La Mostra del Nuovo Cinema che illumina Pesaro

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Si conclude la Mostra

Si è conclusa domenica 24 giugno la 54a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema a Pesaro, con la proiezione di Amarcord a Bagni Paradiso N°59 alle 21.30 (la cui proiezione sarebbe dovuta essere venerdì 22 giugno, ma è stata rimandata causa pioggia). Che cosa ci lascia questa Mostra?

 

Pesaro splende di Cinema

Pesaro si fa grande in questa settimana di spettacoli continui, sparpagliati tra i luoghi del centro pesarese e la spiaggia. Un’emozione unica resa “di pubblico dominio” a tutta la cittadinanza,  tra le strade e le piazze gremite di gente accorsa per fruire di proiezioni gratuite, più uniche che rare. Non è un’accademia che si riunisce per banchettare critiche cinematografiche, non è un consiglio di produttori in riunione di lavoro, è tutta la popolazione la vera protagonista di questa settimana del Cinema. Il tributo più grande con cui Pesaro ha omaggiato la Settima Arte.

 

Un respiro internazionale

La Mostra è stata il contatto diretto tra il cittadino pesarese e il meraviglioso mondo del cinema, reso accessibile a tutti. I grandi schermi e la partecipazione di personalità internazionali del mondo del Cinema danno un sapore globale a questo Festival, che in tutte le sue accezioni sembra portatore di un respiro internazionale. Culture diverse che si incontrano e dialogano (pensiamo al freddo mondo della steppa russa in The Net, o alle periferie messicane in Amèrica). Tutto il mondo è paese in questa settimana intensissima.

 

Italia virtuosa

Abbiamo anche la partecipazione di tanta Italia a questa Mostra. Abbiamo intervistato Enrico Rinaldi, produttore del film “La Banda Grossi” che uscirà il 20 settembre al cinema, che ci ha raccontato la storia e le sensazioni che hanno accompagnato la realizzazione del film (tra mille difficoltà)  sulla vita di una leggendaria  banda di briganti papalini come La Banda Grossi, celeberrima nel Marchigiano e in tutta Italia. Ha presenziato al Festival anche Lucia Mascino, talentuosa attrice divenuta celebre al pubblico con la film-serie I Delitti del Barlume, nel ruolo dell’ispettore Fusco.

 

I film come racconti del Reale

Ogni film è stato un viaggio in una realtà diversa, un  traghetto ai confini delle certezze che indaga e ricerca le domande del genere umano e le sue declinazioni problematiche nella società. Qui vi proponiamo le nostre recensioni in merito ad alcuni dei film della Mostra (consci che descriverli tutti equivarrebbe a produrre un romanzo), anche se tutti meriterebbero una nota celebrativa. Vogliamo trasportarvi per un attimo nella magia che ha permeato l’atmosfera della Mostra del Nuovo Cinema, aspettando l’anno prossimo per rivivere le stesse incredibili emozioni.

 

 

 

THE NET

La crescita interiore dell’Individuo e il necessario confronto fra due mondi

 

The Net (Nevod in lingua originale) della regista russa Aleksandra Steljanaja è stato uno dei titoli per la sezione Sguardi Femminili Russi del 54° Festival del Cinema di Pesaro.

Sono due i cardini attorno ai quali ruota la vicenda, che può considerarsi a tutti gli effetti un percorso di formazione. Il più evidente è tema del confronto, il confronto tra due mondi, come possono essere quello della città e dei villaggi di pescatori, o tra due diversi modi di vivere, rappresentati rispettivamente dal Giovane protagonista, che all’inizio incarna valori vuoti, incapaci di indicargli quale strada intraprendere per diventare uomo, e dal Vecchio, che, dal canto suo, è custode dei segreti di una realtà invisibile agli occhi di chi si bea di piaceri effimeri e non fa nulla per migliorare la sua situazione. Il secondo cardine della narrazione è invece il tema del viaggio compiuto dai protagonisti. Un viaggio propriamente detto, che parte dalla città e termina in uno sperduto villaggio di pescatori che si affaccia sui gelidi e tempestosi mari della Russia, dove gli esseri umani sono ancora veri, e un viaggio metaforico, che invece permetterà loro di superare le iniziali diffidenze e di completarsi a vicenda, imparando importanti lezioni l’uno dall’altro, in un arduo percorso a ostacoli che potremmo identificare con la Vita.

