BLACKkKLANSMAN: lotta al razzismo agli Oscar 2019

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Il ritorno di spike lee: premiato dall’academy

Pellicola diretta da Spike Lee, distribuita nella sale italiane il 27 settembre 2018, BlacKkKlansman è tra i lungometraggi candidati alla categoria “miglior film” agli Oscar 2019 (insieme a Black Panther, Bohemian Rhapsody, The favourite, Green book, Roma, A star is born e Vice).

https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=Cp9IjT-1k4k

Spike Lee torna alla macchina da presa con un poliziesco che unisce dramma e commedia, riuscendo a coniugare il passato degli Stati Uniti con la situazione attuale, unendo materiale di repertorio a inquadrature montate minuziosamente.

blackkklansman

Ambientata negli anni ’70 a Colorado Springs, la pellicola ci racconta la storia di Ron Stallworth: il primo poliziotto nero della centrale del capoluogo della contea di El Paso. Il protagonista, relegato a noiose mansioni in archivio, si ritrova tristemente a dover affrontare la diffidenza e le derisioni di matrice razzista dei colleghi. Dopo essere stato assegnato al dipartimento di intelligence, leggendo il giornale locale, si accorge di un annuncio con un numero da chiamare per poter entrare a far parte del Ku Klux Klan: gruppo terroristico che propugna la supremazia della razza bianca, illegale negli Stati Uniti dal 1871. Il protagonista, aiutato dal collega Flip Zimmerman, cercherà di ottenere la fiducia dei membri del cantone locale del Klan, ovviamente interagendo in maniera telefonica, con l’intento di scioglierlo e condannare le persone coinvolte.

dio benedica l’america bianca

Il film è ambientato negli Stati Uniti all’inizio degli anni Settanta; il clima è teso, le pagine di cronaca vengono riempite tutti i giorni da notizie sugli sconvolgimenti creati da lotte e proteste per i diritti civili. Nonostante però l’immersione completa del film in quegli anni, grazie anche ad una colonna sonora sublime , il legame con l’attualità degli Stati Uniti è percepibile sin dal principio della pellicola. La politica che viene rappresentata tramite i discorsi di vari esponenti del Klan ci ricorda tanto l’atteggiamento e le parole dell’attuale presidente d’America. Il finale è emblematico per quanto riguarda il collegamento alle dinamiche di oggi e il film si tramuta in un vero e proprio messaggio di denuncia contro ogni forma di discriminazione. Senza voler anticipare altro, il consiglio è quello di aggiungere questo di Spike Lee tra i film da vedere in quanto commedia brillante, geniale e spassosa ma con un messaggio forte e senza tempo a guidare la storia.

candidature agli oscar 2019
  • Miglior film
  • Miglior regista (Spike Lee)
  • Miglior sceneggiatura non originale (Spike Lee, David Rabinowitz, Charlie Wachtel, Kevin Willmott)
  • Miglior attore non protagonista (Adam Driver)
  • Miglior montaggio (Barry Alexander Brown)
  • Miglior colonna sonora (Terence Blanchard)

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About Author

Elena Fracassi, classe 1997. Grande appassionata di arte in ogni sua forma. Sono studentessa di Scienze Umanistiche (curriculum filologico-letterario moderno) presso l'università di Urbino Carlo Bo. Scrivo di letteratura, arte, storia, poesia, cinema, fotografia. Coltivo il sogno di diventare a mia volta autrice di libri e poesie. Grande appassionata di calcio e giocatrice professionista di calcio a 5. Editor presso Sistema Critico dal 2016.

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