Chiamami col tuo nome: inno a un amore fragile e travolgente

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Nel 2017 esce Chiamami col tuo nome ( Call me by your name) , film diretto da Luca Guadagnino e sceneggiato da James Ivory, che si ispira all’omonimo libro dello scrittore egiziano André Aciman. Subito apprezzato dalla critica, guadagna 3 canditature ai Golden Globe e arriva a vincere numerosi premi,tra i quali un Oscar e un David di Donatello a James Ivory come miglior sceneggiatura non originale e un Gotham Award come attore rivelazione a Thimotée Chalamét.

In realtà “Chiamami col tuo nome” è solo l’ultimo dei 3 lungometraggi che vanno a formare la “Trilogia del deisderio” di Guadagnino, dopo “Io sono l’amore” e “A bigger Splash”.

Ambientato a Crema, nel mezzo di una pigra estate italiana del 1983. Elio Perlman (Thimotée Chalamét), ebreo italo- francoamericano, ha 17 anni e come ogni anno trascorre i mesi estivi con i genitori nella loro casa nel nord italia. Riflessivo, amante delle cose semplici, dei libri, della musica e della pacatezza di quel luogo che lo circonda. Oliver ( Armie Hammer) è un ventiquattrenne americano ed è ospite dei Perlman grazie al padre di Elio (Michael Stuhlbarg), che in quanto professore di archeologia ogni anno si ritrova ad accogliere a casa sua uno studente straniero. Oliver è scaltro, sicuro di sè, ambizioso e affascinante . Tra i due nascerà, lentamente e silenziosamente, un amore che scardinerà, anche se brevemente, le loro esistenze. Attraverso questa storia Guadagnino propone, senza imporre, una chiave di lettura delle emozioni umane più primordiali, parlando di amore giovanile in modo semplice ma efficace.

Mystery of Love

How much sorrow can i take?
Blackbird on my shoulder
And what difference does it make
When this love is over?
Shall i sleep within your bed
River of unhappiness
Hold your hands upon my head
‘Til i breathe my last breath

Mystery of Love, Stufjan Stevens

Colonna sonora della pellicola (che si aggiudica un David di Donatello) e facente parte del disco “Call me by your name: Original Motion Picture Soundtrack” di Stufjan Stevens, Mystery of Love accompagna la storia, racchiudendo al suo interno il messaggio del film. Partendo dal primo bacio tra i due ragazzi, così timoroso e silenzioso, passando per momenti di ardente felicità, dove non esiste tempo e spazio, ma solo quell’attimo fuggente, per poi giungere alla fine dell’estate, che si porta dietro malinconia e un cuore infranto.

“Quanta tristezza posso sopportare? …. E che differenza farà, quando questo amore sarà finito?… “

Tutto si riduce a quell’attimo in cui il peso della sofferenza arriva minacciosa. Lo spettatore viaggia insieme ai protagonisti attraverso il turbine di emozioni da cui sono trasportati, che si alternano e si mescolano senza una precisa logica, perchè benedetto sia il mistero dell’amore.

“Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò col mio”: è questo che si dicono Oliver e Elio, in questo gioco che li fa sentire più vicini, più intimi e connessi, come se diventassero una persona sola. Un “gioco” che li manterrà in qualche modo legati a quel vissuto insieme, anche quando Oliver ripartirà e la loro storia si tramuterà in ricordo.

Il monologo finale

https://youtu.be/OM0AoK2DqUA

Come la canzone recita, così Elio, attraverso dialoghi silenziosi, si chiede a che cosa sia servito tutto questo, e che cosa cambierà ora. Un’ interpretazione gliela da il padre, che in un commovente (poi divenuto celebre) monologo tenta di spiegare al ragazzo la magia dei sentimenti.

Strappiamo via così tanto di noi per guarire in fretta dalle ferite che finiamo in bancarotta già a trent’anni. E abbiamo meno da offrire ogni volta che troviamo una persona nuova, ma forzarsi a non provare niente per non provare qualcosa…che spreco. “

Un tocco di nostalgia, unito all’esperienza di un uomo che ha già vissuto buona parte della sua vita, insieme a una vena di rimpianto per le cose che potevano essere ma non sono state. Con questo discorso il Sig. Perlman non consola Elio, non gli da una visione idealizzata dell’amore, nè tantomeno lo demonizza. Dall’alto dei suoi anni da voce a ciò che spesso non è tramutabile in parole. Parla del dolore come un vecchio amico, gli dà l’importanza che merita, vedendolo come un’emozione necessaria alla crescita spirituale e individuale. Ciò che intende è che senza questo ci priviamo inconsapevolmente anche delle cose belle, perchè ci anestetizziamo dal mondo esterno, terrorizzati da quello che potrebbe capitare la prossima volta. Non parla come un padre parlerebbe a suo figlio, a tratti sembra quasi che stia parlando a sè stesso, tanto intime sono le sue parole.

Ed ecco che il film assume un significato. Lo spettatore si sente rincuorato, anche se non sa bene perchè. D’un tratto non è più la storia di due adolescenti che si innamorano e che soffrono per amore, ma diventa la storia di tutti. Così normale, così travolgente. Il Sig. Perlman riassume in 3 minuti tutte le voci dei cantori, cantanti, scrittori e produttori, che da che se ne ha memoria trattano questo macro tema che è quello della passione.

Siamo tutti Elio Perlman

La verità è che per capire a fondo “Chiamami col tuo nome”, occorre vederlo almeno due volte. La prima per capire e per lasciarsi trasportare dalla storia di Elio ed Oliver. La seconda per immedesimarsi in essa. Perchè è inutile negare che nel profondo siamo un po’ tutti Elio Perlman. Siamo un po’ tutti quel ragazzo ingenuo, timido e pensieroso, che si apre alla vita senza protezioni e ne rimane travolto e scottato. Che questo riguardi l’amore o qualsiasi altro tipo di sentimento.

Luca Guadagnino racconta magistralmente questo scorcio di vita, all’insegna della poesia, della musica, con sottofondo un’estate italiana di altri tempi, fatta di silenziosa natura e sorprendente semplicità.

Magistrale è anche l’interpretazione dei protagonisti. Chalamét, considerato attore rivelazione, ha lavorato, negli anni successivi alla pellicola con registi importanti , quali Woody Allen, Greta Gerwig e recentemente anche per un progetto di Wes Anderson che uscirà nei mesi a venire.

Inoltre, Guadagnino ha già in mente un’adattamento cinematografico anche per il sequel di “Chiamami col tuo nome”, già pubblicato come libro da Aciman, che si chiamerà “Cercami“.

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About Author

Alessandra Sabbatini

Classe 1999. Bolognese di nascita ma cresciuta in un paesino della Bella Romagna. Frequento il secondo anno della facoltà di lingue aziendali a Urbino. Erasmus a Würzburg, Germania. Amo tutto quello che mi permette di andare lontano con la mente: cinema, letteratura e soprattutto musica. Mi piacciono le gite fuori porta e i viaggi verso luoghi che lasciano a bocca aperta. L'Irlanda è il mio paese del cuore (però sono di parte, ho i capelli rossi)

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