 

 

RICCARDO VA ALL’INFERNO

La sera del 22 Giugno, a riscaldare una piazza di pesaresi infreddoliti, è stato proiettato l’ultimo film in concorso Riccardo va all’inferno. Ad aprire la serata ci hanno pensato la regista Roberta Torre in compagnia di due ospiti d’eccezione, Sonia Bergamasco e Silvia Calderoni, entrambe parte del cast del film che vede come protagonista indiscusso un bravissimo Massimo Ranieri. Riccardo va all’Inferno è musical, tratto dalla celebre tragedia di Shakespeare, in cui il protagonista, Riccardo Mancini, è intenzionato a sbarazzarsi di tutti coloro che lo hanno fatto rinchiudere in manicomio, sopportando inaudite torture. Aiutato dai suoi fidi, e diciamocelo chiaramente, stralunati aiutanti, eliminerà uno ad uno i suoi obiettivi, fino a diventare il capo indiscusso della sua malavitosa famiglia e re del regno criminale del Tiburtino III. Riccardo è un folle pronto a tutto a cui terrà testa solo un personaggio, Regina Madre, interpretato da Bergamasco, figura cardine per gli sviluppi della pellicola. L’esistenza del protagonista, segnata dal dolore e dall’odio, non può che portare al male assoluto: per Riccardo l’inferno è già qui?

 

The Idles

 

The Idles, pronunciato cantilenando al ritmo degli anni ’60, è il titolo del film di stampo francese con regista Marc’O e produttrice Cristina Bertelli, proiettato la sera del 19 giugno in occasione della 54° Mostra del Cinema di Pesaro, quest’anno dal sapore internazionale. Film dai toni accesi come accese erano le voci del ’68, in quanto, come sottolinea il regista francese Marc’O, The Idles è contestualizzato negli anni in cui il vero Cinema perdeva la sua sostanza di cinema, diventando soltanto mezzo di merce per un successo di profitto. E di conseguenza “Gli idoli”, protagonisti del film, diventano iperbolici e struggenti rappresentanti di questo decadimento cinematografico, tramite un’esaltazione satirica di cantanti che pur di entrare nel cerchio del successo e del grande guadagno venivano guidati fino al ridicolo. Quasi una protesta, a dar voce ai giovani della fine degli anni ’60 che richiedevano un cinema senza particolari limitazioni e scopi utilitaristici, che riprendesse il suo ruolo di riflesso della realtà e non finto artigiano del vero. Infine, è stato non a caso sottolineato, come il regista proprio nel ’68 non abbia proiettato “The Idles” alla Mostra del cinema di Pesaro, dove era stato richiesto, a causa dello sciopero dei membri dello spettacolo, sciopero legato a queste nuove limitazioni della produzione artistica- con ulteriori proteste a Cannes e Venezia- contro le quali i giovani del ’68 non si fermavano a reagire. Così ci si chiede, se questo film francese, per Marc’O, non fosse stato il miglior modo, tramite l’arte, di richiamare una protesta ad un cinema che stava pian piano decadendo.

 

 

 

Massimiliano Garavalli

 

Piermarco Paci Fumelli

 

Danilo Sanchini

 

Francesca Vannini

 

 

Per altri commenti in merito alla 54a Mostra del Nuovo Cinema, ti consigliamo di leggere questi articoli:

 

La nostra impressione sui primi tre giorni della Mostra

https://www.sistemacritico.it/la-nostra-impressione-sui-primi-tre-giorni-della-54-mostra-internazionale-del-nuovo-cinema/

Un’introduzione alla 54a Mostra Del Nuovo Cinema di Pesaro

https://www.sistemacritico.it/al-via-la-cinquantaquattresima-edizione-della-mostra-internazionale-del-nuovo-cinema/

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