La fuga della principessa di Dubai

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Nell’ultima settimana abbiamo sentito parlare, forse per la prima volta, della principessa di Dubai Latifa al Maktoum, figlia dello sceicco Mohammed bin Rashid al Maktoum, primo ministro degli Emirati Arabi Uniti ed emiro di Dubai.

“ I am making this video because it could be the last video that I make (..) if you’re watching this it’s not such a good thing.. either I’m dead or I’m in a very very very very bad situation”

Le parole di cui sopra, sono solo un piccolo estratto di un video lungo 39 minuti, registrato dalla principessa prima del tentativo di fuga da Dubai nel 2018, in cui ha svelato le atroci mostruosità ed i segreti che si celano nel palazzo reale.

Mostruosità fatte di torture fisiche e psicologiche riservate non solo a Latifa, la principessa di Dubai, ma anche alle sorelle reputate più “ ribelli” a un regime impostogli dal padre, caratterizzato dalla totale privazione di ogni tipo di libertà di scelta ed azione.

La fuga

“ Fuggo da Dubai perché non ho libertà di scelta, non c’è giustizia qui.”

dice la giovane donna fissando la telecamera.

La totale privazione di ogni tipo di libertà personale spinge Latifa nel 2018, con l’aiuto della sua istruttrice finlandese Tina Jauhiainen, a scappare da Dubai con un piano messo a punto in più e più anni.

Come ricostruisce dettagliatamente il New York Times, la fuga però era durata appena pochi giorni: dopo essere riuscita a lasciare il paese per andare in Oman, Latifa si era imbarcata su uno yacht, con l’aiuto di un ex agente segreto francese Hervé Jaubert, con l’obiettivo immettersi il prima possibile nelle acque internazionali e di chiedere asilo agli USA tramite l’India.

La principessa tuttavia, presa dall’entusiasmo della fuga e dalla tanto agognata libertà, inviando un messaggio alla sua famiglia in cui annuncia il misfatto, commette un grave errore che la renderà subito rintracciabile e di lì a poco scovata.

La sera del 4 marzo la guardia costiera indiana, su ordinamento delle autorità degli Emirati Arabi Uniti, arriva a bordo della nave in fuga e , minacciando con una pistola Tina e Hubert, prendono la principessa di Dubai, la quale, narcotizzata ed immobilizzata, viene messa su un jet privato e riportata a Dubai.

I precedenti

Latifa, così come Shamsa sua sorella maggiore, aveva già tentato la fuga nel 2002 ma anche in questo caso fu subito trovata dagli uomini dello sceicco . Da quel momento in poi, racconta la principessa nel video, per ben tre anni, fu torturata e segregata in una parte della tenuta familiare chiamata “ La tenda”.

L’ordine iniziale del padre era quello di torturarla fino alla morte ma le cose andarono diversamente: dal 2002 al 2005 furono anni per la principessa di totale isolamento, sottoposta costantemente a torture fisiche e psicologiche, senza niente per potersi lavare, cambiare i vestiti, dormendo su un materasso sudicio del suo stesso

sangue, con porte e finestre sbarrate e senza assistenza medica ne’ legale.

Perché i video?

Il programma della BBC “ Panorama” è stato il primo a pubblicare ciò che Latifa al maktoum ha girato di nascosto nella “villa-prigione”, prima e dopo il tentativo di fuga. I video sono stati consegnati alla stampa dagli amici come grido di aiuto poiché della principessa , ad oggi, non si hanno più notizie. Attivisti e coloro che conoscevano bene Latifa stanno portando avanti una causa con le nazioni unite per capire cosa le sia successo dopo il rientro negli Emirati, e quali siano le sue condizioni di vita.

Il portavoce del governo Dubai, tuttavia, sostiene che la principessa di Dubai sia al sicuro e con la sua famiglia ma non ha voluto rispondere alle richieste di commento della BBC sulle attuali condizioni di Latifa.

Quello che possiamo affermare con certezza da tutta questa triste vicenda è che l’immagine della sceicco é ben diversa da quella che si è vista fino ad ora: un uomo fortemente impegnato per promuovere i diritti umani e della donne ed ampiamente supportato per tali ragioni da figure reali e politiche tra i più potenti al mondo.

“Mio padre è il male puro, l’unica cosa a cui tiene è la sua reputazione ed uccide per difenderla”.

L’immaginario di Dubai come una città internazionale e avveniristica fatta di lusso e ricchezza comincia un po’ a vacillare e a lasciar posto all’idea di una città che custodisce ( benissimo) macabri misteri. Misteri che da anni hanno portato le principesse di Dubai a fuggire, a costo della propria vita, da uno dei luoghi più belli d lussuosi del pianeta alla ricerca disperata di una vita “normale” e sopratutto all’insegna della libertà.

Una svolta alla vicenda potrà darla a questo punto solo la principessa Haya Bit Hussein, ex consorte dello sceicco e sorella per parte di padre dell’attuale re di Giordania, anche lei scappata e rifugiata a Londra a Kensington palace Gardens. Se la principessa Haya accuserà pubblicamente il marito di abusi verso le donne della sua famiglia, ci saranno delle conseguenze per il potente emiro e stavolta la sua reputazione non ne gioverà davvero.

Per ora, questo è l’inizio di una trama inquietante senza ancora la parola “fine” .

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About Author

Maria Cristina De Sanctis

Maria Cristina De Sanctis, classe 1997, nata in Abruzzo ma mi sono sempre sentita parte di un complesso più ampio di paesi e persone. Laureata in economia e management ed European Economic Studies sono affascinata dal mondo dell'economia tanto quanto quello dell'arte, della letteratura, delle lingue e culture straniere. Scrivere e studiare la letteratura per me, come ha scritto Fitzgerald, vuol dire "scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni". Collaboro da poco con Sistema Critico ma scrivo diariucci sgangherati intrisi di vita da quando ho 12 anni

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