Windsor d’oltremanica.

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Cinquantanove anni fa, l’8 febbraio 1960, per rendere onore al proprio marito, duca di Edimburgo, la regina emanò un ordine in consiglio, confermando che lei e i suoi quattro figli sarebbero stati noti come casa e famiglia di Windsor, e che i suoi altri discendenti di linea maschile (eccetto quelli che sono altezze reali, principi o principesse) avrebbero preso il nome Mountbatten-Windsor.

Dopo la morte della regina Anna, nel 1714, la scelta cadde su Giorgio, principe di Hannover, perché era parente degli Stuart, ma apparteneva al ramo protestante della famiglia e saltò quindi tutti i discendenti cattolici che sarebbero stati, in teoria, più vicini al trono. Da allora effettivamente la famiglia reale del Regno Unito è stata in prevalenza tedesca, con parecchie gocce di sangue danese. Il figlio Giorgio II (1683-1760), duca di Cambridge e principe del Galles, oltre che principe elettore del Sacro romano impero nato in Germania. Che mai invece si premurò di imparare l’inglese, impegnato più che altro a combattere guerre nel Vecchio continente.

Il 10 febbraio 1840 la regina Vittoria, ultima monarca del casato degli Hannover, si unisce in matrimonio con Alberto di Sassonia- Coburgo- Gotha- Wettin nella cappella di St James Palace. Alla sua morte, dopo un regno durato 63 anni 7 mesi e 2 giorni, la Corona passa al suo figlio primogenito, il Principe di Galles, che regna con il nome di Edoardo VII a partire, appunto, dal 22 gennaio del 1901.

Fu suo figlio Giorgio V a cambiare il cognome di famiglia durante la prima guerra mondiale, perché il nome dei Sassonia- Coburgo –Gotha- Wettin richiamava in maniera imbarazzante quello del nemico Kaiser Guglielmo II (per altro anche lui nipote della regina Vittoria). Ispirandosi alla cittadina di Windsor ed al castello di Windsor, da secoli centro della monarchia britannica.

L’ordine di cambiare il nome della casata riguardava solo i discendenti di re Edoardo VII (padre di Giorgio V e unico Sovrano britannico a portare il nome “Sassonia-Coburgo-Gotha”) nella linea maschile, ma non necessariamente alle discendenti femminili. Nell’aprile 1952, due mesi dopo la sua ascesa al trono, la regina Elisabetta II pose fine alla confusione sul nome dinastico quando dichiarò al Consiglio della Corona: “la volontà e gradimento che io e i miei figli dobbiamo essere designati e conosciuti come casa e famiglia Windsor” 

Il cognome però non è strettamente vincolante. Durante il servizio militare, i giovani William e Harry erano registrati come William e Harry del Galles. Invece la principessa Anna, sorella di Carlo, sul suo certificato di nozze (del 1973) si è firmata come Anna Mountbatten-Windsor.

Nulla vieta dunque che, in futuro, il prossimo re (o la prossima regina) lo cambino. Non sarà però un problema troppo grande da gestire: nei documenti ufficiali infatti basta che il nome di battesimo venga preceduto dalla dicitura “Sua Altezza Reale” e dalla carica, per essere validi. La scelta, insomma, è personale.

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About Author

Claudio Mariani, nato a Pesaro, classe 1997. Diplomato al Liceo Scientifico G. Marconi di Pesaro. Studio Filosofia all’università di Urbino Carlo Bo. Mi occupo principalmente di Storia e Filosofia. Sono appassionato anche di cinema e di musica; in particolare della storia della musica moderna e contemporanea. Sono entrato in Sistema Critico nei primi mesi del 2018.

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