Un messaggio di tolleranza

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Si sa, la tolleranza è alla base dell’equilibrio e per tanti secoli, molti filosofi, l’hanno ribadito.

Se ne potrebbero citare molti: Locke, Voltaire e Spinoza sono solo alcuni dei tanti che hanno trattato l’argomento della tolleranza. Una domanda sorge spontanea quando si parla di tolleranza: cos’è?

Citando l’enciclopedia garzanti di filosofia, la tolleranza è: un termine che, nel suo senso originario e ancora oggi più proprio, indica la mancata repressione di opinioni ritenute false, o di comportamenti ritenuti dannosi o comunque sbagliati. Oggi è però diffuso, accanto a questo, un altro senso del termine, per cui un’autorità politica o anche una persona singola sono dette tolleranti quando si astengono dal penalizzare, anche soltanto con un giudizio di valore sfavorevole, opinioni e comportamenti difformi dai propri.

Spesso il concetto di tolleranza viene associato ad un livello religioso o politico, soprattutto negli anni in cui è stato teorizzato, ovvero nel 1700 e 1800. I primi filosofi ritenevano la tolleranza alla base di ogni buona convivenza, le fondamenta per una “buona società”. Al tempo era normale per un sovrano imporre una religione di stato e non tollerare tutte le credenze o pensieri differenti dalla propria religione. Si associava alla religione anche una sorta di valore politico, uno strumento di controllo e anche di attestazione del proprio potere. Ciò avveniva in pressoché tutta Europa, tranne qualche piccola eccezione, ad esempio l’Olanda, uno degli stati più tolleranti.

Oggi forse il problema della tolleranza religiosa non è più in primo piano, pur essendoci ancora molti scontri “religiosi”.

Forse oggi si dovrebbe ricercare una sorta di tolleranza culturale, passatemi il termine. Una volta vi erano molte credenze, diverse tra loro, che spesso si scontravano. Estremismi e non. Oggi invece ci troviamo in una situazione di multiculturalità, ed è ampiamente visibile. Spesso in un territorio vediamo convivere, più o meno pacificamente, decine di culture diverse, con valori e principi diversi. Proprio come allora spesso queste differenti culture finiscono con lo scontrarsi, inevitabilmente, tra di sé. Credo importante quindi, oggi più che mai, rispolverare questo concetto si datato, ma mai superato, della tolleranza e riadattarlo ai giorni nostri, alla nostra multiculturalità.

Sono l’unico a pensarlo? Evidentemente no. Infatti, è proprio di oggi la notizia di un documento firmato da due delle più importanti autorità religiose mondiali: il Papa, Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. Questo documento prende il nome di “documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”. È un appello, un messaggio interculturale e intereligioso, rivolto a tutto il mondo. Un messaggio coraggioso che stimola a ricercare la tolleranza, appunto, anche oltre i vari muri che separano le tante culture che abitano il mondo. Una tolleranza che viene estesa anche ai vari strati sociali, a chi è costretto a subire la guerra, a chiunque ne sia bisognoso.

Questo è sicuramente un messaggio importante in un clima internazionale teso come quello dei nostri giorni. Un invito a tutte le forze politiche mondiali di tenerne conto, di cercare di essere tolleranti. Oltre all’appello alle varie forze politiche ed economiche mondiali, esortano anche una riscoperta dei valori “religiosi” che a loro detta si sono persi quali la misericordia, il perdono e l’aiuto fraterno. Valori che essendo venuti meno hanno reso questa società una società individualista e che guarda solo al proprio profitto.

Queste parole congiunte, che stimolano ancora una volta alla tolleranza, sortiranno qualche effetto? Chissà, forse si, forse no. Sta di fatto che un messaggio del genere, non ha precedenti. E voi cosa ne pensate? Potrebbe essere la tolleranza la risposta a gran parte dei nostri problemi?

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About Author

Andrea Belegni, anconetano doc, classe 1997. Attualmente studio Scienze Umanistiche curriculum filosofico presso l’università di Urbino Carlo Bo. Mi piace vedere la filosofia e la storia con una funzione attiva e non solo narrativa, per questo cerco di applicare queste due discipline a casi quotidiani, reali e contemporanei. Sono attivo nel campo della politica e amo scrivere. Appassionato di sport, cerco di seguire ogni disciplina. Scrivo su Sistema Critico ormai da un anno e mi occupo di Filosofia e Storia.

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