Una giornata per l’udito

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Piu’ di 360 milioni di persone nel mondo soffrono di disabilita’ uditive e perdita di udito. Lo ricorda l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in occasione della Giornata internazionale per la cura dell’orecchio che si celebra il 3 marzo, con lo slogan Check your hearing’.

Un pò di dati

Circa il 50% delle persone tra i 12 e i 35 anni, sono a rischio di sviluppare un danno all’udito. In Italia sono 4,8 milioni le persone con ipoacusia invalidante, superiore cioè a 35 decibel.

Una persona su tre con più di 65 anni d’età, per un totale di 165 milioni nel mondo; inoltre,vi sono anche 32 milioni di bambini sotto i 15 anni colpiti da perdita dell’udito.

La maggior prevalenza di disabilita’ uditive si ha nell’Asia meridionale e del Pacifico, e nell’Africa sub-Sahariana.

Le possibili cause

La causa principale è l’esposizione prolungata a rumori forti, soprattutto musica ascoltata in cuffia. Sull’inquinamento acustico, uno studio della Università di Toronto (Canada), ha rivelato come i rumori percepiti in città, contribuiscano alla perdita dell’udito. I punti più chiassosi sono: le fermate degli autobus, della metropolitana e le strade molto trafficate. In questi luoghi, sono stati registrati picchi fino a 115 decibel, gli stessi, prodotti da un martello pneumatico in azione, mentre l’orecchio umano può sopportare, senza conseguenze, suoni fino a 85 decibel.

Tra i rumori più pericolosi, le frenate dei mezzi pubblici, le sirene, i petardi e la musica ad alto volume ascoltata da vicino. Pochi minuti possono causare seri danni ed è consigliato tappare le orecchie con le mani, in caso di rumori assordanti.

Una nuova tecnologia

Ai fini della prevenzione, l’OMS e la ITU (International Telecommunication Union), hanno elaborato un dispositivo per un ascolto sicuro.

La tecnologia offre alla medicina uno strumento software denominato “Sound allowance“, che tiene traccia dell’intensità e della durata della esposizione al suono. Ma permette anche di tracciare un profilo di ascolto individuale, che informa l’utente di quanto abbia ascoltato in modo sicuro e fornisce spunti di azione basati su tali informazioni.
L’adozione di queste misure sui dispositivi potrebbe prevenire una percentuale elevata di ipoacusia (indebolimento della capacità uditiva).

Più prevenzione

Ma non basta la tecnologia da sola: servono test per diagnosticare precocemente e intervenire in modo adatto.

Secondo l’Oms e’ necessario che i paesi sviluppino programmi di prevenzione della sordità nei servizi di cure primarie, anche con le vaccinazioni contro morbillo, meningite, orecchioni e rosolio, monitoraggi e terapia della sifilide nelle donne in gravidanza e valutazione precoce dell’udito nei bambini.

L’indebolimento dell’udito (ipoacusia) è un fenomeno che investe ogni fascia di età, e per questo è importante intervenire immediatamente con una diagnosi precoce.

Fare prevenzione, infatti, non solo ci permette di curare in maniera efficace la patologia, ma soprattutto consente di aiutare il Sistema sanitario nazionale, evitando poi successivi costi sociali elevatissimi per far fronte alle cure.

Alice Mauri

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About Author

Alice Mauri, gradarese, nata nel 1997. Sebbene le mie passioni siano la letteratura e la filosofia, sono laureanda in Informatica Applicata all'Università di Urbino Carlo Bo. Scrivo nella sezione di filosofia per Sistema Critico. Sfogo la mia passione per la scrittura e la poesia su un piccolo blog personale.

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