Dovremmo essere tutti femministi

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Dovremmo tutti essere femministi, oltre che un ottimo consiglio, è un saggio, un pamphlet, una trascrizione fatta da Chiamamanda Ngozi Adichie. Trascrizione di un TEDtalk avvenuto ad Edimburgo.

L’autrice

Chiamamanda Ngozi Adichie è un’attivista e scrittrice nigeriana, classe 1977, con un forte spirito critico e un bagaglio culturale enorme alle sue spalle.

Il Times, nel 2015 l’ha inserita tra le cento persone più influenti del mondo.

Nata in Nigeria e trasferitasi a Baltimora, riceve due laure ad Honoris Causa all’Haverford college e all’università di Edimburgo.

Vincitrice di diversi premi tra cui il National Book Critics Circle Award 2013.

Approccio diverso per un futuro migliore

“Io vorrei che tutti cominciassimo a sognare e progettare un mondo diverso. Un mondo più giusto.”

Così recita l’inizio del suo discorso successivamente stampato sulla copertina del libro.

L’interesse dell’autrice a vivere in modo più giusto, consapevole e più inclusivo è molto forte. Un mondo in cui le donne ricevono pari diritti, un mondo privo di discriminazioni e paura.

Nell’introduzione infatti, spiega brevemente perché decide di parlare di un tema sempre così attuale e delicato: “ho deciso di parlare di femminismo perché è una cosa che mi tocca da vicino.”

L’ibisco viola

Nel 2003, la scrittrice scrive l’Ibisco viola, un romanzo che parla di violenza domestica, nel saggio racconta un aneddoto che vede protagonista un giornalista, che dandole un consiglio spassionato le disse che non avrebbe dovuto scrivere un romanzo femminista, perché le femministe non trovano marito e non sono ben viste nella società odierna.

La visione del femminismo attorno ad Adichie

Ciò che la spinge a parlarne e a sentire così vicino l’argomento è il fatto che le persone che si è sempre trovata attorno usavano descrivere uno dopo l’altro cliché che la società affibbia a chi si dichiara femminista.

Odiare gli uomini, non depilarsi, non usare il reggiseno. O, al contrario, le imposizioni che una società di forte stampo patriarcale impone alle donne.

Le riflessioni che partono da questi presupposti, sono molto brillanti e altrettanto giuste.

Il saggio ha uno stile estremamente personale, Adichie offre ai lettori una nuova interpretazione di quello che è il femminismo nel ventunesimo secolo.

Si parla infine di un profondo sbaglio nell’educazione a partire dalle basi, dall’infanzia.

facciamo un grave torto a educare i maschi come li educhiamo”, dice Adichie, perché si tende a dare al concetto di mascolinità un’importanza assoluta, quasi una prepotenza che fa si che crescendo venga interiorizzata fino a diventare tossica.

L’importanza dell’educazione

Ed è per questo che tutto, anche l’essere, il diventare femministi deve partire proprio dalla cosa più elementare: l’educazione.

Perchè dovremmo dunque essere tutti femministi

C’è un grido pacato, un invito, quasi un’imposizione al perché dovremmo esserlo: per la parità dei diritti, per ricollegarci a ciò che recita la copertina: per un mondo giusto, privo di cliché, violenza e discriminazioni.

Il video del TEDtalk si trova su youtube, il pamphlet è edito da Einaudi e le informazioni, il cambiamento, la forza di metterci in gioco, parte da noi.

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Classe 1996, studentessa di lettere appassionata di cinema, letteratura e arte in tutte le sue forme. Aspirante giornalista di successo, devota alle tisane allo zenzero, Ernest Hemingway e al Regno Unito, spera di cambiare un pochino il mondo con le sue parole.

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