Opposizione Inesistente (e senza identità), La brutale fine del Partito Democratico e di Forza Italia.

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Dopo la formazione del nuovo Governo gialloverde formato da Lega e Movimento 5 Stelle, si è avuto modo di osservare i partiti che hanno caratterizzato gli ultimi anni della scena politica (PD e FI) entrambi all’opposizione odierna e quindi, nonostante i pochi mesi di vita del nuovo esecutivo, è possibile dare un primo giudizio sul loro operato da “non protagonisti” di questo governo.

Partito Democratico

Il primo partito, che ha preso poco più del 18% di voti alle elezioni del 4 Marzo, è il Partito Democratico, forse il grande sconfitto uscito dalle urne. È possibile dire che è un partito dove all’appello manca la presenza di un leader carismatico. La figura più “popolare” del Partito è rappresentata da Maurizio Martina ex Ministro delle politiche agricole del Governo Renzi-Gentiloni. Uno dei problemi del PD oltre all’assenza di un vero leader è la mancanza di fiducia da parte degli Italiani che non hanno rivisto nel partito figlio della Resistenza gli stessi valori e ideali di un tempo. La fama del Partito Democratico è scesa notevolmente con il caso del decreto “Salva Banche”, che ha creato tantissimo scalpore soprattutto da parte del ceto medio-basso della popolazione Italiana che è proprio quello che il Partito è riconosciuto a rappresentare.

La strategia del Partito Democratico

Di recente l’ex ministro all’Economia Pier Carlo Padoan ha proposto una contro-manovra a quella adottata dal governo giallo-verde che ha attirato l’attenzione delle televisioni e giornali solo per pochi giorni. Nella manifestazione del 30 Settembre tenutasi a Roma, il segretario del PD Martina ha avuto parole forti per il nuovo governo definendolo: “autoritario”, contro le donne, che fonda la propria forza sull’odio. Inoltre secondo lui sarà molto pericoloso per il futuro dell’Unione Europea. Queste parole fanno solo il solletico ai membri del governo e tutti gli Italiani che li hanno votati. Questo perché il PD è un partito inascoltato e che gli Italiani non hanno più nessuna voglia di ascoltare visto tutte le decisioni (poche condivise dai cittadini) dei vecchi governi.

Il futuro del PD

Le uniche forme di speranza per il partito sono: il cambiamento radicale al vertice, la riacquisizione di rappresentanza di tutela della popolazione italiana più bisognosa, un nuovo pensiero democratico e soprattutto la necessità di puntare sui più giovani.

Forza Italia

Passiamo ora a Forza Italia, in questo caso il Partito ha un leader da sempre: Silvio Berlusconi, che però ha perso il carisma di tanti anni fa, quando da solo riusciva ad infiammare le piazze, cosa che non riesce più a fare forse a causa dell’età. Sul ruolo del leader sta prendendo sempre più forma l’ascesa del presidente del parlamento Europeo: Antonio Tajani. Dovrebbe essere proprio lui a raccogliere l’eredità di Silvio Berlusconi per provare a dare un futuro a Forza Italia. Il Partito di Berlusconi è stato sedotto e poi abbandonato dal leader del Carroccio Matteo Salvini, perché: prima era parte garante della Coalizione di Centro Destra e poi si è visto accantonato dall’accordo di Governo tra Grillini e Lega.

La strategia degli Azzurri

La strategia di Forza Italia e di quello che rimane della Coalizione di Centro destra è provare a rompere l’alleanza tra la Lega e il Movimento 5 Stelle. Per fare in modo che tutto ciò accada, Forza Italia ha attaccato duramente il famoso Reddito Di Cittadinanza definito un progetto che favorisce l’assistenzialismo, che per Di Maio è il pilastro del contratto di governo. Questa rottura tra i partiti della maggioranza permetterebbe agli Azzurri di ripresentarsi alle eventuali future elezioni con una Lega all’apice del proprio splendore e gonfia di consensi. Questo permetterebbe alla Coalizione Di Centro Destra di avere una maggioranza di seggi per formare un nuovo governo e Forza Italia potrebbe riprendersi (in parte) la scena della politica italiana.

Conclusioni

Il destino del governo e della nuova politica Italiana è quindi nelle mani di Lega e Movimento 5 Stelle che insieme hanno sempre più consensi da parte degli Italiani, che condividono la loro coerenza e l’atteggiamento che essi pongono nei confronti dell’Unione Europea. Quest’ultima è vista in maniera sempre più scettica da parte del popolo Italiano visto anche le numerose critiche volte da essa verso il nostro governo.  Per concludere, le opposizioni ora come ora possono solo “raccogliere le briciole” di queste due potenze (Lega e Movimento 5 Stelle) che compongono la maggioranza. L’unica chance per gli altri partiti è sperare in una clamorosa spaccatura da parte delle due forze di governo e in quel caso, essere pronti a cogliere l’occasione di poter tornare (magari con qualche alleanza) al centro della politica Italiana.

Mattia Furiazzi

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Mattia Furiazzi, marchigiano, classe 1998. Studente di Scienze Politiche presso l'Univeristà di Urbino. Amo scrivere di Politica ed Economia. Sono un chitarrista e un tifoso della Juventus.

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