La Pasqua in quarantena

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Vivere in quarantena pone sicuramente dei limiti ad un momento di ritrovo e condivisione come la Santa Pasqua. Si tratta probabilmente della festività più “sentita” da tutti i cristiani. Col tempo, però, è divenuta un’occasione di riposo e/o di festa anche per i non credenti.

La quarantena prende…

È indubbio che il momento storico che stiamo vivendo sia davvero particolare e il fatto che ci vada di mezzo una festività, certamente, non aiuta. Non poter riunirsi con la famiglia, pranzare assieme e scambiare le tradizionali uova di Pasqua, non poter organizzare la scampagnata di Pasquetta, non poter fare una gita fuori porta con i propri bimbi… la quarantena impedisce tutto ciò. Questo di certo non è facile da accettare, però, è bene ricordare che siamo nel pieno di un’emergenza sanitaria e la salute, anzi, la vita, viene prima di ogni cosa.

…la quarantena dà

Nonostante i vari impegni che occupano le giornate, la quarantena offre anche dei piccoli spazi di tempo per riflettere. Dopo aver appurato che non sarà una Pasqua come tutte le altre, perchè non trovare il modo per arricchirla? Purtroppo, molte famiglie sono in difficoltà, quindi sarebbe un bene dare vita ad una rete solidale. Secondo Coldiretti, infatti, ci saranno circa mezzo milione di nuovi poveri. A tal proposito una rete di agricoltori ha dato il via all’iniziativa “Spesa sospesa dal contadino a domicilio” sulla falsariga dell’usanza campana del “caffè sospeso” (secondo cui si lascia un caffè pagato al bar per il prossimo cliente che arriverà e non avrà modo di pagarlo). Un gesto gentile e di sostegno per chi ha bisogno.

Dio non va in quarantena

Soprattutto per i credenti, sapere di non poter recarsi in Chiesa è fonte di sconforto, ma, è importante ricordare che “Dio non va in quarantena”! Anzi. Pablo d’Ors (prete, scrittore, consigliere culturale del Vaticano e altro), a tal proposito, afferma: “Possiamo fare un passo da giganti come credenti e come persone”, e ancora: “Dio non è rinchiuso, anzi è molto esposto. […] Questa pandemia ci pone, almeno in teoria, in una situazione privilegiata per ascoltarlo. Per vivere in coscienza. Forse ci mancava una quarantena spirituale per ascoltare la Sua voce, nascosta normalmente da troppi rumori”. [Per l’intervista completa, click qui].

Perchè non posso se in realtà posso?

Nonostante siano davvero tanti i limiti imposti (si ricordi, per il bene di tutti) è importante capire che a nulla serve concentrarsi sulla negatività.
Vi è un altro lato della medaglia, nettamente più utile, ed è quello di vedere tutto con occhi diversi, magari trasformando il “Non posso fare questo” in “Potrei fare così…”. Riprendendo gli esempi di prima: “Posso videochiamare mio fratello che vive in un’altra città, posso attivare la videochiamata con gli zii mentre beviamo tutti assieme un caffè” e anche: “Potrei perfino aprire l’uovo di Pasqua mentre sono al telefono con mia cugina, mia nipote, mia sorella…”. Perché non concentrarsi sulla semplicità di gesti come questi piuttosto che su quello che ci viene negato?

#iorestoacasa con consapevolezza…

Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa a conclusione del Consiglio dei ministri ha affermato: “Ci avviciniamo ad una festività molto radicata nel nostro Paese. La vivremo a casa, sarebbe irresponsabile andare in giro ed allentare questo senso di responsabilità”. Infatti, non bisogna perdere tutto quello che si è ottenuto dopo queste lunghe settimane: la consapevolezza.

La consapevolezza che sia necessario rimanere in casa, la consapevolezza del duro lavoro negli ospedali, la consapevolezza che la situazione che stiamo vivendo sia tanto seria quanto fragile.  

Speranza

Forse il segreto sta nel ritrovare l’essenza di tutto quello che fa parte della nostra quotidianità e non solo; in questo caso è importante riconoscere la semplicità di una festa che per sua definizione è fatta di momenti “semplici”, ma soprattutto, di momenti di speranza. Questa è la parola chiave di tutto, perchè presto torneremo alla nostra quotidianità, rinasceremo, saremo cambiati e vivremo, anche grazie a quello che stiamo vivendo insieme, ogni attimo in modo diverso.

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Natalìa Buccini, nata nel 1998 in Molise. Ho conseguito il diploma al liceo classico. La passione per la conoscenza della realtà che mi circonda, mi ha portata a scegliere la facoltà di Scienze Politiche che attualmente frequento. Adoro la musica ed i bei libri.

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