il ’68 sbanca a Rocca Costanza – Popsophia chiude l’edizione 2018

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Su un palcoscenico di tutto rispetto, allestito in uno dei siti più importanti della città di Pesaro, si è conclusa nella notte la sesta edizione di Popsophia “vietato vietare”. In occasione dei 50 anni dal mitico ’68 la manifestazione culturale, diretta da Lucrezia Ercoli, ha voluto rendere omaggio a quello che è stato uno dei momenti salienti della contemporanea civiltà occidentale, discutendo sugli effetti ancora in atto. La giornata conclusiva dell’edizione 2018 ha visto avvicendarsi sul palco intellettuali del calibro di Remo Bodei, Marcello Veneziani, Piero Sansonetti e Umberto Curi che hanno saputo affascinare una platea da tutto esaurito.

Dio è morto?

La giornata è stata aperta da Remo Bodei, scrittore e docente di filosofia all’ University of California, il quale ha raccontato fatti e curiosità di quel periodo tanto complesso. Ragionando su Nietzsche e la sua filosofia il professor Bodei ha messo in relazione il celebre “Dio è morto” e i moti che al tempo si misero in luce. L’affermazione nietzschiana non sarebbe identificabile con l’esaltazione di una cultura atea ma con una mancanza di valori tradizionali che ha portato alla rottura con il modo di vivere e pensare di quegli anni. In una Europa in cui si contrapponevano paesi filosovietici e filoamericani, fu la rigidità delle istituzioni a scatenare l’ultima “rivoluzione” d’occidente. Non è un caso che molti studiosi e storici reputano il ’68 una diretta conseguenza di Jalta.

Remo Bodei - Foto di Francesca Vannini

Remo Bodei – Foto di Francesca Vannini

l’altra parte del ’68

L’intervento successivo ha visto un brillante Marcello Veneziani, giornalista, romanziere e filosofo, parlare “da in piedi”, a dir suo per fare un atto sessantottino, riguardo l’altra parte: quel mondo di destra che prese parte alle contestazioni cercando di modificare i valori della tradizione. Veneziani vede nell’impresa di Fiume, a quasi 100 di distanza, gli albori di quelli che poi saranno i temi delle contestazioni. A suo dire nel ’68 si è svolta una rivolta intraborghese che ha cambiato gli ideali di una “classe” fino a quel momento legata ai forti valori della morale cristiana. Non pochi sono stati i momenti amarcord in cui sono stati presentati i vari pensieri di personalità come Pasolini o Giovannino Guareschi. Quest’ultimo aveva trattato la divisione delle varie realtà locali tramite le figure, ormai divenute patrimonio nazionale, del comunista Peppone del prete Camillo. Proprio Guareschi aveva trattato di alcune tematiche in Don Camillo e i giovani d’oggi, uscito postumo nel 1969. Proprio al ’68, secondo Veneziani, si deve lo sfasamento dell’orizzonte politico: non più concentrato nel piccolo mondo cittadino ma di respiro nazionale.

Marcello Veneziani - foto di Francesca Vannini

Marcello Veneziani – foto di Francesca Vannini

cala il sipario

A chiudere l’edizione 2018 di Popsophia è stata la Lectio Pop di Piero Sansonetti, giornalista e direttore de Il Dubbio, incentrata sull’utopia e, a seguire, il Philoshow “Sogni e incubi”. Ha concluso la notte della filosofia pesarese è stato il Sous le pavés la plage, video di Giorgio Leggi in cui sono stati mostrati e analizzati video inediti sulle illusioni di quei mesi così fondamentali per la storia del secondo ‘900. Alla fine di tutto rimane una unica domanda, a cui forse non esiste una risposta esatta, il mito e le conquiste del ’68 sono ancora attuali o sono solo divenute parte del mito occidentale?

foto di Francesca Vannini

foto di Francesca Vannini

Danilo Sanchini

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