La commemorazione del massacro di piazza Tien an Men di pechino a Hong Kong (2°)

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Nella prima  parte avevo accennato brevemente alla storia delle due ex colonie europee in Cina: Macau e Hong Kong.

Per capire il motivo per cui le proteste democratiche siano in atto principalmente nella ex colonia Brittanica,  ma non in quella Portoghese, dobbiamo riguardarci la  storia contemporanea.

La Macau portoghese  fu La più longeva delle due colonie, ultimo rimasuglio di un Impero che una volta contendeva con la Spagna il controllo del commercio mondiale. Il dominio portoghese sulla città incominciò nel 1567, quando l’Impero Ming concesse ai portoghesi la costruzione di una base commerciale per gestire il traffico nelle Indie orientali.

Lo status della città rimase un lungo contenzioso, per diversi secoli l’imperatore Ming e poi quello Qing lasciarono l’amministrazione della città ai Portoghesi, pur mantenendo de jure la sovranità sulla stessa .

Al giorno d’oggi, una tale forma di governo si chiamerebbe mandato o “condominio”, i portoghesi amministravano le attività commerciali e lo sviluppo della colonia ma le leggi imperiali sarebbero continuate ad essere applicate anche ai forestieri, dulcis in fondo: la popolazione di origine portoghese o i convertiti cattolici avrebbe potuto godere di un autogoverno.

Questo sistema, con l’indebolimento della Autorità imperiale , si evolse rendendo l’autorità Cinese sulla città pressoché  ininfluente e formale, il mandarino locale che tecnicamente doveva essere il rappresentante dell’Imperatore divenne una sorta di rappresentante degli interessi della popolazione locale nel “Leal Senado” che gestiva la città.

Ciò non di meno, anche in questi casi la sovranità e/o influenza cinese sulla città non venne mairealmente a mancare, il Portogallo era anche esso una potenza in declino, non potendo imporre unilateralmente la propria presenza e rendere ufficialmente la città una propria colonia fino al 1887.Quando vent’anni dopo l’ultima guerra dell’Oppi contro il Regno Unito , il celeste Impero cedette formalmente ,tramite un trattato, la Città al Portogallo.

Fino a quel momento infatti il territorio era considerato ancora di proprietà dell’impero Qing, seppur amministrato dal Regno del Portogallo.Dopo il trattato invece la città fu definitivamente riconosciuta come possedimento portoghese, ma Macau non venne mai sviluppata come la vicina Hong Kong. Per un semplice motivo: era divenuta nel corso dei secoli un porto di secondaria importanza appartenente a un Impero coloniale in declino.

Per questi motivi, durante l’epoca imperialista il Portogallo non provò a rinsaldare il legame tra Macau e la mare patria europea per il semplice fatto di non aver più alcun interesse nello mantenerla se non d’immagine.

L’influenza cinese non cessò mai e a differenza egli abitanti di Hong Kong non si sviluppò mai un senso di distacco rispetto dall’entro terra cinese.

Hong Kong invece ebbe una storia dominata dal successo economico, da un forte legame con l’Inghilterra e un rapporto conflittuale con il continente, in virtù del suo status di “Colonia della Corona”.

I trattati che misero fine al dominio Qing nella zona furono tre, la convenzione di Nanchino e i due trattati di Pechino, che non solo estesero il dominio britannico su tutta la Penisola ma che ironia della sorte ne decretarono anche la fine.

L’ultimo trattato, stipulato poco prima della Rivolta dei Boxer, fu il trattato in cui venne affidato il rimanente territorio attorno a Victoria bay ( la parte originale della British Hong kong) al Regno Unito, non più in perpetuo ma per una durata formale di “99 anni”, che nelle intenzioni dei negoziatori inglesi sarebbe dovuto essere considerato come “ buono per sempre”, non si reputava possibile che una futura Cina avrebbe preteso il ritorno dei territori.

