La simmetria tra la questione islamica e l’inconscio individuale

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Come risuona all’uomo del 2000  l’eco delle parole quali riconoscimento, inconscio sociale e terrorismo diffuso? Il suono risponde con il  corrispondente nato negli ultimi anni del decennio breve: misconoscimento, inconscio individuale e questione islamica.

Conosciamo le origini per ribaltarle o rivelarle?

La diffusissima e ora  personalissima parola multiculturalismo ripercorre la fine del secolo breve  nascendo in degli anni ’70 in cui il primo ministro canadese (si chiama Pierre Trudeau) la esalta tanto da renderla una questione pubblica e addirittura giornata nazionale, come se le western democracies (democrazie liberali)  dal 27 giugno 1971 ricordano che qualcuno ha mostrato un nuovo approccio alla ondata di immigrati e alla presenza indigena nel territorio.  E così questa nuova parola così interessante, multiculturalism, si insinua anche nei grandi USA del melting pot (assimilazione identità eterogenee) e si leggerà anche le multiculturalisme  in Francia poi  multikulturalismus in Germania e multiculturalismo in Italia.

Evoluzione e non involuzione?

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono
dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di
fratellanza.  (Articolo 1, Dichiarazione Universale dei diritti umani)

Così gli Stati Membri in cooperazione con le Nazioni Unite ascoltano le richieste della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, con grande speranza ed entusiasmo successivo alle due guerre. Intanto l’ONU inizia a dimostrare come riesce a mantenere tregue tra le parti combattenti e a rafforzare i processi di pace oltre che scovare le armi batteriologiche, chimiche e nucleari detenute da Saddam Hussein. L’ONU democratico, liberale, multiculturale il 19 settembre 1981, su richiesta di alcuni membri, approva anche la Dichiarazione islamica dei diritti umani,  perchè “ritenuta necessaria una dichiarazione non laico-giuridica come l’attuale.”

Il pensiero comune può essere controcorrente?

Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice di grande influenza, insisteva e insisteva sull’uomo contemporaneo paragonato a Mastro Cecco, colui che venne ucciso dall’Inquisizione per testi di astrologia definiti eretici a suo tempo, l’uomo che non riuscirà fino in fondo ad esprimere la propria tesi perchè controcorrente al pensiero comune.  Qual è allora questo pensiero comune? E Oriana aggiunge, che il suo pensiero controcorrente era la non comprensione di una Dichiarazione islamica dei diritti umani,  chiedendosi se fosse una dichiarazione umana o divina.  Subentra allora la soggettività di una donna che vorrebbe il riconoscimento di una tutela umana, di una liberazione da una predeterminazione irrazionale e lasciare solo la figura dell’uomo avente il potere temporale in terra: ma nella società del multuculturalism  e delle nuove tutele inviolabili internazionali ( vedi Carte dei diritti) è possibile un’univoca concezione del potere?

Misconoscimento come questione storica 

Dalla fine degli anni ’90 in cui il multiculturalismo raggiunge l’apice anche in Europa e la tutela dello straniero (inteso come immigrato e compreso anche l’uomo islamico) si rafforza tanto che  l’Onu diventa portavoce dell’integrazione, dello studio del mondo islamico e dell’assimilazione, si arriva a uno spartiacque irreversibile. 11 settembre 2001, le certezze e le grandi speranze si frammentano, l’Onu dalle molteplici Dichiarazioni dei diritti si interroga, intanto G.W. Bush si spaventa e si diffonde fino all’Europa l’allerta per il grande straniero proveniente dal mondo arabo e si inizia a conoscere cos’è questo noto Corano(già noto in realtà). I flussi migratori invece continuano, l’11 settembre è fermo al 2001, i flussi migratori continuano. Come reagire? Intanto la saggista egiziana Bat Ye’or per la prima volta parla di Eurabia (Europa Araba), termine in seguito ripreso e reso “incandescente” (proprio così) da Oriana Fallaci. E allora è l’inconscio sociale a diffondere in modo iperbolico la parola terrorismo o è una paura di un inconscio individuale a riversarlo così?

Hic et nunc: qui e ora che succede?

