Il fuoco che devasta l’Australia

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Da settimane numerosi incendi devastano il territorio australiano.
Hanno bruciato quasi duemila case, causato la morte di 25 persone e bruciato più di 6,3 milioni di ettari di terra: un’area grande circa un quinto dell’Italia.

Sebbene la situazione sia lievemente migliorata, presto le piogge finiranno, le temperature torneranno a salire e la situazione potrebbe diventare ancora più grave.

Al problema degli incendi si stanno interessando anche diverse celebrità: alcune di loro hanno sfruttato il palco dei Golden Globe, importanti premi statunitensi, del cinema e della televisione. Altri si sono impegnati a donare centinaia di milioni di dollari alla causa. 

Daniel Andrews, il premier dello stato di Melbourne, ha detto ad Associated Press: «Non ne siamo per niente usciti. I prossimi giorni, anzi i prossimi mesi, saranno una sfida».

Il punto sugli incendi

L’Australia è formata da sei stati e in ognuno c’è almeno qualche incendio di una certa importanza.
Più in generale, l’area in cui la situazione è più critica è quella che si trova sulla costa sud-orientale, in cui vive la maggior parte degli australiani.

Nel Nuovo Galles del Sud, il precedente record di ettari bruciati era di 3,5 milioni, ma erano in gran parte di praterie e terreni incolti. Ora a bruciare sono soprattutto boschi ma anche campi e parti di parchi naturali, come nel caso delle Blue Mountains, non lontano da Sydney.

Un altro luogo di cui si è parlato, in relazione a questi incendi, è Kangaroo Island:, nota soprattutto per la varietà della sua fauna. Si trova al largo della costa dell’Australia Meridionale, è la terza più grande isola del paese e le fiamme hanno interessato quasi un terzo del suo intero territorio.

Foto estratta da un video, che ritrae la situazione di 4 giorni fa

L’ecatombe animale

Già più di mezzo miliardo di animali di svariate specie è andato perduto. I koala sono a un passo dall’estinzione, migliaia di canguri morti carbonizzati occupano i bordi delle strade. E poi primati, uccelli, rettili, pesci: l’intero mondo animale sta affrontando un momento storico tragico.

Probabilmente, molti degli animali sono stati uccisi direttamente dagli incendi, mentre altri sono morti successivamente a causa della perdita di cibo e riparo.
Gli esperti hanno riferito che la crisi degli incendi boschivi ha aumentato il rischio di estinzione del koala, aggiungendosi alla distruzione del loro habitat per usi agricoli e sviluppo urbano.

Gli agricoltori australiani hanno anche perso decine di migliaia di animali negli incendi boschivi e molti hanno dovuto sopprimere quelli in sofferenza per lo stress da calore e le ustioni.

Abbattuti perchè bevevano troppo

Ma non solo questo: un altro triste capitolo si aggiunge alla tragedia.

Più di 10.000 cammelli e dromedari selvatici, su una popolazione totale di poco più di un milione, saranno abbattuti nei prossimi giorni. Bevono troppa acqua, e data la catastrofica siccità in corso da mesi, gli australiani non possono più permetterselo

I locali si sono infatti lamentati del fatto che gli animali stiano entrando nelle loro comunità e devastando tutto in cerca di acqua.

Le cause degli incendi

Il clima

La maggior parte degli incendi australiani di queste settimane è causata dal caldo: a metà dicembre era stato registrato il giorno più caldo della storia dell’Australia. Ma anche dai forti venti e da un lungo periodo senza piogge. 

Tra le cause più citate di queste particolari condizioni c’è l’Indian Ocean Dipole: un fenomeno che fa sì che le variazioni di temperatura, tra la parte orientale e quella occidentale, dell’oceano Indiano siano particolarmente pronunciate.

E che, tra le tante conseguenze, ha generato una stagione più arida del solito in gran parte dell’Australia.

A questo, si sono aggiunte le particolari condizioni dei venti antartici: hanno favorito un clima secco in Australia.

Mentre il ritardo della stagione dei monsoni al nord ha permesso un aumento delle temperature nella parte centrale del paese.

In parte, quindi, la colpa di questi incendi si può attribuire al cambiamento climatico.

Incendi dolosi

Le autorità australiane hanno arrestato oltre 180 persone per aver appiccato deliberatamente incendi boschivi.

Tra gli indagati anche 40 minorenni. Per 24 persone si parla di incendio doloso, rischiano 21 anni di carcere.

Altri avrebbero provocato i roghi per incuria e disattenzione, accendendo fuochi per cucinare o bruciare rifiuti, incappando comunque nei severissimi divieti in atto dall’inizio dell’emergenza incendi.

Il futuro

Non è possibile dire ora quando si risolverà la situazione, o anche solo quanto ci vorrà prima che rientri in qualche modo nella norma.

Sono in arrivo i giorni solitamente più caldi e potrebbero volerci ancora diverse settimane.

Guardando ancora più lontano, secondo gli scienziati, pochi posti nel mondo sono esposti ai cambiamenti climatici come l’Australia.

Eppure, da tempo gli esperti avvertono che gli incendi diventeranno sempre più frequenti.
Quando ci si trova in un territorio già a forte rischio incendi, i cambiamenti climatici non fanno altro che aumentare le probabilità che una catastrofe, come quella che sta mettendo in ginocchio l’Australia, si verifichi.

Con l’aumento delle temperature nel paese causate dal riscaldamento globale, che porta periodi di caldo più lunghi ed estremi. Così come una maggiore siccità, che rende il terreno e la vegetazione più secchi e adatti alla combustione.

Purtroppo, se le cose non cambiano, la natura continuerà a reagire in questo modo al cambiamento climatico. Nei luoghi a rischio alluvione continuerà a piovere e in quelli a rischio siccità la terra si asciugherà sempre di più. E a pagarne le conseguenze, ovviamente, saremo noi e le generazioni future.

Alice Mauri

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Alice Mauri, gradarese, nata nel 1997. Sebbene le mie passioni siano la letteratura e la filosofia, sono laureanda in Informatica Applicata all'Università di Urbino Carlo Bo. Scrivo nella sezione di filosofia per Sistema Critico. Sfogo la mia passione per la scrittura e la poesia su un piccolo blog personale.

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