Tik Tok: l’apparenza inganna

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Nasce dalla ricerca di qualcosa di nuovo, Tik Tok, il social per adolescenti (e non) che ad oggi conta 500 milioni di download e circa 41,27 milioni di utenti attivi quotidianamente. A dare la notizia è Learnbonds, sito web americano che si occupa di notizie finanziarie.  

La grande fama del social network cinese è dovuta alla possibilità di creare brevi filmati musicali della durata inferiore di un minuto. Dopo averli realizzati, infatti, gli utenti possono modificarne la velocità e utilizzare filtri ed effetti sorprendenti. 
È proprio per questo motivo che i ragazzi, perlopiù tra i 13 e i 15 anni, rimangono affascinati da questa app, sempre più al passo con i tempi. 

Introduzione:

Tik Tok è stato lanciato nel 2016, ma solo dopo l’acquisto e la fusione con musical.ly, inizia la sua scalata verso il successo economico.

L’imprenditore cinese Zhang Yiming, a capo dell’azienda ByteDance, ha ottenuto la piattaforma musicale per una cifra da capogiro che ammonta a 750 milioni di euro.
Una spesa sicuramente calcolata in modo ottimale poiché, grazie alla coesione tra queste due applicazioni, oggigiorno Tik Tok fattura 18 miliardi di dollari.  

Zhang Yiming, imprenditore miliardario dietro Tik Tok.

L’emergenza sanitaria in corso non ha certamente fermato i video pubblicati dagli utenti sparsi per il mondo; anzi i giovanissimi hanno coinvolto anche le proprie famiglie in video buffi e maniacalmente organizzati. Tutto ciò per donare qualche momento in più di spensieratezza durante un periodo così complicato. 

Se questi contenuti a primo impatto ci fanno sorridere, è bene conoscere anche quello che si nasconde dietro questo simpatico teatrino orchestrato.

Nonostante l’app appaia come il passatempo innocente di tanti ragazzi, è ugualmente vero che i pericoli in cui un adolescente potrebbe incappare sono più di quelli che ci si immagina.

Le famose sfide di Tik Tok:

Una delle particolarità di Tik Tok, infatti, sono le sfide proposte agli utenti, sempre aggiornate e facili da realizzare. Sebbene il fine sia quello di stupire e divertire il pubblico, può anche accadere che qualcosa vada storto. 
È il caso della Skullbreaker Challenge, letteralmente “Sfida al cranio spezzato”: un nome che non promette nulla di buono (https://www.youtube.com/watch?v=fAgpfcYahvo).

La nuova pericolosa sfida, infatti, vede protagonisti tre ragazzini allineati orizzontalmente e pronti a saltare. Quando la vittima (posta al centro) si troverà a saltare, gli altri due le tenderanno contemporaneamente uno sgambetto, facendola cadere a terra con schiena e testa. Inutile dire che non c’è nulla di simpatico in questo subdolo tranello. 

A confermarlo è un articolo della rivista Open, che raccoglie le storie di alcuni ragazzi che, dopo questa challenge, hanno riportato gravi lesioni, talvolta mortali.

Tuttavia Tik Tok replica prontamente: “La sicurezza e il benessere dei nostri utenti sono una priorità assoluta per TikTok. Come è specificato nelle nostre Linee Guida della Community, non consentiamo contenuti che incoraggiano, promuovono o esaltano sfide pericolose che potrebbero causare lesioni e abbiamo rimosso tutti i contenuti che riguardano queste sfide.”

Nonostante per la piattaforma la sicurezza sia una “priorità assoluta”, si sono verificate anche altre assurde sfide, che hanno messo a serio rischio la salute degli utenti.

A questo punto è inevitabile citare la Bright Eye Challenge, nata da un video falso che ritraeva una ragazza nell’atto di schiarire il colore dell’iride in modo artificiale. 
Per fare ciò, viene posta sopra la palpebra, per almeno un minuto, una busta di plastica ermetica, piena di disinfettante per le mani, candeggina e crema da barba.

Tik Tok ha rimosso al più presto questo video, ma nel frattempo altri utenti hanno avuto il tempo di imitarla, rischiando di perdere la vista per sempre. 

Bright Eye Challenge. Fonte: FanPage.it.

Sebbene Tik Tok non possa essere direttamente responsabile di quello che pubblicano gli utilizzatori, dovrebbe perlomeno occuparsi della sicurezza dei dati personali di questi ultimi.

Libertà utenti in pericolo:

Tuttavia questo appare solo come un debole miraggio, dal momento che affidiamo gran parte della nostra libertà all’applicazione, ricevendo in cambio solo qualche video buffo da postare e una temporanea illusione di popolarità. 

I Termini di Servizio e le Politiche sulla Privacy di Tik Tok dichiarano che la società può raccogliere: posizione, email, numero di telefono, cronologia di navigazione del browser, informazioni sul dispositivo, nomi di app e file sul dispositivo, contenuto dei messaggi, elenco completo delle connessioni sui social network collegati, preferenze dei contenuti.

Insomma un sacco di informazioni che noi cediamo volontariamente perché, per pigrizia o mancanza di tempo, non leggiamo quello che stiamo firmando.

Il fatto più preoccupante, inoltre, è che Tik Tok appartiene ad un’azienda sottoposta ad una dittatura comunista. Resta, dunque, la possibilità reale che le informazioni acquisite possano essere cedute al governo cinese, dal momento che nulla vieta il contrario.

Nelle Policy, infatti, viene detto: “Possiamo divulgare le informazioni per rispondere a citazioni in giudizio, ordinanze giudiziarie, procedimenti giudiziari, richieste di applicazioni della legge, reclami legali o indagini governative”.

Conclusione:

Perciò l’utilizzo di questa app, apparentemente così simpatica, potrebbe rappresentare un grande problema futuro. I dati raccolti, infatti, sono generalmente quelli di minorenni.  

A tal proposito la FTC (Federal Trade Commission) ha multato TikTok per aver violato la privacy dei minori di 13 anni. La violazione della legge americana del 1998 è costata alla società cinese 5,7 milioni di dollari.

Tuttavia il colosso digitale sembra non arrestarsi e continuare imperterrito il suo lavoro. Per questo motivo, il Garante Privacy dell’Italia ha richiesto una specifica task force europea per discutere in merito alla preoccupante situazione.

Nonostante ciò i tempi potrebbero essere lunghi, data anche l’attuale crisi sanitaria italiana.
Dunque è necessario, che gli stessi cittadini imparino a tutelarsi autonomamente, leggendo con attenzione quello che stanno per firmare e attribuendogli l’importanza dovuta.

Nel caso di ragazzini minorenni, i genitori in primis dovrebbero intervenire nella decisione riguardante l’approvazione (o meno) di queste condizioni d’uso, in modo da preservare i propri fogli da spiacevoli tranelli e problemi futuri.

Per concludere, gli stessi dati che ora cediamo con così tanta facilità, un giorno potrebbero essere utilizzati come arma, specialmente economica, contro di noi.

Sara Albertini

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Sara Albertini, marchigiana, classe 1999. Positiva, sognatrice, ostinata; la musica di Einaudi accompagna il flusso dei miei pensieri. Sono iscritta al corso di laurea “Culture letterarie europee” presso l’Università di Lettere e Beni Culturali di Bologna. Scrivo di costume e società per il blog di Sistema Critico con l’illusione che la scrittura possa migliorare il mondo in cui viviamo.

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