La magia di Zafón

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Lo scorso 19 giugno è venuto a mancare uno degli scrittori spagnoli più conosciuti di oggi. Carlos Ruiz Zafón, entrato nell’olimpo letterario del nuovo millennio con il libro “L’ombra del vento”, pubblicato in Spagna dall’editore Planeta nel 2001 e arrivato in Italia tre anni dopo, si è spento all’età di 55 anni a Los Angeles a causa di una grave malattia contro cui lottava dal 2018.

Il suo lavoro è stato riconosciuto a livello mondiale. La carriera ufficiale di scrittore iniziò nel 1993 con la pubblicazione della ‘Trilogia della nebbia’, indirizzata principalmente ad un pubblico di ragazzi, esplodendo poi in seguito alla pubblicazione del romanzo “L’ombra del vento”, con cui ha scalato le classifiche letterarie europee e al quale sono stati riconosciuti diversi premi internazionali. Un vero e proprio fenomeno letterario.

Carlos Ruiz Zafón (1964-2020)

L’immaginario

Il mondo che Zafón ci ha lasciato è quello legato principalmente alla Spagna di Franco e del periodo compreso tra le due grandi guerre. Le atmosfere sono cupe, grigie. Barcellona, città natale dello scrittore e principale scenario dei suoi romanzi, è presentata come una madre alle volte benevola e talvolta maligna. Spesso coperta da «un cielo plumbeo», la città vede sfilare tra le proprie strade i personaggi, coltiva le loro storie, le loro vite, intrecciate l’una con l’altra in un eterno rincorrersi che non trova mai fine. I libri di Zafón sono un bellissimo enigma che richiede più di una lettura per essere compreso ed apprezzato fino in fondo. E’ un mondo paragonabile ad un buco nero per la sua capacità di catturare il lettore e trasportarlo prepotentemente nella realtà della vecchia Barcellona, piena di intrighi, pericoli e misteri.

Il lettore si trova fisicamente nella città raccontata nel libro. Le descrizioni sono talmente precise che pagina dopo pagina quello che si ha davanti agli occhi non sono più parole, ma è possibile intravedere La Rambla, la Plaza de Cataluña, salire sul tram che percorre l’Avenida del Tibidabo, camminare nel Parco Güell e respirare l’aria di mare sulla Barceloneta, dalla quale si intravede il castello di Montjuïc.
Le note gotiche dei romanzi ballano sui palazzi di una Barcellona maledetta che ospita vite spente, anime vaganti e dannate, diventando scenario di un inferno terreno.

La magia di Zafón non abita solo la Spagna e Barcellona ma viaggia in lungo e in largo, raggiunge Calcutta, ne “Il palazzo della mezzanotte”, e i piccoli paesi della Normandia, come ne “Le luci di settembre”, entrambi appartenenti alla trilogia prima citata.

Reale nella finzione, il mondo cupo e sinistro che lo scrittore ci ha lasciato ha molto da dare. Nonostante l’atmosfera sospesa descritta in ogni pagina dei romanzi, chiunque legga e si affezioni alle vicende dei personaggi ha un luogo in cui poter sempre tornare, che sia il Cimitero dei Libri Dimenticati o la spiaggia di Barcellona.

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Sistema Critico è un gruppo di studenti universitari che cerca di raccontare la realtà in modo critico, giovanile e pop. Raccontiamo il mondo con gli occhi dei giovani, in uno spazio per la partecipazione ed il confronto.

#ilpopdellanotizia

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Studentessa di pittura all'Accademia di Belle Arti di Urbino, 22 anni, che sogna l'Inghilterra e ama le notti estive. Momentaneamente barista. Aspiro ad un futuro nel mondo dell'estetica e dell'arte.

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