Il nuovo mercoledì del Trend

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Il “Mercoledì del trend”, la rubrica settimanale sulle notizie di attualità di Sistema Critico, cambia forma.

Negli ultimi tempi abbiamo cercato di proporvi un approfondimento su una notizia, ma era una sola. Noi, però, vorremmo che i nostri lettori possano scoprire cosa gli accade intorno e rimanere sempre aggiornati. Per questo motivo, da oggi, in ogni “mercoledì del trend” vi offriremo una carrellata delle notizie della settimana e, così, ogni mercoledì potrete fare il giro del mondo con Sistema Critico in pochi minuti.

Oggi il nostro viaggio inizia in Italia, in particolare a Napoli, poi ci sposteremo in Germania e a Hong Kong. In seguito voleremo in Medio Oriente, per la precisione in Libano, e chiuderemo in Sudan, nel continente africano.

Napoli in rivolta dopo l’annuncio del coprifuoco alle 23 e del futuro lockdown

Venerdì scorso centinaia di persone sono scese in strada a Napoli per protestare contro le nuove limitazioni introdotte in Campania dal presidente della Regione Vincenzo De Luca che ha predisposto un coprifuoco notturno a partire dalle ore 23 ed un lockdown della durata di un mese in tutta la Campania. Le misure, nelle intenzioni del presidente e della giunta, sarebbero necessarie per scongiurare una drammatica saturazione degli ospedali che sarebbe ormai molto più di una possibilità in regione e che rischierebbe di portare al collasso il sistema ospedaliero.

La manifestazione, organizzata dai commercianti, è iniziata in maniera del tutto pacifica sul lungomare della città. L’aggiungersi di ultras, centri sociali, no mask e forze politiche ha tuttavia visto un evolversi degli eventi dai connotati ben più violenti con scontri tra manifestanti e forze dell’ordine ampiamente documentati da riprese televisive ed amatoriali. Un giornalista di Sky, sul posto per commentare gli avvenimenti, è stato aggredito in diretta da alcuni manifestanti incappucciati.

Gli scontri sono andati avanti per alcune ore con i manifestanti che, diretti presso la sede della Regione, hanno cercato di forzare i blocchi predisposti dalle forze dell’ordine arrivando a colpire agenti e vetture con calci, oggetti e pietre. Il questore di Napoli, Alessandro Giuliano, ha parlato di “comportamenti criminali” aggiungendo che “Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza”.

Sulla vicenda si sono susseguite opinioni contrastanti tra chi ha condannato le violenze e chi ha cercato di mettere in luce la comprensione per il profondo stato di disagio scaturito dalle nuove misure restrittive che rischiano di affossare una situazione economica già gravemente messa alla prova dal primo lockdown della scorsa primavera. Tra questi Roberto Saviano. Lo scrittore partenopeo ha parlato di “fallimento delle politiche di De Luca e del governo”.

Conte ha firmato il nuovo Dpcm. L’Italia è in semi-lockdown.

Nella notte tra sabato e domenica il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato un nuovo dpcm che dispone nuove chiusure ed ulteriori limitazioni dovute al recente e repentino aumento dei contagi da COVID-19. Il premier ha annunciato le nuove misure in una conferenza stampa trasmessa in diretta streaming e in vari canali televisivi all’ora del pranzo domenicale.

Tra le disposizioni principali previste nel nuovo decreto, già operativo da lunedì scorso, è prevista la chiusura di tutti i bar, locali e ristoranti dalle ore 18.00, fatta salva comunque la possibilità di continuare l’attività ma solo con servizio d’asporto. Il limite orario è esteso a tutta la settimana e si evitano così le indiscrezioni che volevano la chiusura totale dei predetti esercizi la Domenica.

Per la scuola superiore, il dpcm prevede poi un nuovo ampliamento della Didattica a distanza (DaD) fino ad un limite minimo di almeno il 75% così da evitare il sovraffollamento su bus, metro ed altri mezzi di trasporto pubblico. Le Regioni potranno autonomamente decidere tuttavia di estenderla fino al 100%.

Viene incoraggiato lo smartworking per le aziende private mentre è direttamente vigente per le pubbliche amministrazioni.

Subiscono una netta chiusura invece teatri, cinema, palestre e piscine così come le attività sportive di contatto a livello dilettantistico. I Confini regionali restano aperti.

Se da un lato questo nuovo dpcm penalizza fortemente determinati settori, dall’altro il governo ha già previsto come contraltare misure di sostegno proprio a queste attività. Il decreto legge “Ristoro”, secondo quanto annunciato dal sottosegretario allo Sviluppo economico Alessia Morani, prevede uno stop alla rata Imu per Dicembre, un rifinanziamento della cassa integrazione, finanziamenti a fondo perduto, credito d’imposta per affitti e reddito d’emergenza (Rem). Vengono inoltre previsti indennizzi per gli stagionali del turismo, dello spettacolo e dello sport.

Emergono preoccupazioni da Confcommercio e Confartigianato sulla sopravvivenza dei settori penalizzati.

La Germania concede status di rifugiato a una studentessa di hong kong

Il 19 ottobre è stata diffusa la notizia che la Germania ha deciso di concedere lo status di rifugiato a una studentessa 22enne di Hong Kong.

