Inquinamento globale: tra disastri ed iniziative eco sostenibili.

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I cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova il nostro mondo e sono la dimostrazione di quanto sia ormai grave il problema dell’inquinamento globale. Le proposte  da parte delle associazioni di protezione ambientale sono sempre più numerose. Allo stesso modo, alluvioni e siccità, piogge intense ed improvvise ondate di caldo, sono la prova di quanto poco stia facendo l’uomo per mantenere la sua promessa di difendere l’ambiente!

I rifiuti nell’Oceano

Certamente le varie forme di inquinamento sono tutte preoccupanti, sebbene fonte maggiore di preoccupazione sia quello marino.
L’immensa distesa d’acqua azzurra che arricchisce il nostro pianeta è costituita da almeno cinque raccolte di rifiuti nell’Oceano.
La più grande è la “Great Pacific Garbage Patch”, enorme isola di plastica situata nell’Oceano Pacifico tra le Hawaii e la California, pari a un milione e mezzo di km². L’accumulo è stato scoperto intorno agli anni ’80 e si è formato a causa dell’azione delle correnti oceaniche. Le conseguenze più dirette si riversano su tartarughe e uccelli che scambiano i rifiuti per pesci o meduse ed involontariamente se ne cibano.

Il nemico principale: la plastica

Sono stati moltissimi gli enti che hanno tentato di sottolineare il fatto che ad oggi, le modalità di smaltimento dei rifiuti sono piuttosto inconcludenti e la plastica rappresenta uno dei principali problemi. Come dimostrano studi svolti dall’ente australiano “Csiro” (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) riguardanti l’impatto dell’inquinamento: entro la metà del secolo circa il 95% degli uccelli marini avranno plastica all’interno del loro organismo.

L’oceano diventerà o forse è già la principale discarica dell’uomo. Dai sacchetti alle confezioni di birra, si riversano in mare più di 8 milioni di tonnellate di plastica. L’Onu, nel corso della Giornata Mondiale dell’Ambiente tenutasi lo scorso 5 Giugno ha lanciato il suo appello contro l’invasione della plastica.

Un altro nemico dei mari: il petrolio

I disastri petroliferi sono un’altra fonte di inquinamento marino. Il più recente e d’impatto è stato quello di Santa Barbara, al largo delle coste della California, nel 2015. Inutile sottolineare quanto sia ingente il peso del petrolio sulle ali degli uccelli. Le conseguenze di un disastro petrolifero sulla fauna di un ecosistema marino sono, a primo impatto,  molto difficili da stimare, solo dopo ci si rende conto di quanto siano dannose.

Il peso del petrolio sulle ali degli uccelli

Cosa si può fare?

Sono numerosissime le iniziative eco sostenibili, il WWF Italia ha dato il via, lo scorso 3 giugno, ad una campagna intitolata “Spiaggia Plastic Free”. I volontari dei vari comuni possono quindi iscriversi e dare il proprio aiuto nella raccolta dei rifiuti sulle spiagge.

Mostrando maggior empatia nei confronti di tale problema, un giorno sarà possibile affermare di aver contribuito alla salvaguardia del pianeta.

Natalìa Buccini

 

 

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