Scuole chiuse: un nuovo attacco jihadista in Nigeria

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In questo momento il clima in Nigeria non è dei migliori. Panico e terrore, seguito al rapimento di centinaia di ragazzi presso una scuola secondaria dello Stato di Katsina. Il primo a riportare la notizia è The Guardian.

La struttura della Government Science High School è stata attaccata venerdì scorso, intorno alle 21.40, da uomini muniti di kalashnikov. Si contano circa 400 studenti dispersi: alcuni probabilmente fuggiti durante l’attacco; e altri, secondo i residenti, portati via dagli uomini armati. 

Di recente è arrivata la notizia che tutti temevano; ma che nessuno era pronto ad ascoltare. Il gruppo terroristico jihadista Boko Haram, infatti, ha rivendicato l’attacco alla scuola. Non è la prima volta che il suddetto agisce in questo modo. Basti pensare alle ragazze sequestrate in una scuola di Chibok nel 2014; poi rivendute come schiave. 

Studentesse rapite da Boko Haram
Le studentesse dopo il rapimento da parte del gruppo terroristico. Crediti: Africa ExPress.

Per questo motivo, la dinamica non sorprende affatto il direttore di Amnesty International Nigeria, Osai Ojigho: “I terribili attacchi contro le comunità rurali nel nord della Nigeria si ripetono da anni. Il continuo fallimento delle forze di sicurezza nel prendere le misure necessarie per proteggere la gente del posto da questi prevedibili attacchi è assolutamente vergognoso”. 

Gli attacchi contro le comunità locali, infatti, non si fermano qui. A questo proposito è recentissima la notizia del massacro nello Stato di Borno di centinaia di agricoltori da parte di Boko Haram.

Cosa rappresenta Boko Haram? 

Boko Haram è un’organizzazione terroristica di stampo jihadista, diffusasi a partire dal nord della Nigeria. Il nome è composto dalla parola hausa boko e da quella araba haram; e può essere tradotto come «l’istruzione occidentale è proibita». Dal 2015 è alleato dello Stato Islamico, prima chiamato Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS) o Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL).

Ustaz Mohammed Yusuf fondò Boko Haram nel 2002, sfruttando l’insofferenza ed il malessere dei cittadini nigeriani. Pompando sempre più odio verso gli organi statali; acquistava consenso ed aumentava il numero degli adepti.

Proprio a causa di questa presunzione nel dover riformare lo Stato del Borno, seguirono una serie di omicidi ai danni di personalità influenti in campo politico e religioso.

La reazione del Governo in Nigeria:

A seguito dell’attacco alla scuola di Katsina, il governatore Aminu Bello Masari ha annunciato la chiusura di tutti i licei statali: “Vogliamo assicurarvi che faremo tutto il possibile per salvare gli studenti”.

Tuttavia se per “fare il possibile” si intende pagare ingenti somme di denaro ai criminali per riscattare le vittime (come avvenuto nel 2014), bisognerebbe, invece, iniziare a riflettere sulle tragiche conseguenze di queste azioni. I finanziamenti di Boko Haram, infatti, arrivano principalmente dai riscatti per i rapimenti.

Ragion per cui, diviene necessario prevenire questi episodi, intensificando le forze dell’esercito e i presidi nelle scuole; e non alimentando, attraverso capitali, una macchina ormai più strutturata di quello che si pensi.

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Sara Albertini, marchigiana, classe 1999. Positiva, sognatrice, ostinata; la musica di Einaudi accompagna il flusso dei miei pensieri. Sono iscritta al corso di laurea “Culture letterarie europee” presso l’Università di Lettere e Beni Culturali di Bologna. Scrivo di costume e società per il blog di Sistema Critico con l’illusione che la scrittura possa migliorare il mondo in cui viviamo.

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