Nonostante la relativa brevità del dominio Brittanico, esso fu decisamente più incisivo rispetto a quello Portoghese, Lo sviluppo economico e la maggior conflittualità della amministrazione coloniale nei confronti dello stato cinese. Che permise uno forte staccamento e uno sviluppo separato della popolazione cantonese rispetto all’entro terra. 

In breve, la British Hong Kong fu conquistata ed estesa con la forza, durò di meno ma risultò più incisiva. Creando una mentalità e senso di appartenenza diverso da quello del continente.

Viceversa, la presenza Portoghese a Macau fu frutto di una reciproca collaborazione tra lo stato Europeo e il Celeste Impero, anche dopo la definitiva cessione di Macau il Portogallo non fece granché per imporre la propria influenza nel territorio preferendo concentrarsi sui propri territori in Africa. Per questo motivo la popolazione locale si continuò a considerare cinese.

Dopo il secondo conflitto mondiale, le due città subirono una serie di eventi che ne modellarono l’attuale assetto politico.

La Cina comunista aveva vinto la guerra civile contro i nazionalisti ( 1949) ma per via dei coinvolgimento nella guerra di Corea a favore della dinastia Kim ( 1950-53) venne esclusa per due decadi dalla comunità internazionale a favore degli Esuli Nazionalisti a Taiwan ( mantenettero il seggio permanente al consiglio di Sicurezza fino al 1971).

Per questi motivi, unito dallo scarso appoggio sovietico e alla seguente rottura dei legami portò a una conferma  dello status quo delle due colonie straniere , nonostante la nomenclatura comunista non riconoscesse più la validità formale dei trattati che portarono alla cessione delle due città.

Durante questo periodo, il Portogallo dello Estado Novo provò a rinforzare l’autorità dello stato in tutte le sue colonie, Macau compresa, nominandole dopo una riforma costituzionale “ Province D’oltremare”.

Antonio Salazar, l’eterno primo ministro del Portogallo fascista, riteneva che la propria nazione fosse pluricontinentale. Le proprie colonie appartenevano Portogallo da secoli, a differenza degli altri possedimenti europei in Africa e in Asia, e questo legittimò la pretesa di conservarne il controllo integrandole come dipartimenti direttamente governati da Lisbona ( In maniera simile da quanto fatto dai Francesi in Algeria).

Nel Periodo tra il 1949 e il 1967 Macau fu isolata dall’entroterra cinese, mentre Hong Kong fu brevemente occupata dai Giapponesi, assieme a Singapore, ma fu liberata nel Luglio 1945 dalle truppe inglesi che prevenirono l’ingresso delle truppe nazionaliste cinesi nella città. Per le prime decadi, la città fu trattata come nelle decadi passate, con un governo monopolizzato dalla Burocrazia del morente Impero britannico , una sorta di Apartheid istituzionalizzato escluse la popolazione locale dagli incarichi governativi e ministeriali, pur garantendo una forte libertà di stampa e di iniziativa economica.

A differenza di quanto si credette, gli inglesi limitarono fino al massimo la partecipazione della popolazione locale alla gestione della cosa pubblica per via della paura di una mossa manu militari dalla Cina Popolare.

Da documenti secretati recentemente , si scoprì che l’entorauge di Mao temeva che un focolaio di democrazia ad Hong Kong avrebbe poi reso impossibile una riunificazione con la Madre Patria, una eventualità ritenuta invece impossibile a Macau per via della forma di governo dello Estado Novo, quindi in maniera “informale ” fecero pressioni tramite l’ambasciata svedese perché Hong Kong non ottenesse la status di Dominion autonomo nella corona del Regno Unito e non le fosse concesso l’autogoverno.

Dietro questa richiesta, fu definitivamente chiaro ai ” gestori”inglesi che i Cinesi avrebbero preteso la restituzione della colonia alla madrepatria dopo la fine dei “99-anni” d’affitto.( Fine seconda Parte)

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Sono Edoardo Turco, laureando (torinese trapiantato a Milano) nella magistrale di scienze politiche della Statale du Milan;scrittore dilettante, filosofo mancato e lettore accanito. Dentro il"Sistema Critico" dal 2017.

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