Intanto i civili e poi il Venezuela

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La parola Venezuela rimanda l’immagine di un’incerta attuazione politica e di una grande instabilità governativa: non ci sono nè guerre nè assedi, eppure migliaia di famiglie ogni giorno fuggono dal paese. E se ascoltassimo i civili, che forma assumerebbe la situazione nella totalità? Quesiti su una crisi che sembra vestire i nuovi mezzi di quarta generazione.

SUCCEDEVA SIMILMENTE 

L’immagine di una destabilizzazione, come in un’intervista ha chiarito il giornalista Lemoine, non è difficile da comporre: un’ottima campagna mediatica su un tema scelto e individuando i punti deboli dello stesso tema nella realtà, modificando così la percezione collettiva anche su ciò che è conosciuto. Così avvenne con il grandissimo caos che si creò sia nel 1972 in Cile sia nel 2013 in Venezuela: la mancanza di carta igienica.  Nel tentativo di impedire l’elezione del socialista Salvador Allende in Cile e come reazione dell’opposizione di Maduro (secondo il suo governo) in Venezuela.  Nella realtà dov’era la carta igienica? Nei supermercati non era presente abbastanza quantità di questo bene di prima necessità: necessaria la grande ricerca nel carissimo mercato nero. Così, i civili prima si ritrovarono nel caos di strategie mediatiche iperboliche e nella vera e propria mancanza dopo, che richiedeva modifiche governative.

I COLPI DI STATO DI QUARTA GENERAZIONE

1973: risuona l’eco di una bomba nel  Palazzo Presidenziale del Cile, i civili risposero riconoscendo un grave colpo di stato e così esultarono le forze miliari di Pinochet. Scomponendo l’assedio si individuano armi e forze che intervengono, un attacco immediato. Intanto, spostando il mirino sull’attuale vicenda che richiama una prospettiva internazionale, risuonano molteplici echi: in Venezuela una grande e forte opposizione richiede la deposizione dell’attuale presidente Maduro, capo di un regime chiavista. Un colpo con suoni totalmente internazionali, tali che gli Stati Uniti hanno riconosciuto la proclamazione dello sconosciuto Guaidò. Non si tratta nè di attacchi armati nè di assedi: un riconoscimento dall’esterno, un’immagine destabilizzata del paese di Maduro, una richiesta di elezioni democratiche e delle sanzioni verso un mercato interno privo di benefici.  Sta forse mutando la concezione stessa di colpo di stato, dando addirittura nuovi lineamenti di quarta generazione?

INTERVENTO DELLA COSTITUZIONE O DEL CONSENSO GENERALE?

“Qualora si produca una assoluta mancanza di presidente eletto o presidentessa eletta prima che entrino in carica, si terranno nuove elezioni (….). Mentre viene eletto ed entra in carica, il nuovo presidente/a sarà responsabile della presidenza dell’Assemblea nazionale”. (Commi articolo 233 Costituzione Venezuela: previsione dell’istituzione di un governo provvisorio).

La mancanza è ravvisata “nell’usurpazione della carica di Presidente, che lascia dunque vuoto questo ufficio” e aggiungendo secondo l’articolo 333 che la Costituzione “non perde la sua validità se cessa di essere osservata o tramite atto di forza o perché abrogata con altri mezzi da quelli ivi previsti. In tale eventualità, ogni cittadino/a investito/a di autorità avrà il dovere di collaborare al ripristino della sua effettiva validità”. (Articolo citato per ristabilire la validità della Costituzione stessa se considerate illegittime le precedenti elezioni in cui è stato rieletto Maduro).

 In aggiunta ai due articoli, Juan Guaidó, ha prestato giuramento come Presidente del paese: secondo l’organo rappresentativo, questo atto avvenuto davanti a un’immensa folla e con il sostegno di una parte significativa della comunità internazionale, guidata dagli Stati Uniti, ha valore giuridico. Di conseguenza, quanto potere avrà il consenso internazionale e l’immagine mediatica che si sta creando su una legittimazione costituzionale?

INTANTO I CIVILI 

Da anni il Venezuela vive una situazione di isolamento, chiudendosi in se stesso, con importazioni costosissime che ricadono su un’economia che è totalmente controllata dallo stato. Lo stesso stato fornisce i beni di prima necessità, eppure domina il bachaqueros o mercato nero di Caracas, eppure si sono verificati altissimi casi di malnutrizione e ricerca continua di cibo, medicinali, beni essenziali. Da una parte si crede che il governo procede stabilmente e che il contrabbando nasce da un motivo destabilizzante contro il regime stesso, dall’altra ci sono i civili succubi di un’instabilità governativa che, a prescindere dalla matrice, continua a generare proteste, feriti, morti e bambini che richiedono medicine e alimenti.

E’ necessario sottolineare che il Presidente Maduro ha parlato di dialogo con l’opposizione, di accettazione di nuove elezioni parlamentari se necessarie per una prosperità, ma intanto, Guaidò continua a chiedere le presidenziali. E intanto la dominazione mediatica rimanda molteplici immagini della vicenda. E intanto le manifestazioni non-violente si riducono a grandi numeri di feriti. E intanto i bambini dicono che hanno ancora fame, eppure un pasto l’hanno fatto, eppure i supermercati ci sono, eppure le file lunghissime di persone per i beni di prima necessità persistono, incondizionatamente.

Francesca Vannini

 

 

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About Author

Francesca Vannini, nata Bologna, classe 1998 e residenza a Pesaro. Università di Lettere Moderne, ma formazione di un anno in Giurisprudenza. Interesse per i diritti umani e giornalismo d’inchiesta. Ho scelto Sistema Critico perché voce dei giovani e dell’azione, occupandomi di diritti umani, società senza dimenticare letteratura e filosofia. Totale partecipazione alla scrittura e alla poesia con composizioni.

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