Corrente del Golfo vs Global Warming

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Amoc, il “capovolgimento meridionale della circolazione atlantica”, è una corrente oceanica atlantica, con effetti sul clima globale. Difatti, mitiga il clima alle latitudini più settentrionali dell’Europa. Da nessun’altra parte nel mondo persistono condizioni così favorevoli alla sopravvivenza umana tanto lontano dall’Equatore. 

Negli ultimi 150 anni, però, è rallentato del 15% anche a causa del global warming. Uno studio condotto su Nature Geoscience ha constatato che potrebbe ulteriormente affievolirsi.

Cosa si intende per AMOC

Il Capovolgimento Meridionale della Circolazione Atlantica, dall’inglese Atlantic Meridional Overturning Circulation, è un’importante corrente oceanica atlantica.

Caratterizzata da un flusso in direzione nord di acqua salina calda negli strati superficiali dell’Atlantico, e da un flusso in direzione sud di acqua fredda in profondità. Fa parte della circolazione termoaliana:  la componente della circolazione globale oceanica causata dalla variazione di densità delle masse d’acqua.

Le masse d’acqua coinvolte in questa circolazione trasportano sia energia (sotto forma di calore) che materiali (sostanze disciolte, gas e particelle insolute), influenzando significativamente sia il clima terrestre che la biologia marina.

Questa corrente, in particolare, trasporta un’ingente quantità di energia termica dai tropici e dall’emisfero australe verso il Nord Atlantico, trasferendo calore all’atmosfera. Ridistribuendo, inoltre, le più fredde e pesanti acque polari in direzione sud.

La risalita di acque profonde (upwelling) favorisce la produttività biologica in quanto provoca la risalita di nutrienti minerali, stimolando la crescita di fitoplancton.

Mappa topografica dei mari del Nord e dei bacini subpolari con le correnti di superficie (linee piene) e correnti di profondità (tratteggiate). I colori indicano approssimativamente la temperatura.

Studi scientifici hanno inoltre evidenziato che le fluttuazioni della temperatura superficiale dell’Atlantico, che si ipotizzano collegate alle fluttuazioni nella AMOC, abbiano giocato un ruolo importante nelle fluttuazioni climatiche nell’intero pianeta.

Un ciclo senza fine. O No? 

Questa circolazione di acqua, chiamata anche Grande Nastro Trasportatore, è determinata dalla densità dell’acqua, una combinazione tra la temperatura e la salinità.

Si potrebbe ingenuamente pensare che sia un ciclo senza fine.

Invece, l’acqua dolce delle piogge in eccesso e dei ghiacci che fondono per le elevate temperature, disturba questo processo alterando la salinità dei mari. 

Nel 2018, gli scienziati hanno analizzato la tipologia di sedimenti in alcuni siti chiave dell’oceano Atlantico mettendo in relazione le dimensioni dei detriti con la velocità della corrente (più grandi i detriti, maggiore la velocità e viceversa), unendo poi questi dati alla ricostruzione dei cambiamenti di temperatura superficiale nel passato.

Questo studio ha evidenziato un indebolimento del 15% della corrente dalla metà del 20esimo secolo. Inoltre, il Potsdam Institute for Climate Impact Research (Germania), ha raccolto altre prove provenienti da sedimenti oceanici: carote di ghiaccio, coralli e anelli degli alberi per ricostruire l’impeto della circolazione AMOC dal 400 d.C. ad oggi. Scoprendo il rallentamento di questa corrente.

Schema di circolazione delle correnti AMOC. In rosso e blu, rispettivamente, le acque calde e fredde.

Come il Global Warming sta alterando il Grande Nastro

Il global warming è uno degli ostacoli maggiori per il naturale raffreddamento dell’acqua: accelera la fusione dei ghiacci artici e immette nel sistema grandi quantità di acqua dolce. Alterandone il funzionamento.

Mentre gli ultimi anni sono stati segnati da un preoccupante aumento delle temperature in tutto il mondo, nell’Atlantico subpolare questo riscaldamento è stato molto inferiore. In alcune zone è stato registrato addirittura un aumento del freddo, in completo contrasto con il trend globale.

Una circostanza apparentemente inspiegabile, che in realtà è dovuta proprio all’indebolimento di questo sistema di correnti.

Le correnti oceaniche sono, infatti, sensibili alla quantità di acqua dolce disponibile sulla superficie.

In Groenlandia, l’aumento del ruscellamento a causa dei cambiamenti climatici e le precipitazioni sull’oceano, potrebbero addirittura invertire la corrente del Nord Atlantico, bloccando il trasporto di calore verso l’Europa.

L’indebolimento di Amoc ha avuto inizio con la fine della Piccola Era Glaciale attorno al 1850. Un fenomeno climatico naturale che ha portato al disgelo dei ghiacciai e dei ghiacci marini, iniettando nell’oceano una grande quantità d’acqua che ha alterato l’equilibrio del sistema di correnti. Con l’avvento dell’era industriale, il riscaldamento globale indotto dalle attività antropiche ha fatto il resto.

Le possibili conseguenza a lungo termine sull’indebolimento di AMOC

Gli scienziati affermano che un ulteriore indebolimento di AMOC potrebbe provocare un numero maggiore di tempeste che colpiscono il Regno Unito, determinando inverni più intensi ed un aumento di calore e di siccità in tutta Europa. 

Le certezze dei ricercatori provengono dalle analisi delle carote di ghiaccio e dei sedimenti oceanici.  Secondo quanto emerso dallo studio, la Corrente del Golfo finirà per indebolirsi ulteriormente, qualora il riscaldamento globale dovesse continuare ad aumentare. Potrebbe ridursi dal 34% al 45% già entro la fine di questo secolo.

Un’instabilità che si cronicizzerebbe, lasciando l’Europa Settentrionale per sempre in questa situazione. Situazione che, col tempo, potrà solo peggiorare.

Le anomalie della Corrente del Golfo, inoltre, possono portare all’incremento di 5-10 gradi °C in una manciata di anni. Con conseguente aumento delle precipitazioni e del disgelo delle calotte glaciali.

Inoltre, l’ulteriore riduzione di salinità dell’oceano può causare un significativo innalzamento del mare nella parte orientale degli Stati Uniti. Sommergendo intere città.

Secondo i ricercatori, non abbiamo ancora raggiunto il punto di non ritorno ma il meccanismo è ormai avviato. Se la forza della corrente si dovesse ridurre del 45% entro fine secolo, saremmo molto vicini ad un arresto irrevocabile.

Tuttavia, potrebbe essere possibile gestire il rischio di collasso di AMOC. Utilizzando dei sistemi accurati di modellizzazione, si può predire lo stato di AMOC con decenni di anticipo, intervenendo in tempo.

Bisogna, però, sviluppare adeguati sistemi di monitoraggio e, soprattutto, adottare misure di mitigazione del clima più aggressive.

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Alice Mauri, gradarese, nata nel 1997. Studio contabilità e scrivo libri. Scrivo nella sezione di filosofia ed atttualità per Sistema Critico. Amante degli animali e della buona musica. Sfogo la mia passione per la scrittura e la poesia su una piccola pagina Instagram.

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