Algoritmi che vedono persone

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Privacy,  dignità, libertà. Regolamento Europeo 2018.

George Orwell, 1984.                                                                                                                                        Ripetizione del suo nome per ogni singolo tema, intervento e dibattito sull’evoluzione digitale. Attuale, s’intende.

E se ribaltassimo George Orwell?                                                                                                                E se la Commissione Europea proponendo il nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati, andasse ad aprire uno spiraglio tra l’immenso controllo ossessivo digitale e la possibilità di avere un non-controllo?

GDPR – LA SINTESI DI UNA SVOLTA?                                                                                                  Garante per la protezione dei dati personali, 25 maggio 2018.                                                  Giorno dell’efficacia del GDPR.  General Data Protection Regulation, s’intende. Rispetto della vita privata e la protezione dei dati personali nell’ambito delle comunicazioni elettroniche, si traduce.                                                                                                    Con efficacia, si ha l’applicazione vera e propria dell’uniformità, sicurezza, tutela delle norme relative alla comunicazione digitale e privacy tra gli Stati Membri UE.      Significa un nuovo approccio alla Protezione dei dati, riconoscimento rafforzato della dignità della persona da parte di un sistema automatico, algoritmi che vedono altri algoritmi, ma anche persone. Sì, perchè ci sono personalità singolari oltre al caleidoscopico e sempre più affermato ”inconscio digitale”(cit. Derrick de Kerckhove). Fermiamolo.

LIBERTA’ NEL CONTROLLO DELLA LIBERTA’?                                                                                   Ambito della “Strategia per il Mercato Unico Digitale”, proposta della Commissione Europea,  conclusa con l’entrata in vigore del Nuovo Regolamento per la Protezione dei dati. Perché parlarne? Riguarda le aziende pubbliche e private che raccolgono dati personali dei consumatori. Cambridge Analytica può avvicinarsi? In parte sì. Ma verrà da sé la spiegazione. Nuova libertà tramite due nuove forme di azione digitale: privacy by default e privacy by design. Così fondamentali?  By default, proposta, da parte dei titolari, di trattamenti semplificati,immediatamente comprensibili ed espliciti, senza render impossibile capire quando ci si avvicina a un rischio. By design, invece, incredibilmente, richiede  che ogni semplificazione proposta sia già insita dall’inizio, che tutto sia già impostato in modo che ciò che si legge è ciò che è effettivo.

A COME RESPONSABILITA’: ACCOUNTABILITY                                                                            Data protection officer, responsabile supervisore che affianca il titolare. Meno macchine e più persone? Esattamente. L’ Artificial Sapiens che tende a Dio si riserva, l’uomo riprende il suo controllo e per un attimo non tende all’impossibile potere della macchina infallibile. L’internet of beings riprende connotazioni umane. E non si sfugge, si è aggiunto anche un garante per il rispetto del regolamento europeo. E le sanzioni? Ancora più afferrate.  Responsabilizzazione del titolare e del consumatore, a due livelli, di algoritmi e di trasparenza.

 

LA QUINTA, SESTA E SETTIMA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA                                               “Chi è il loro padrone?”- “Si vantano di non essere schiavi di nessun uomo, sudditi di nessuno”. Era il 472 a.C., Eschilo diceva che nasceva in Occidente il concetto di libertà.  E se la libertà implica la autoregolazione nel rispetto delle regole, forse questo regolamento può avvicinarsi, e riprendiamo così l’accountability, responsabilizzazione. E se invece di guardare la catastrofe tecnologica ci siamo fermati, e se finalmente l’uomo è diventato complice della signora tecnologia e non suddito fedele? Oppure questa innovativa forma di controllo è solo un inganno e siamo sempre dentro a un controllo da noi incontrollabile?

Ribaltiamo il pessimismo Orwelliano. Forse la quinta, sesta e settima rivoluzione tecnologica ha appena avuto inizio. Quindi l’uomo si ricorda di esser uomo, perché è la rivoluzione delle rivoluzioni, perché l’uomo sa che è dentro a una rivoluzione e la sfida.                                                                                                                                                                              E forse il Regolamento Europeo ricorda che ci si può affiancare agli algoritmi, e che un bilanciamento tra il bisogno di privacy e l’esigenza della circolazione delle informazioni esiste.                                                                                                                                                 O stiamo impazzendo.

Che la sostenibilità etica e giuridica della tecnologia diventi una questione democratica, senza che si torni al II a.C. parlando di Sacro Digitale Impero, sovrano sull’uomo.

Francesca Vannini

 

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About Author

Francesca Vannini, nata Bologna, classe 1998 e residenza a Pesaro. Università di Lettere Moderne, ma formazione di un anno in Giurisprudenza. Interesse per i diritti umani e giornalismo d’inchiesta. Ho scelto Sistema Critico perché voce dei giovani e dell’azione, occupandomi di diritti umani, società senza dimenticare letteratura e filosofia. Totale partecipazione alla scrittura e alla poesia con composizioni.

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