Lutto per la corona inglese: deceduto il principe Filippo

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La mattina di venerdì 9 aprile Buckingham Palace ha annunciato il decesso del principe Filippo, Duca di Edimburgo. Il patriarca della turbolenta famiglia reale, secondo le dichiarazioni ufficiali, si è spento serenamente all’età di 99 anni: il più longevo consorte di un monarca britannico regnante.

La sua morte avviene in un periodo di tumulto per i Windsor, nell’occhio del ciclone in seguito all’intervista di Oprah Winfrey a Harry e Meghan. La coppia, sposatasi in pompa magna nel 2018, ha accusato di razzismo la famiglia reale, ostile alle origini afroamericane della Duchessa. La dichiarazione ha sollevato indignazione generale, facendo rischiare l’urlo allo scandalo.

Preservare l’integrità della corona in un contesto in cui gli scandali delle famiglie reali erano all’ordine del giorno è stato il principale compito del principe Filippo per tutta la durata del suo lungo matrimonio: mantenere salda la monarchia significava rassicurare moralmente una nazione abbattuta dalla Seconda Guerra Mondiale, attraverso la favolistica ostentazione di fasto e perfezione della famiglia reale (ancora colpita dall’abdicazione di Edoardo VIII e dal suo matrimonio con Wallis Simpson, donna americana e divorziata, lontana dagli standard windsoriani).

Figura di eterno secondo piano rispetto alla Regina, il Duca di Edimburgo ha accettato di buon grado il suo ruolo di supporto, subordinandosi interamente agli interessi della corona. Ritiratosi ufficialmente dalla vita pubblica nel 2015, la sua figura è diventata parte della cultura pop grazie al successo della serie Netflix The Crown (2016 – in corso): dramma storiografico che abbraccia le controverse vicende della famiglia reale a partire dall’ascesa al trono di Elisabetta II.

Chi era il Principe Filippo?

Nato a Corfù nel 1921 con il titolo di Principe di Grecia e Danimarca, è costretto all’esilio con la propria famiglia. Formatosi in Francia, Germania e nel Regno Unito, nel 1939 si unisce alla Marina Militare inglese. Dal luglio dello stesso anno avvia una corrispondenza con l’allora tredicenne Elizabeth Windsor, figlia del re Giorgio VI. Distintosi durante la Seconda Guerra Mondiale, abbandona i titoli natali di Grecia e Danimarca. È naturalizzato suddito britannico: adotta il cognome Mountbatten e nel 1947 sposa l’erede al trono. Nel 1952, con l’incoronazione della Regina, abbandona il servizio militare. Sarà nominato principe nel 1957.

Una personalità difficile?

Stando all’opinione pubblica e alle testimonianze del caporedattore della rivista “Majesty” Ingrid Seward (Prince Philip Revealed: A Man of His Century, 2020) il consorte reale era una persona apertamente fredda, brusca e dalla lingua tagliente. In privato, si crede, irascibile ed esigente: il figlio Carlo ha parlato della responsabilità paterna nella propria “terribile accoppiata” con la principessa Diana. “Terribile” non per il padre, che intrattenne a lungo un’amichevole corrispondenza con la principessa. Il principe prese anche le sue difese nello scandalo che la coinvolse insieme al principe Carlo e all’attuale consorte, Camilla Parker-Bowles.

Per quanto riguarda il suo ruolo nella famiglia di Buckingham Palace, non può che essere considerato rilevante: dalla modernizzazione dei servizi alla decisione di far frequentare la scuola ai figli invece di educarli tra le mura del palazzo, il principe Filippo ha dichiaratamente tentato di ricreare un “normale clima domestico”. È sempre il figlio Carlo, tuttavia, a denunciare l’atteggiamento distaccato e dominante di un padre che lo “sminuiva”. E nella sopracitata serie The Crown il bisogno di riconoscimento di Carlo è evidenziato a dovere, tanto da risultare un suo tratto caratteristico.

E in pubblico? La figura del principe Filippo è legata a numerose gaffe diplomatiche: in occasione di visite a nazioni straniere, il principe non si è riservato battute e osservazioni di stampo razzista. Questa sua immagine è stata tuttavia considerata in maniera bonaria dall’opinione pubblica: la rivista britannica “Mirror” ha voluto commemorare la scomparsa del consorte reale con una lista dei suoi “momenti memorabili e controverse gaffe”.

La reazione britannica…e globale

Il decesso è stato accolto dalla nazione con profondo accoramento. Numerosi leader mondiali hanno rivolto le loro condoglianze alla famiglia reale. Il primo ministro australiano Scott Morrison ha omaggiato il principe come “colui che ha incarnato una generazione che non rivedremo mai più”. Il primo ministro canadese Justin Trudeau si è così espresso: “Il principe Filippo è stato un uomo dai grandi propositi e dalle profonde ambizioni, motivato da un forte senso del dovere. Lo ricorderemo devotamente come un pilastro nella vita della nostra Regina.”

Le 54 nazioni del Commonwealth hanno reso gli onori del principe lodandolo in particolar modo per il suo lavoro nell’assistenza ai giovani e nella dedizione ad altre numerose istanze sociali.

La presenza pubblica ai funerali è stata proibita e la Regina ha indetto otto giorni di lutto nazionale.


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Agnese Galli

Toscana D.O.P. dal 2001, ma mi rifiuto di dire “la Coca-Cola con la cannuccia corta corta”. Mentre aspetto di trasferirmi a El Dorado (vedi: Bologna) studio Lingue e Letterature Straniere, penso in inglese scordandomi l’italiano, ballo, mangio dolci che (per il bene di tutti) non sono io a cucinare e butto giù idee per racconti che puntualmente mi dimentico di scrivere – al contrario degli articoli, per fortuna. Ambisco alla conoscenza rinascimentale “a tutto tondo” e amo trattare di sociologia, attualità e cultura.

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