Complotto: una semplice necessità?

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L’uomo tende a creare complotti; del resto, lo ha sempre fatto. 

Fin dai tempi di Tacito, infatti, gli “Arcana imperii”, trame occulte del potere, affascinavano le masse presentandosi come prime teorie del complotto e, quindi, fautrici del mistero, dello strano, dell’ignoto. Le teorie complottiste circa l’epidemia del Covid-19  sono,dunque, solo l’esempio più recente di questa propensione.

Prima di procedere all’analisi delle diverse cospirazioni riguardo la ormai pandemia autrice di una – non nascondo la mia MANIA a voler enfatizzare – “svolta epocale”, vorrei porre una domanda:  quali sono le ragioni dietro alla mania complottista?

La risposta è sicuramente complessa, ciononostante è possibile, a mio avviso, rintracciare  due “ Leit Motiven” del complotto: la razionalizzazione e quello che io definisco “ il morbo del complesso”. Trovare spiegazioni razionali, seppur con il rischio di incorrere in sotterfugi,  sembra essere un bisogno fisiologico, intrinseco nella natura umana.

Basta pensare all’estraniante romanzo di Italo Svevo, La Coscienza di Zeno, nel quale il protagonista ,Zeno Cosini appunto, giustifica razionalmente comportamenti, a onor del vero egoisti, illudendosi di una loro utilità.

Una sorta di autoinganno? Senza ombra di dubbio, un meccanismo “intellettualoide” che rivela l’inclinazione dell’uomo a pianificare soluzioni paradossali a proprio piacimento.

Il potere del complesso

Ciò che però tratterò maggiormente in questa sede è il secondo “ Làitmotif”; quello da me identificato come “ Il morbo del complesso”.

Ma perché “ morbo”? E perché “complesso”? Forse perché quella della complessità è diventata una patologia psichica, una sorta di schizofrenia che necessita di essere alimentata.

Complotto e covid-19: il binomio perfetto

E Il nuovo Coronavirus è il carburante perfetto per alimentare psicosi, ma non in quanto emergenza sanitaria mondiale – senza precedenti – bensì in quanto “catalizzatore” d , per usare un francesismo, “canulars”. Notizie sensazionali ma false in quanto frutto della fantasia dei complottisti.

Questi ultimi non accettano una spiegazione normale riguardo un avvenimento eccezionale o, in termini filosofici, “eventuale”.

Le dichiarazioni mainstream da parte dell’ambito tecnico-scientifico non sono dunque considerate legittime poiché troppo in sintonia con i consueti parametri della normalità.

Tesi complottiste, opposte a quelle ufficiali del governo, fungono così da, in termini marxiani,  “oppio dei popoli” in grado di – in senso metaforico è ovvio – drogare le masse divulgando sottotrame avvincenti, contorte, degne del momento che si sta vivendo.

Ed è così che il Covid-19 si trasforma in arma batteriologica scagliata sulla Cina dal binomio Stati Uniti-Iran per impedire la crescita economica del Dragone. Per di più, gli USA possederebbero – da notare l’ambiguità, la fallacia del condizionale- il vaccino, volenterosi a venderlo per tornaconto economico. Il denaro è sempre il fulcro, anche di un’epidemia di questa portata.

Che cos’è questa teoria se non un sillogismo stoico: infondato ma con una sua logica interna tale da far “cadere in trappola” individui accecati dallo slogan dell’assurdo.

E che dire della tesi secondo la quale il virus sarebbe stato inventato in laboratori biochimici di Wuhan, il primo epicentro della pandemia,  per annientare il genere umano. Non so voi, ma io qui percepisco la mano invisibile dei collassologi, preferisco fare epoche.

Complotto: una costruzione socio-storica (e mediatica)

Ciò che tengo a sottolineare, però, è che il mio intento in questo momento non è quello di imputare ai complottisti più  accaniti l’esistenza di congiure.

Sicuramente non li assolvo, ma reputo che gli apparati siano altrettanto colpevoli, dove con apparati intendo: la cassa di risonanza data dai social network , i discorsi provocatori di leader, in un certo senso “apolitici” e filocomplottisti, il disagio sociale prodotto da un neoliberismo spietato, la frustrazione della società postmoderna.

Cosi come un potenziale  dittatore necessita di condizioni che lo aiutino a instaurare un regime dittatoriale, un  potenziale complottista ha bisogno di presupposti e mezzi di espressione tali da renderlo “ semplicemente” un complottista.

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About Author

Chiara Anastasi

Sono Chiara, classe 2001. Studentessa del liceo LInguistico di Pesaro. Amo le parole, la filosofia...l'arte. La mia vena politica e il mio spirito critico non sono sempre ben visti...

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