Elezioni regionali in Abruzzo: chi ha vinto chi ha perso

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Una piccola premessa
Perché le elezioni regionali in Abruzzo sono così importanti?
Si tratta del primo election test in vista delle elezioni europee di maggio prossimo, utile a verificare il consenso delle principali forze politiche in campo. I risultati di ogni elezione regionale vanno comunque interpretati con cautela, perché spesso nelle elezioni regionali gli elettori scelgono di votare adottando criteri differenti da quelli abituali.

I risultati dei principali partiti alle elezioni regionali abruzzesi del 2019 confrontati con le regionali del 2014 e con le politiche del 2018

Chi ha vinto
Il centrodestra ha ottenuto il 48% dei voti riuscendo a portare Marco Marsilio (Fratelli d’Italia) al governo della regione centro-meridionale. Si tratta di una vittoria importante, sia nei confronti del Partito Democratico che guidava fino a ieri la regione che nei confronti del Movimento 5 Stelle, prima lista alle elezioni politiche del 4 marzo scorso in Abruzzo.
L’unione fa la forza e il format del centrodestra unito risulta ancora una volta vincente.

Marco Marsilio, candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Abruzzo, assieme a Salvini, Meloni e Berlusconi

Chi ha stravinto
Sarebbe stato impensabile fino a poco tempo fa vedere la vecchia Lega Nord conquistare il 28% dei voti in una regione del Centro-Sud come l’Abruzzo. Ieri ciò è accaduto. Non si tratta però della Lega Nord di un tempo, quella padana e secessionista, ma della nuova Lega nazionale di Matteo Salvini. Un partito ri-nato, che ora sembra poter sfondare anche al Mezzogiorno.
Le elezioni regionali di ieri attestano la Lega al 28%, primo partito in Abruzzo (+8% sul M5S e +17% sul PD) e in forte crescita. In neanche un anno è riuscita a raddoppiare il già più che buono 14% ottenuto alle politiche del 4 marzo.

Matteo Salvini alla conferenza stampa per Marsilio, candidato del centrodestra in Abruzzo

Chi “beh, poteva andare peggio”
Questa volta “i democratici” lo possono dire tirando un sospiro di sollievo: poteva andare peggio, molto peggio. Considerando l’agonia indicibile che sta attraversando l’ormai ex partito di Renzi, quello conquistato ieri è un risultato senza infamia e senza lode. Addirittura largamente sopra le aspettative, molto basse per la verità, se si considera che nessuno della latitante leadership democratica si è fatto vedere in Abruzzo in questi giorni di campagna elettorale. Né Zingaretti, né Martina, probabilmente troppo preoccupati a evitare di associare il proprio volto a quella che si considerava una sconfitta certa.
Fatte queste considerazioni, il 31% ottenuto dalla coalizione è un ottimo risultato e pazienza se quella regione la si governava fino a ieri o se all’interno del centrosinistra il PD si è attestato attorno a un magro 11%.

Zingaretti e Martina

Stesso discorso vale per Forza Italia. Vince con il centrodestra ma conquista un poco esaltante 9%, 5 punti percentuali sotto il risultato delle politiche di un anno fa.
I rapporti di forza con la Lega ormai si sono invertiti inesorabilmente in tutta italia.

Chi ha deluso ogni aspettativa
È il M5S il vero sconfitto da questa tornata elettorale. Il 20% non può bastare a chi, appena l’anno scorso, aveva trionfato alle politiche 2018 conquistando proprio in Abruzzo il 40% dei voti. A nulla serve non riconoscere la sconfitta. Certo è vero che alle regionali abruzzesi di 4 anni fa il Movimento aveva ottenuto più o meno lo stesso risultato di ieri, ma le aspettative per questa tornata erano ben altre. Sorpassati da centrodestra e centrosinistra, superati anche dal proprio partner di governo, queste elezioni non potevano andare peggio di così. Oltre le dichiarazioni di circostanza, il risultato di ieri non fa che confermare nella testa di Di Maio e dei suoi quel che già si sapeva: Salvini li sta mangiando un poco alla volta.

La candidata 5 Stelle Marcozzi assieme a Di Maio durante la campagna elettorale in Abruzzo

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21 anni. Studio Scienze Politiche, Economiche e del Governo all'Università degli Studi di Urbino. Scrivo saltuariamente per "Il Resto del Carlino" di Pesaro e per "Il Nuovo Amico", giornale diocesano di Urbino. Sono scout, mi interesso di politica, filosofia, economia e attualità

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