Non è stato un percorso semplice per la ragazza, che prima di ottenere asilo ha dovuto vivere 11 mesi in un campo profughi tedesco, dove sarebbe stata anche vittima di un’aggressione sessuale e ha necessitato il ricovero in ospedale per problemi emotivi. Aveva lasciato Hong Kong a novembre, dopo essere stata arrestata, quando erano in corso le proteste contro la legge sull’estradizione.

Come riporta anche Haven Assistance, gruppo di attivisti di Hong Kong all’estero che aiuta nella ricerca di asilo, la Germania aveva garantito questo status a due cittadini di Hong Kong nel 2018 ed era stato il primo paese europeo a farlo.

Oggi questa scelta è rilevante per svariate ragioni. La Cina ha un peso sempre più importante nel sistema internazionale, questo rende i rapporti con essa più delicati, a maggior ragione viste le tensioni con gli Stati Uniti. Dal canto suo, la Germania è il paese più grande dell’UE, con un forte potere trainante, perciò le decisioni prese dalla Germania nei confronti della Cina potrebbero aver ricadute sugli interi rapporti UE-Cina. A ciò si aggiunge che la Germania è il principale partner economico europeo della Cina.

Non è tardata la risposta di Hong Kong, che ha convocato il console tedesco. L’accusa è stata quella di favorire i criminali, il segretario capo Cheung ha affermato che queste persone riceverebbero un processo aperto ed equo ad Hong Kong, ma su questo ci sono seri dubbi. In seguito ha detto che il governo sarebbe sgomento se non fosse verificata la veridicità di ogni richiesta d’asilo. Infine, è stato intimato alla Germania di smettere di interferire con gli affari interni di HK.

Saad Hariri nuovo Primo Ministro del Libano, dovrà gestire un paese al collasso

Il 22 ottobre Saad Hariri, leader del Movimento Futuro, è stato incaricato dal Presidente della Repubblica Michel Aoun di formare un nuovo governo. Sostituisce l’accademico Hassan Diab, che governava da ottobre 2019. Sarà il quarto mandato per Hariri, esattamente un anno dopo le sue dimissioni provocate dalle proteste della cosiddetta “Whatsapp Revolution”. Suo il compito di gestire una situazione drammatica per lo Stato libanese: economia al collasso, debito pubblico altissimo, inflazione galoppante, banche insolventi, incendi diffusi, covid-19 e ovviamentele conseguenze della terribile esplosione al porto del 4 agosto.

Hariri, figlio dell’ex-Presidente Rafiq Hariri assassinato nel 2005 (forse da agenti siriani), è un musulmano sunnita e, in quanto tale, è uno dei pochissimi attori di spicco a poter rivestire la carica di PM. La struttura politica libanese è infatti ancorata a quanto disposto nel Patto Nazionale del 1943: il Presidente deve essere un cristiano maronita, il PM un musulmano sunnita, il leader del Senato un musulmano sciita. Una struttura settaria, colpevole secondo molti analisti della polarizzazione etnico-religiosa della politica nazionale che caratterizza il Libano fin dalla sua indipendenza.

Hariri è un ricco borghese fortemente compromesso con banche e centri del potere economico. Entrato in politica per sostituire il padre nel 2005, fa parte “per eredità” di un establishment tragicamente inefficiente e corrotto che domina la scena politica libanese fin dal termine della guerra civile. Proprio contro queste strutture politiche fatiscenti si era sviluppato, nell’ottobre 2019, un ampio movimento di protesta slegato dal settarismo e dai partiti esistenti, esploso dopo l’annuncio di una tassa su Whatsapp. Dopo mesi di manifestazioni, interrotte per il lockdown di marzo-aprile ma rinfocolate dall’esplosione al porto in agosto, i dimostranti sembrano aver perso il momentum rivoluzionario per abbattere il sistema. Dalla reazione alla nomina di Hariri, che rappresenta tutto ciò che viene combattuto e disprezzato nelle piazze, si capirà molto del futuro prossimo della storia libanese.

Il Sudan normalizzerà le relazioni con Israele – L’ultimo di una serie di paesi della Lega Araba a farlo

Allo stesso tempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rimosso il Sudan dalla lista degli Stati Uniti sponsor del terrorismo, sbloccando una serie di aiuti economici e investimenti. Annunciando la normalizzazione, Trump ha detto che “almeno altri cinque” Stati arabi vogliono un accordo di pace con Israele.

L’accordo con il Sudan arriva qualche settimana dopo quello con gli Emirati Arabi Uniti (EAU) e il Bahrain. I due Stati del Golfo sono stati i primi in Medio Oriente a riconoscere Israele dopo 26 anni. Il Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti ha affermato di aver accolto con favore la decisione del Sudan, definendola “un passo importante per aumentare la sicurezza e la prosperità nella regione”. Il Sudan e Israele hanno affermato in una dichiarazione a tre con gli Stati Uniti che le delegazioni si incontreranno “nelle prossime settimane”. I leader hanno accettato la normalizzazione delle relazioni tra il Sudan e Israele e la fine dello Stato di belligeranza tra le loro nazioni”, ha detto.

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Coordinatore e fondatore di Sistema Critico. Amo leggere e scrivere, soprattutto di filosofia, economia e politica. Poeta a tempo perso, aspirante cabarettista di saloni vuoti. Classe '97, vivo a cavallo tra Pesaro ed Urbino. Sono laureato in economia, ma non vi dirò come investire i vostri soldi. Sistema Critico, per me, è lo spazio dove possiamo parlare e riflettere insieme sulle questioni più profonde che il Mondo ci pone ogni giorno.

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