc…) e argomenti originali messi a disposizione ogni giorno.
Se prima per guadagnarsi la fama l’unico mezzo possibile era quello di apparire al cinema, in televisione o sui giornali, adesso ognuno di noi ha a disposizione una potenziale fetta di notorietà.

Anche il dialogo svolge un ruolo fondamentale

Ciò che YouTube offre è la possibilità di un dialogo non solo tra gli utenti , ma anche con gli autori del video stesso, scambiando opinioni. Ciò che accade coi commenti postati sotto ai video. Ma non è raro che gli Youtuber stessi chiedano pareri e consigli ai propri seguaci.

Essere considerato un utente “partner” da YouTube significa pubblicare con costanza settimanale video con buone performance di traffico e un numero significativo di utenti iscritti al tuo canale.

Dunque, chi sono gli Youtuber?

Banalmente, potremmo dire utenti di YouTube, alcuni anche artisti di calibro, che lavorano ogni giorno alla creazione di video da caricare su questa piattaforma. Forti di un loro pubblico e di centinaia di migliaia (anche milioni) di “cliccate” che garantiscono, tramite la vendita della pubblicità, d’avere un ritorno economico di tutto rispetto.
Normalissimi giovani con la grande capacità di essere comunicativi, naturali, chiari ed efficaci, avere una buona dose di ironia e autoironia. Ma anche avere un tono di voce che cattura l’attenzione e un pò sfacciato.
Il più delle volte si parte per gioco: cominci a pubblicare con una certa continuità, ad incontrare altri Youtuber, ti costruisci un seguito di pubblico. Quando arrivi a 10mila visualizzazioni, inizi a diventare interessante.

Alla base di tutto c’è il gusto di creare, di comunicare e di condividere un proprio messaggio, pronti a suscitare anche le più inaspettate reazioni.

YouTube offre anche una “via d’uscita”

Molti giovani trovano un rifugio nel fare video. Rifugio che gli permette di dedicarsi alle loro passioni, entrare in contatto con altri Youtuber e/o utenti con gli stessi interessi. Senza la pretesa di diventare virali: semplicemente trovare un angolino dove potersi liberare dei pesi della vita ed essere,almeno per un po’, sé stessi.
Per esempio, se per hobby si suona uno strumento più “di nicchia” (ocarina,liuto,organetto,ecc..), può essere appagante caricare un video dove vengono reinterpretate melodie famose, dove vengono mostrati i propri progressi oppure dove si dispensano consigli ai neofiti di quello strumento.

Questi ragazzi sono consapevoli che chi li segue lo fa non perché assuefatto ad una programmazione di contenuti predefinita, come può essere quella televisiva, ma perché li ama (o li odia, da qui il termine “haters”) e quindi si iscrive ai loro canali video.

È tutta una questione di target

Sembra essere esattamente questo il segreto degli Youtuber: la vastità degli argomenti che vengono trattati fa sì che qualunque utente, nella piattaforma, possa trovare qualcuno che proponga un contenuto interessante.
Un argomento molto cliccato riguarda proprio i videogiochi e lo dimostra l’ascesa del giovanissimo Lorenzo Ostuni, nome d’arte favij (n. 2 della classifica Youtuber italiani più famosi del 2016) che ha oltrepassato i quattro milioni di iscritti al suo canale, finendo tra i primi 40 Youtuber più influenti al mondo.

Ma non solo

Elia Bombardelli, 28 anni, insegnante di matematica e fisica in un liceo di Rovereto, ha compiuto quasi un “miracolo”: attraverso il suo canale LessThan3Math, quasi 160 mila iscritti, sta “salvando la vita” a un’intera generazione di studenti. Le sue lezioni di matematica adattate ai programmi scolastici sono assimilabili quasi a dei corsi privati gratuiti. Molti utenti raccontano di prendere appunti sui suoi video: c’è chi finalmente ha avuto la sufficienza, e persino chi ha scoperto di amare la matematica.

Perché sono così popolari?

Partiamo dal presupposto che ogni adolescente ha i suoi idoli: spesso cantanti, giovani attori o personaggi dal mondo dello sport. Tra queste categorie oggi sono entrati di diritto anche gli Youtuber, che con il loro stile fresco, spontaneo, diretto, amichevole e mai alterato dalla farsa di un copione, hanno fatto breccia tra i più giovani. Una rarità, la sincerità, in un’epoca in cui creando profili virtuali nei social network possiamo diventare chiunque e essere dovunque.

Da ragazzi per ragazzi

Gli Youtuber piacciono ai giovani proprio perché sono ragazzi come loro, con i loro stessi gusti, passioni, problemi, sentimenti ed emozioni. Essi sono visti come il compagno di scuola o della porta accanto e non come delle star. Questo aumenta il senso di fiducia, la stima e l’attaccamento nei loro confronti.
La “normalità” di queste star adolescenti le fa apprezzare ai loro coetanei. In questo modo il pubblico che li segue si rivede in loro e vi si identifica.

In altre parole…

La rete è l’ecosistema. YouTube la piattaforma. La creatività e la passione per comunicare ed esprimere sé stessi, imprescindibili ingredienti. Elementi di un fenomeno che ormai è diventato di massa, sia per le dimensioni del pubblico che per i numeri di Youtuber aspiranti e “professionalizzati”.
Non importa che tu sia un grande produttore cinematografico, una grande casa discografica o semplicemente un ragazzino con una webcam! L’importante è che tutti abbiano stessi mezzi e (sopratutto) stesse opportunità.
Con questa ricetta, molti di loro han trasformato l’hobby in un “lavoro” in parallelo con l’impegno scolastico.

Alice Mauri

 

 

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3 commenti

  1. Ha avuto così successo che ora per monetizzare i video devi avere almeno 5000 iscritti e aver creato 4000 ore di contenuti.
    Personalmente penso scoraggi chi vuole entrare favorendo l’egemonia di chi già è famoso 😔

    • sistemacritico on

      Ciao Riccardo,grazie del commento!
      Purtroppo, gli youtuber dovranno adesso produrre molto di più e inventarsi qualcosa di davvero accattivante per incrementare il loro numero di iscritti, se davvero vogliono guadagnarci qualcosa.
      Ciascun canale sarà revisionato e,qualora non raggiunga le cifre interessate, non potrà più generare introiti.
      Il risultato finale, in effetti, è una penalizzazione ai “piccoli” mentre i “grandi” sbagliano (per esempio,pubblicando contenuti inappropriati o che non sono “farina del loro sacco”). Sicuramente,non avere la partnership con YouTube non significa solo non poter monetizzare i video, ma anche l’impossibilità di accedere a strumenti più avanzati per permettere al canale di crescere.
      L’ultima soluzione di YouTube ha però origini ben più profonde: sono parecchi anni che i creatori si lamentano dell’apparizione dei banner pubblicitari su contenuti considerati illegittimi. Con le nuove restrizioni si vuol impedire la possibilità di guagagno a canali che pubblicano contenuti inappropriati e di facile viralità.
      Difficilmente YouTube cambierà politica nei prossimi mesi. Di conseguenza, chi è presente sulla piattaforma dovrà decidere se abbandonare una community in cui sono presenti centinaia di migliaia di utenti oppure se mettersi in gioco e accettare la sfida.

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