Walt Whitman: contribuisci con un tuo verso

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Foglie d’erba, la raccolta di poesie che Whitman andò continuamente ampliando dal 1855 al 1892, è un fiume straripante che trascina, nel suo inarrestabile scorrere, ogni palpito di vita. E’ respiro vitale, corporeità selvatica, sesso, erotismo, speranza, allegria, esaltazione dell’individuo e insieme della massa, del singolo e dell’uguaglianza. E’ puro presente, immanenza e istantaneità.

Sono chi sono e lo sono ora

Non ci può essere modo migliore per introdurre Walt Whitman e la sua raccolta, della citazione fatta pocanzi. Essa racchiude perfettamente l’essenza dell’opera poetica di quello che può essere considerato uno dei padri della poesia contemporanea, pur essendo vissuto nell’Ottocento. In Foglie d’erba è racchiusa tutta la dirompente potenza della vita, tra il suo bene e il suo male. C’è la forza dell’esistenza e della presenza dell’individuo nel mondo. Mondo inteso come insieme di istanti, di sensazioni ed emozioni. Insomma, tra le varie foglie d’erba possiamo trovare attimi di vita raccolti e raccontati. Istanti frenetici, cordiali, divampanti, speranzosi, virtuosi. In linea con il suo tempo l’esaltazione dell’individuo e del genere umano ricopre un ruolo centrale, mai secondario e sempre vivo. Al centro di un racconto, anzi, di un filo indissolubile che lega la prima poesia all’ultima, vi è la voglia di vivere in maniera attiva. Prendersi carico della propria esperienza, delle proprie esperienze e trascinarle innanzi. Un capitano che guida la propria navigazione, con una ciurma che collabora e in un mare aperto, ricco di varietà e sorpresa. Un mare che va affrontato con la propria essenza, con la curiosità e la virtù d’animo, che mai può mancare.

Successo e contemporaneità di Walt Whitman

Reso celebre dal famoso film L’attimo fuggente, l’opera di Whitman ne costituisce la colonna vertebrale, quanto meno dal punto di vista teorico e contenutistico. Conosciuto dunque ai più per la celeberrima poesia O capitano! Mio capitano!, risulta essere molto vicino alla nostra concezione del mondo e di società. Risulta essere irrilevante, dunque, la netta distanza temporale che ci separa da lui. Ancora oggi viene cantato, letto e forse più di tutto vissuto. Walt Whitman ci ricorda cosa vuol dire essere un essere umano, le esperienze che deve vivere, la forza che deve mettere per poter andare avanti. Il progresso è necessario, ma dobbiamo essere noi, con le nostre azioni a costruirlo. Dobbiamo essere dunque noi i fautori del nostro futuro, con le gesta e le azioni intrepide. Ma anche con l’amore, il sesso, la consapevolezza e la comprensione. Nulla può essere trascurato. Oggi, in cui la figura umana viene messa in discussione forse sarebbe bene riprendere in mano questo volumetto e cercare di comprendere le mille sfumature che l’essere umano possiede, che l’anima umana disegna nella tela bianca dell’esperienza.

La vita è un potente spettacolo e tu puoi contribuire

La lezione forse più importante che si può trarre dalla complessa produzione del maestro Walt Whitman, credo si possa ritrovare proprio nel ruolo attivo che deve avere l’essere umano. La vita spesso è piena di interrogativi, vuota di sicurezza e priva di certezza. Quante volte sospiriamo e ci chiediamo “Perchè deve andare così?” o ancora “Quanto mi piacerebbe fare questo o quest’altro”. Bene, Whitman senza esitazione direbbe “Fallo”. Siamo noi gli attori del nostro film, siamo noi che possiamo contribuire all’infinito spettacolo della vita. E nonostante l’incertezza e la titubanza, anche nei momenti più cupi, il maestro ci ricorda che siamo vivi e che alla fine, forse, questa è la cosa che più conta. Non dobbiamo farci travolgere dall’inarrestabile flusso della vita, no. Walt Whitman ci dà la risposta che ognuno di noi, probabilmente, vorrebbe sentirsi dire quando l’insicurezza e il dubbio prevalgono sull’istante eternamente vissuto. Whitman con una semplicità e una schiettezza disarmante ci ricorda che, nonostante tutto, ognuno di noi può contribuire con il proprio verso. Prendiamo in mano le nostre vite, come un capitano fa con la sua nave, e salpiamo. Affrontiamo il mare incerto con la consapevolezza che siamo noi a decidere la rotta. Possiamo contribuire, possiamo vivere e possiamo farlo tutti.

Risposta

Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso

Tratto da Ahimè! Ah vita!
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About Author

Andrea Belegni

Andrea Belegni, anconetano doc, classe 1997. Attualmente studio Scienze Umanistiche curriculum filosofico presso l’università di Urbino Carlo Bo. Mi piace vedere la filosofia e la storia con una funzione attiva e non solo narrativa, per questo cerco di applicare queste due discipline a casi quotidiani, reali e contemporanei. Sono attivo nel campo della politica e amo scrivere. Appassionato di sport, cerco di seguire ogni disciplina. Scrivo su Sistema Critico ormai da un anno e mi occupo di Filosofia e Storia.

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