THE BROKEN KEY – LA CHIAVE SPEZZATA

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Sento sempre più spesso ripetere la teoria secondo cui, non del tutto a torto, il Cinema italiano sia ormai privo di inventiva e incapace di raggiungere la qualità che possedeva in passato.

The Broken Key – La chiave Spezzata rappresenta invece una di quelle rare eccezioni. Diretta da Louis Nero nel 2017, questa pellicola è stata proiettata in pochissime sale cinematografiche d’Italia e riesce nell’impresa di unire alla perfezione le atmosfere di generi completamente differenti.

In un futuro molto vicino al Presente (siamo nell’anno 2033) e nemmeno troppo irreale, una legge volta a tutelare l’eco-sostenibilità ha limitato l’uso della carta, che si è trasformata in un bene incredibilmente prezioso; stampare è diventato un reato.

Il fulcro su cui ruota la trama è la ricerca del frammento mancante di un antico papiro protetto dall’arcana confraternita dei Seguaci di Horus, che, secondo un’antica leggenda, sarebbe legata alla regina egizia Ankhsen-pa-aton, la quale, sempre secondo la leggenda, sarebbe stata costretta a scappare dall’Egitto e, giunta in una terra mai vista prima, avrebbe poi fondato una città conosciuta con il nome di Taurasia, oggi meglio nota come Torino.

Tale impresa spingerà i protagonisti Arthur J. Adams e Sarah Eve a compiere un viaggio attraverso un’intricata commistione di misteri storici e metafisici che li porteranno a comprendere il vero significato dell’esistenza. Il loro cammino, che metaforicamente rappresenta quello dell’intera Umanità, li farà rinascere (il riferimento al racconto biblico di Adamo ed Eva è infatti racchiuso nei loro stessi nomi).

Attraverso un lento processo, accompagnato da immagini suggestive che in più di un’occasione rimandano alla Divina Commedia, il regista ci spinge ad affrontare le nostre paure e a trovare la nostra essenza, la luce interiore (il nostro Dio, non per forza coincidente con un’Entità Astratta) che ci guida verso la Verità. Evidente quindi è il legame con una delle più celebri massime di S. Agostino.

 

Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat Veritas

Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’interiorità dell’Uomo abita la Verità

 

La stessa recitazione rispecchia tale processo. All’inizio infatti essa risulta incerta, come se gli attori fossero dei bambini che stanno apprendendo i rudimenti del linguaggio parlato, ma migliora (pur non raggiungendo mai livelli eccelsi) con il passare del tempo, rispecchiando la presa di coscienza dei personaggi.

The Broken Key non certo un film perfetto, è opportuno ricordarlo, però ritengo che sia un esperimento riuscito che non ha nulla da invidiare alle grandi produzioni hollywoodiane, salvo forse gli effetti visivi, i quali risultano in più di un’occasione fin troppo fittizi. Riesce a mandare un messaggio profondo e dalle molteplici interpretazioni, lasciando nel cuore dello spettatore il desiderio di continuare il Viaggio iniziato sullo schermo.

 

Piermarco Paci Fumelli

 

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About Author

Piermarco Paci Fumelli, pesarese, classe 1996. Dopo aver conseguito la Maturità Classica, ho iniziato a studiare Scienze Biologiche all'Università Carlo Bo di Urbino. Per Sistema Critico, scrivo articoli inerenti all'ambito scientifico e cinematografico, di cui sono un grande appassionato.

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