Lo psicologo Fromm, nel contesto della metà del secolo breve, successivamente alle due guerre, rivela l’esistenza di un inconscio che supera, scavalca e brucia sopra l’inconscio individuale Freudiano: l’inconscio sociale. Interessante scoprire che esso rinnega la propria individualità, anzi, si aggrappa al pensiero comune e diffonde la credenza della sua unicità e insostituibilità nella mente dell’uomo: influenza comportamenti, tendenze, scelte politiche anche. Il pensiero comune non riconosce lo straniero,  allora anche il mio pensiero sente  di non riconoscere lo straniero e non sono io come individuo a crederlo, è l’inconscio sociale che rende la mia credenza non dipendente da me. E io come inconscio individuale cosa ne penso? Forse proprio io non riconosco l’Altro e mi aggrappo al velo dell’inconscio sociale, diventando anche il fenomeno dello pseudo-razzismo una questione personale.

Islam Europeo o Islam arrivato in Europa?

Attualissimi ed in grande dibattito sono i tentativi di spiegazione dei casi di pseudo xenofobia, razzismo e indiretto rifiuto di accoglienza e di approccio neutrale riguardo la questione migranti, migranti suddivisi in Europa, migranti integrati alla nota città multiculturale di Riace.  “Il processo di riconoscimento dell’altro ha una natura dinamica e reciproca, perchè costituito al suo interno da una relazione reciproca, per quanto asimmetrica, una sorta di reciprocità conflittuale.” Hegel spiegando la Dialettica servo-padrone esplica una lotta sociale che è volta al riconoscimento di sè tramite l’opposto,  per la formazione dell’autocoscienza. Il misconoscimento avviene, quando nonostante la lotta tra opposti, non si riconosce ciò che è diverso da sè perchè si considera come elemento che ostacola la propria formazione: l’incontro fallisce e si nega la presenza dell’Altro. Perchè? Perchè l’Altro è anche dentro di me, se lo riconosco accetto parti di me irriconoscibili e quindi il misconoscimento rimane una questione personale.

Sentenza n. 62\1994  e Sentenza n. 249\2010: in Italia

Il principio costituzionale di eguaglianza in generale non tollera discriminazioni fra la posizione del cittadino e quella dello straniero, continua l’altra sentenza, I diritti fondamentali spettano ai singoli, non in quanto partecipi di una determinata comunità politica, ma in quanto esseri umani, . Così le due sentenze della Corte Costituzionale italiana rilevano la massima tutela dell’individualità e del principio personalista, escludendo ogni influenza data da qualità personali  o tendenze. Intanto i flussi migratori continuano, intanto il terrorismo diventa una parola quasi di abuso dei media, mentre la Costituzione tenta di riportare il compromesso. Come conciliare allora, le tendenze di misconoscimento di un inconscio più individuale che sociale nei confronti di stranieri(perchè per un attimo accomuni lo status di immigrato, rifugiato, richiedente asilo) portanti principi religiosi che sono al di sopra della legge e una Costituzione di stampo aperto, elastica e programmatica?

Chissà  se Mastro Cecco, in questa Europa in  tensione dialettica, di alienazione e estranea da se stessa, riuscirà a scovare inconsci individuali che si riconoscano senza aggrapparsi a questo immenso inconscio sociale che ha un’unica matrice reale: l’uomo che non accetta il sé. E chissà se Mastro Cecco, dopo aver guardato negli occhi questi inconsci individuali, si assicurerà che trovino una legge universale che tuteli l’uomo in quanto uomo: in quanto umano non paragonabile al divino, non paragonabile alle esigenze dei fili maestri guidati dalla nota questione economica che governa al di sopra delle Carte dei diritti, delle Leggi e poi sì, delle persone.

Francesca Vannini

 

 

 

 

 

 

 

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About Author

Francesca Vannini, nata Bologna, classe 1998 e residenza a Pesaro. Università di Lettere Moderne, ma formazione di un anno in Giurisprudenza. Interesse per i diritti umani e giornalismo d’inchiesta. Ho scelto Sistema Critico perché voce dei giovani e dell’azione, occupandomi di diritti umani, società senza dimenticare letteratura e filosofia. Totale partecipazione alla scrittura e alla poesia con composizioni.

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