Cesare Battisti e l’asilo politico

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Lunedì 14 gennaio 2019 è stato un giorno molto importante per la Repubblica Italiana grazie al rimpatrio di Cesare Battisti un ex-terrorista condannato per aver concorso in 4 omicidi negli anni di Piombo. La cattura di Cesare Battisti è stata una notizia che ha fatto molto clamore in tutta la penisola e documentata da tutte le televisioni nazionali.

La gioventù e la fuga in Francia

Cesare Battisti nacque a Cisterna di Latina.  Da adolescente si iscrisse al Partito Comunista Italiano e fece parte della FGCI, il gruppo giovanile del PCI .                               Terminato il servizio militare egli entrò nel gruppo eversivo dei Proletari Armati per il Comunismo . Nel 1979 Battisti fu arrestato per banda armata ma riusci ad evadere. Scappato dal carcere di Frosinone, Cesare Battisti fuggì in Francia dove venne tutelato dalla dottrina Mitterrand ossia una politica relativa al diritto d’asilo in Francia.

Cosa sono l’asilo politico e la Dottrina di Mitterrand ?

Il diritto di asilo è una protezione accordata a uno straniero perseguitato per motivi politici, religiosi o di colore della pelle che si rifugia in un Paese estero o in luogo che gode di extraterritorialità. La dottrina di Mitterrand era tesa a non concedere l’estradizione a persone imputate o condannate in altri paesi per atti di natura violenta, purché d’ispirazione politica e non diretti contro lo stato Francese. Per quanto riguarda i rifugiati italiani (come Battisti) era molto difficile ottenere l’estradizione in quegli anni, perché, secondo lo stato francese la legislazione italiana non era conforme agli standard Europei. Si metteva in discussione l’uso della carcerazione preventiva e il rapporto con i collaboratori di giustizia.

Un accordo tra stati ?

Secondo alcune fonti e come riportato in un articolo del Corriere della Sera del 2007, Mitterrand, promulgatore della dottrina, era stato convinto a difendere e tutelare terroristi italiani di estrema sinistra dopo una consultazione con il Premier Italiano d’allora Bettino Craxi.

La possibilità di estrazione e i vari ricorsi di Battisti

Nel 2004 il massimo organo giurisdizionale amministrativo e consultivo della Repubblica francese, ha negato ogni validità giuridica alla cosiddetta “dottrina Mitterrand” cosi all’Italia venne concesso l’estradizione di Cesare Battisti. L’ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo presentò ricorso al Consiglio di stato francese, alla Corte di Cassazione italiana e alla Corte europea dei diritti umani: tutti vennero respinti e lui scappò, di nuovo.

La fuga in Brasile

Venne nuovamente arrestato nel 2007 a Copacabana, in Brasile, dove però nel 2009 gli venne accordato dall’allora presidente Lula lo status di rifugiato politico. Il ministro della giustizia brasiliano, Tarso Genro, disse che in Italia l’incolumità di Cesare Battisti era in pericolo per via delle sue idee politiche. Il 9 giugno del 2011 il Supremo Tribunal Federal del Brasile confermò la decisione del presidente Lula di non estradare Battisti e votò a favore della sua liberazione, in quanto la pena per uso di documenti falsi era ormai scontata.

L’arresto

Con l’arrivo del nuovo Primo Ministro Michel Temer alla guida del Brasile si è però ricominciato a parlare della possibilità di estradizione.                                                          Battisti non sentendosi più al sicuro fuggì in Bolivia dove fu catturato da agenti italiani e brasiliani con l’aiuto della polizia locale e riportato in Italia dove sconterà la sua pena.

 

 

Mattia Furiazzi

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Mattia Furiazzi, marchigiano, classe 1998. Studente di Scienze Politiche presso l'Univeristà di Urbino. Amo scrivere di Politica ed Economia. Sono un chitarrista e un tifoso della Juventus.

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