Un giorno per non dimenticare l’apocalisse

0

L’8 dicembre 2016 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha stabilito che il 26 aprile è la Giornata internazionale della memoria per i disastri di Chernobyl.

Nella sua risoluzione, l’Assemblea Generale ha riconosciuto che, anche dopo decenni dal disastro, le comunità ed i territori colpiti stanno vivendo ancora oggi le conseguenze derivanti. Sebbene molte specie animali si siano adattate all’ambiente.

Disastro di Chernobyl: la storia

Il disastro di Černobyl avvenne il 26 aprile 1986 alle ore 1:23:45 del mattino, presso la centrale nucleare V.I. Lenin, situata in Ucraina settentrionale (all’epoca parte dell’Unione Sovietica).

Le cause furono indicate come gravi mancanze da parte del personale, in problemi relativi alla struttura e alla progettazione dell’impianto stesso e della sua errata gestione. Nel corso di un test di sicurezza”, il personale si rese responsabile della violazione di svariate norme di sicurezza, portando a un brusco e incontrollato aumento della potenza del nocciolo del reattore n. 4 della centrale.

Si determinò la scissione dell’acqua di refrigerazione in idrogeno e ossigeno a così elevate pressioni, da provocare la rottura delle tubazioni del sistema di raffreddamento del reattore. Il contatto dell’idrogeno e della grafite incandescente delle barre di controllo con l’aria, a sua volta, innescò una fortissima esplosione. Ciò provocò lo scoperchiamento del reattore e di conseguenza causò un vasto incendio.

Una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore e ricadde su vaste aree intorno alla centrale, contaminandole pesantemente e rendendo necessaria l’evacuazione.

Chernobyl oggi

L’esplosione che ha distrutto il reattore nell’ex Unione Sovietica, ha cambiato per sempre il modo di percepire il nucleare, facendo nascere dubbi sulla sua sicurezza.

Ci sono ancora controversie ancora in atto sul bilancio delle vittime e sulle conseguenze ambientali. Rimane sicuro che un’area di 2.600 chilometri quadrati tra l’Ucraina e la Bielorussia, rimarrà contaminata per sempre. O almeno per i prossimi 24mila anni.

Le ricadute radioattive di Chernobyl e del più recente disastro di Fukushima, in Giappone, sono gli unici due disastri a essere stati classificati incidenti catastrofici (settimo livello). Il grado più alto nella scala Ines (scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici).

Gli effetti sulle persone

Tumori verranno diagnosticati a più di 40mila persone, secondo uno studio condotto dall’epidemiologa Elisabeth Cardis, 16mila dei quali saranno mortali. Un rapporto di Greenpeace del 2006, invece, ha stimato che i decessi per cancro saranno 93mila.

Ancora oggi, tuttavia, i gravi effetti del disastro di Chernobyl sono ben tangibili: malformazioni, tumori, problemi alle gravidanze, fanno parte della quotidianità degli abitanti dell’Ucraina. Purtroppo, le vere conseguenze di quella tragedia sono ancora in parte da scoprire.

Gli effetti delle radiazioni su piante e animali

Nella zona di esclusione, la ripresa delle specie colpite è stata favorita dalla mancanza di attività industriali e agricole. Ciò ha dato vita ad un aumento sorprendente delle popolazioni di molte specie animali e vegetali. Creando un vero e proprio santuario di biodiversità.

Alcune specie di uccelli si sono adattate all’ambiente radioattivo, producendo più antiossidanti per abbassare il danno genetico. Lo hanno mostrato gli ultimi risultati del Centro nazionale di ricerca scientifica in Francia.

Documenti e protocolli

Dai documenti emerge che le autorità sapevano bene quale fosse la realtà. Il numero degli ammalati cresceva a livello esponenziale, ma la maggior parte fu rimandata a casa.

L’evacuazione fu seguita da una contro-evacuazione, anche dei soggetti più deboli. Quelli esposti ai livelli letali delle radiazioni.

Un protocollo segreto del Politburo arrivò a varare una “ricetta” volta a rendere commestibile carne e latte contaminato. Come? Consigliando la lavorazione di carne contaminata, trasformandola in salami ed in cibi conservati.

Chernobyl, un evento da ricordare

Oggi l’area compresa entro i 30 km dal luogo dell’incidente alla centrale di Chernobyl è conosciuta come “zona di alienazione”. Il suo accesso è strettamente regolato ed è vietato viverci o svolgere attività commerciali.

Il disastro di Chernobyl ha frantumato il sogno dell’energia “pulita”, “sicura”, “eterna”. Era crollata l’utopia di un mondo scientificamente controllabile. La punizione di Prometeo, la nostra sconcertante fragilità.

A decenni dall’accaduto, rimane uno degli eventi più importanti da ricordare. Un evento che ci ha lasciato un monito ed un grande insegnamento. Anche se a un costo molto alto.

Alice Mauri

Share.

About Author

Avatar

Alice Mauri, gradarese, nata nel 1997. Sebbene le mie passioni siano la letteratura e la filosofia, sono laureanda in Informatica Applicata all'Università di Urbino Carlo Bo. Scrivo nella sezione di filosofia per Sistema Critico. Sfogo la mia passione per la scrittura e la poesia su un piccolo blog personale.

Leave A Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.