Stati Uniti, l’assalto al Campidoglio è solo l’inizio

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L’assalto al Campidoglio avvenuto ieri è stato un vero e proprio attacco al concetto stesso di democrazia. Nel giro di pochi attimi, una manifestazione pacifica si è trasformata in una rivolta, e ci sono volute ore per riportare l’ordine. Gli Stati Uniti non sono mai stati così divisi, ed il loro futuro sembra tutto tranne che facile.

Cosa è successo al Campidoglio?

Era da settimane che Trump incitava i suoi sostenitori a presentarsi il 6 Gennaio di fronte al Campidoglio con l’obiettivo di protestare un’elezione ‘rubata.’ Tuttavia, la situazione è presto degenerata. In centinaia si sono radunati ieri per ascoltare il Presidente uscente, e sono state proprio le sue parole a dare il via alla rivolta. Dopo aver affermato la sua ‘evidente’ vittoria, Trump ha incitato la folla a non arrendersi di fronte ad un’elezione degna del Terzo Mondo.

Poco dopo, tutti i suoi sostenitori si sono riversati all’interno del Campidoglio, sfondando porte e finestre. La forze di sicurezza e polizia sono state incapaci di fermare l’avanzata, anzi, sembrerebbe che alcuni agenti abbiano direttamente aiutato i rivoltosi ad entrare.

Come potete vedere, alcuni agenti di polizia hanno aperto i cancelli ai rivoltosi.

Solamente dopo ore di rivolte, il Congresso ha potuto finalmente proclamare il futuro Presidente degli Stati Uniti. E quel ruolo spetterà a Joe Biden, come espresso dalla volontà elettorale americana.

Non ci sono scuse

Io sarò lì. Un giorno storico,’ affermava giorni fa il Presidente Trump su Twitter, e bisogna ammettere che aveva ragione. Ma quali sono state le cause scatenanti di questo attacco?

Cercando di dare un senso agli eventi di ieri, bisogna sottolineare che l’atteggiamento e le parole del Presidente non sono state l’unica motivazione. Nell’ultimo anno, le proteste generata dalla morte di George Floyd si sono sparse in tutto il Paese. Nonostante i sostenitori di Trump si siano schierati a favore delle forze dell’ordine, quelle rivolte hanno dato vita ad un pericoloso precedente. Ogni americano, indipendentemente dalla propria ideologia politica, ha visto con i propri occhi i risultati di una ribellione giustificata.

Il problema è cercare di capire come diverse persone siano arrivate alla conclusione di assalire il Campidoglio. Perché la hanno ritenuta un’azione giusta?

Il filmato di itv-News ritrae la situazione interna al Campidoglio.

Prendiamo il caso di Ashli Babbitt, a cui ieri hanno sparato perché ha cercato di fare breccia nella Camera dei Rappresentanti. La trentacinquenne è stata una delle quattro vittime del Campidoglio. Ashli è morta pochi istanti dopo il colpo, mentre le altre tre persone sono decedute a causa di successive complicazioni mediche. La donna era una veterana con alle spalle 14 anni nell’Air Force, e pendeva dalle parole di Trump. E cosa fai quando il tuo Presidente, il tuo idolo, ti incita a non arrenderti di fronte ad un’evidente ingiustizia? É naturale che tu senta il bisogno d’agire, soprattutto se altri gruppi hanno già ottenuto risultati tramite l’uso della violenza.

Ma queste motivazioni bastano a giustificare le azioni di ieri? No.

Rimuovere Trump prima del tempo?

A seguito dell’attacco, sembrerebbe che una prominente parte del Partito Repubblicano abbia iniziato a prendere le distanze dal Presidente. Nonostante non vi sia ancora nulla di ufficiale, diversi funzionari hanno iniziato ad interrogarsi sulla possibilità di invocare l’Emendamento numero 25. La sezione 4 permetterebbe al Vice Presidente Pence di assumere il ruolo di Presidente temporaneo fino al termine del mandato di Trump. Tale opzione necessita dell’appoggio della maggioranza dei principali funzionari del governo, oppure, una legge emessa dal Congresso.

A mio avviso, usufruire di questa possibilità sarebbe controproducente. Non solo per il Partito Repubblicano, ma per gli Stati Uniti in generale. Solo i più moderati seguirebbero il partito e si distanzierebbero da Trump. Al contrario, i convinti sostenitori dell’attuale Presidente sarebbero disposti a seguirlo fino in capo al mondo. Inoltre, rimuovere Trump prima del tempo incentiverebbe le teorie complottiste dei suoi seguaci.

La Seconda Guerra Civile Americana

Gli eventi verificatosi al Campidoglio sono il preludio di qualcosa di più grande, e più pericoloso. A mio avviso, presto avremo due vere proprie fazioni pronte ad uccidersi a vicenda. Anzi, probabilmente già ci sono.

La forte rivalità tra Democratici e Repubblicani non è un segreto, e la discussa elezione del 2016 ha peggiorato la situazione. Fino ad oggi, diversi oppositori di Trump non lo hanno riconosciuto come loro Presidente. Ora, i Repubblicani si sentono in diritto di fare lo stesso con Biden. Tuttavia, un conto è una protesta pacifica, ed un’altra storia è invadere in forze il Campidoglio. Nonostante Trump abbia promesso una transizione tranquilla dopo l’effettiva proclamazione di Biden come Presidente, gli eventi di ieri suggeriscono tutt’altro. Sono convinto che siamo sempre più vicini ad una Seconda Guerra Civile Americana, un evento anche solo impensabile fino a pochi anni fa. Ma oggi? Ora, nessuna eventualità si può escludere a priori.

Il futuro americano sembra essere ricolmo di povertà e scontri. Probabilmente una vera e propria guerra civile non scoppierà subito, ma prima o poi arriverà. E quel fatidico giorno sembra avvicinarsi sempre più. Ormai, gli Stati Uniti sono diventato un Paese in via di sottosviluppo.

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Kevin Carrara

Nonostante sia prossimo a completare il Master in international law & global governance offerto da Tilburg University (Paesi Bassi), non ho dimenticato la madrepatria, e proprio per questo ho deciso d’entrare a far parte di Sistema Critico. Potete parlarmi di ogni cosa, ma per il vostro bene vi sconsiglio di menzionare videogiochi o serie-tv perché potrei facilmente farvi sanguinare le orecchie con discorsi interminabili. Intanto vi basti sapere che Bojack Horseman è un capolavoro.

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