L’angelo di Monaco: il nome della verità come presagio della propaganda nazista

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La mitologia greca riconosce l’esistenza di tre figure personificatrici del destino ineluttabile dell’uomo, note per tessere il filo del fato e per reciderlo a propria scelta: le Moire, portatrici della morte.

Estraendo l’immagine dalla cultura religiosa ellenistica antica rimane l’interrogativo sulla presenza di intrecci invisibili che decidono le sorti delle persone e permane la risposta della loro insostenibilità: le corrispondenze sono creazioni degli stessi uomini, è necessario trarre i segnali, rimanere attenti e Fabiano Massimi, autore del romanzo L’angelo di Monaco, ne spiega le sottili ragioni.

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Copertina del romanzo

L’angelo di Monaco è un romanzo storico uscito per Longanesi Editore nel gennaio 2020, ma già esordio italiano alla fiera di Londra 2019 e in corso di traduzione in 10 lingue.

La storia di Angela Raubal è da raccontare e raccontando una storia prima o poi racconterai anche altro.

(Fabiano Massimi in un’intervista della relatrice prof.ssa Francesca de Vincenti presso la libreria Il Catalogo di Pesaro, 20 febbraio 2020)

LA STORIA SI PUO’ SCRIVERE E DESCRIVERE

Una vorace ricerca di materiale per dare forma alle verità su una delle morti più sospette durante il periodo precedente alla svolta nazista: il suicidio di Geli Raubal, la nipote di Adolf Hitler. Archivi e domande hanno creato l‘humus necessario all’autore per poter ricostruire una storia vera con l’ausilio della letteratura: documentarsi fino all’inverosimile, riconoscere inquietanti colpi di scena che derivano da situazioni reali e raccoglierli in ciò che sarà anche un thriller storico.

LA LETTERATURA VIVENTE

La camera chiusa, gli inseguimenti, le indagini inseriscono L’Angelo di Monaco anche all’interno dei canoni del giallo, in un’affascinante convivenza tra finzione e realtà: avvicinando il lettore a scuotere il libro, a domandare agli indizi fino a che punto la vicenda poteva essere reale. Un ciclico alternarsi di realtà documentata e finzione letteraria allo scopo di dare voce ad Angela Raubal e insieme di individuare quel sottile non detto, quelle coincidenze inquietanti, il filo invisibile che presagiva il decorso delle indagini e forse, anche l’andamento della storia tedesca di quegli anni.

PERSONE O PERSONAGGI

L’eco delle voci di personaggi capitali della storia mondiale del Novecento si impone con forza nella narrazione, al contrario del sussurro dei due commissari che si riconoscono come persone non sazie di verità inoppugnabili. Mettere in scena personaggi storici come contorno necessario di una storia di cui era possibile anche solo parlarne intimamente, ma con la conseguenza di lasciarla incompleta, non considerare le pericolose rivelazioni degli uomini intorno alla vita di Adolf Hitler. Le voci della città di Monaco si aggiungono come elemento corale di una Germania che intuiva un salto totalitario: si intravedevano già dei segnali di sottofondo che offuscavano una lucida democrazia, come i suicidi sospetti durante la fine della Repubblica di Weimar.

CORRISPONDENZE

Il breve arco di tempo dal 19 al 25 settembre 1931 e le velocissime 6 ore di chiusura del caso di indagine deragliano la percezione del tempo lineare, fino al momento massimo in cui un inaspettato colpo di scena ferma improvvisamente il tempo: quando il futuro Führer tedesco afferma che proprio adesso mi doveva capitare questo guardando alla morte della nipote, una rivelazione che scuote i commissari, i lettori e la voce narrante. Oltre ai contemporanei, probabilmente anche il futuro astro del partito nazista aveva chiaro il potenziale della vicenda, i legami con parti oscure della storia tedesca di quel periodo. Conclusioni dal cui esito poteva dipendere il futuro non solo della democrazia tedesca, ma le sorti della storia mondiale.

LA PRIMA VITTIMA

Al di là della realtà e finzione emerge una profonda verità della quale il lettore diventa egli stesso commissario: la prima vittima della propaganda nazista esiste ed Angela Raubal potrebbe esserlo. Una giovane ventenne improvvisamente scorge quei fili invisibili che erano intorno a lei e la tessitrice non è una Moira della Grecia antica: le risposte hanno assunto dimensioni reali.

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Angela Raubal e lo zio Adolf Hitler
ETICA DELLA NARRAZIONE

Illuminare un decorso degli eventi che si pensava di conoscere, un romanzo di coraggio perchè al di là dell’accesso ai documenti che citano la più temuta figura dell’Europa nazista, l’autore riconosce tutta l’esistenza di uno dei personaggi femminili più nascosti della Germania totalitaria e dimostra i primi segnali di una fenomenologia della propaganda nazista. Un romanzo totalmente fedele alle fonti e con l’aggiunta del verosimile letterario che plasma una nuova eticità della narrazione: se Tolkien si chiedeva fino a dove un autore può rendersi demiurgo per i propri personaggi, Fabiano Massimi sa che ci sono abbastanza documenti per riproporre la forma della vita delle persone di questa storia, da Geli Raubal ai personaggi intorno a Hitler, senza cadere in un falso storico.

Noi queste storie dobbiamo raccontarle adesso e a tutti perché hanno una certa attinenza con i nostri tempi ed è una cosa che il giallo può fare, dalla storia di Geli ho raccontato la storia di altro. (L’autore Fabiano Massimo in un’intervista di Sistema Critico presso la Libreria Il Catalogo di Pesaro, 20 febbraio 2020)

LE PAROLE DELL’AUTORE

In un’intervista di Sistema Critico del 20 febbraio 2020, presso la libreria indipendente Il Catalogo di Pesaro, l’autore è stato chiarissimo: spesso sottovalutiamo le voci intorno a noi, siamo persi in un labirinto dove i segni sono molteplici e frammentari, non stiamo dando attenzione a grandi movimenti che tra anni potrebbero essere evidenti. Ricorda anche di individuare i legami di sottofondo, fare caso ai non detti e fare presente che la storia non si presenta sempre allo stesso modo, stare attenti a non fidarsi del suo decorso apparente.

L’angelo di Monaco non è solo il monumento dorato al di fuori delle mura della città, in marcia verso la pace: questo romanzo riconosce anche la figura di Angela Raubal e di tutti quegli angeli vittime della propaganda nazista. Un’ingiustizia totalmente nascosta, il potere di cancellare completamente una persona e anche il possibile coinvolgimento della figura del Führer: l’autore osserva fino a dove può spingersi l’azione di un uomo. Parlare di uomini che hanno commesso cose mostruose diventa ancora più difficile e fa ancora più paura, ma è necessario raccontare le verità di tutte le persone, che non sono solo personaggi.

Come disse con forza lo scrittore Andrea Camilleri in occasione della rappresentazione teatrale di Tiresia a Siracusa, così, nel nostro giallo, non solo individuiamo il nome della verità su una prima forma di propaganda nazista, ma si consta anche che tra le righe del romanzo persona e personaggio – di Angela Raubal- si sono finalmente ricongiunti.

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Università di Lettere Moderne, ma formazione di un anno in Giurisprudenza (la tentazione è stata la Costituzione). Trovo interessanti quegli accostamenti di parole che non capisce nessuno e che chiamano poesia. Mi piace la combinazione della parola diritti, con umani e accertarmi attivamente che non sia solo una frase. Quando sono felice esco e rimando l'articolo al giorno dopo. Pesaro, 22 anni.

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