Aristofane e la questione femminile nella Grecia Antica

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Aristofane è stato un commediografo greco ed è considerato uno degli autori che ha posto le basi della commedia come la intendiamo oggi.

Critica sociale e politica sono i tratti distintivi: le sue commedie suscitano una risata amara, attraverso l’ironia l’autore esprime il disprezzo che prova verso guerra e politica.

Deformazione, esagerazione grottesca, paradosso ed ironia sono utilizzate per cercare di scuotere i propri concittadini.

Aristofane è ricordato soprattutto per essere il primo autore noto a trattare il tema dell’emancipazione femminile.

La vita

Sappiamo poco della sua vita: nasce nel 445 a.C. circa ad Atene, è un uomo erudito, di elevata estrazione sociale e appartiene al partito aristocratico.

Scrive più di quaranta commedie, ma ne sono giunte a noi solo undici.

Nel 431 a.C. inizia la guerra del Peloponneso, che diventerà uno degli argomenti delle sue opere: il commediografo è contro la guerra, egli auspica la pace e l’unione dei Greci contro i nemici esterni.

In questi anni Aristofane assiste anche al declino politico, sociale e culturale di Atene: sconfitte militari, colpi di Stato, violenza ed insurrezioni portano ad una crisi di governo e degli ideali.

L’attività letteraria è indissolubilmente intrecciata alla vita politica: gli avvenimenti a cui assiste nel corso della vita diventeranno materia di riflessione nelle sue opere.

Muore nel 385 a.C. circa.

Le opere

Le opere del primo periodo sono quelle più spiccatamente politiche: Gli Acarnesi, I cavalieri, Le nuvole, Le vespe e La pace si contraddistinguono per incisività e violenza della satira.

Nel secondo periodo i toni si fanno meno aggressivi e l’autore si lascia andare alla fantasia, mettendo in scena situazioni improbabili che stravolgono della realtà.

Nella commedia Gli uccelli, ad esempio, costruisce l’immagine di una città ideale, che nasce dalla ripugnanza per Atene e dal bisogno di evasione della realtà.

Le commedie dell’ultimo periodo arrivano dopo un lungo periodo di assenza. Queste opere perdono la vivacità, l’ironia e l’animazione polemica che contraddistinguono questo autore, manca la spinta creativa e appaiono come opere piatte e stanche.

Tra le commedie del secondo e terzo periodo sono da menzionare in particolare quelle legate alla questione femminile. Aristofane non si limita ad un lamento patetico della loro condizione, rende i personaggi femminili parte attiva e motore dell’azione, arrivando addirittura ad inscenare il primo sciopero delle donne nella storia dell’umanità.

Nelle opere La festa delle donne, Lisistrata e Le donne al parlamento assistiamo ad una presa di posizione da parte delle donne, che cooperano per raggiungere la parità ed essere parte attiva nella vita della polis.

Le commedie “femminili”

Lisistrata e La festa delle donne sono state scritte attorno al 411 a.C., mentre Le donne al parlamento viene scritta nel 392 a.C. circa, dopo un lungo periodo di silenzio.

Lisistrata prende il nome dalla protagonista, che convoca altre donne greche con lo scopo di elaborare un piano per porre fine alla guerra del Peloponneso.

Le donne si impadroniscono dell’Acropoli di Atene e del tesoro della Lega attica (necessario per le spese belliche) e mettono in scena il più incredibile sciopero della storia: non si concederanno più agli uomini finché non verrà dichiarata la pace. Commedia pacifista, dalla comicità estrosa, è un accorato e scherzoso appello alla pace.

La festa delle donne, conosciuta anche con il nome di Tesmoforiazuse, vuole colpire un poeta rivale, Euripide; da ricordare che, in Aristofane, la critica sociale e politica è accompagnata anche dalla satira letteraria.

Durante la festa in onore di Demetra, le ateniesi pianificano di uccidere Euripide, accusato di misoginia per il modo in cui rappresenta le donne. Alla fine, dopo varie vicissitudini, le donne si placano solo quando Euripide promette di che non parlerà mai più contro il loro sesso.

Anche in quest’opera la condotta scenica è vivace e l’azione è lasciata sospesa fino alla fine, ma l’invenzione risulta abbastanza debole.

In Le donne al parlamento, detta anche Ecclesiazuse, viene ripresa l’idea di Lisistrata: le donne si impadroniscono del governo e della città, tentando la scalata al potere. Si travestono da uomini, si presentano all’Assemblea e fanno votare ed approvare una legge che trasferisce nelle loro mani il governo della città.

A guidare l’azione troviamo Prassagora, è lei che fa approvare le nuove leggi: abolizione della famiglia e della proprietà privata e messa in comune dei beni e dei rapporti sessuali.

Le tematiche: politica e società

In queste commedie emergono non solo la fantasia e la vena ironica di Aristofane, ma anche pensieri ed ideali.

In Lisistrata notiamo subito lo spirito pacifista: l’autore auspica la fine della guerra. Ma emerge anche il suo scetticismo: gli uomini hanno perso la razionalità e si fanno dominare dall’istinto di natura. Per questo il buonsenso e la ragione sono affidati alle donne. Aristofane non vuole arrendersi al fatto che il suo mondo politico e sociale sta scomparendo e sembra riporre le ultime speranze nell’altro sesso.

Lisistrata ha molti punti in comune con Le donne al parlamento. Tema centrale di entrambe è il ritorno all’antico. Nella prima opera questa volontà si esprime nella demonizzazione della guerra; nella seconda Aristofane decide di affidare il potere ad un gruppo escluso dalla politica: le donne.

Aristofane mette il potere nelle mani delle donne perché, non avendo mai avuto responsabilità politiche, non hanno colpa del degrado della polis; le donne sono estranee ai meccanismi bellici e politici, per questo appaiono incorrotte e razionali e sono l’ultima ed unica possibilità per un ritorno dell’armonia. Le donne sono più conservatrici degli uomini perché hanno mantenuto nella vita privata le abitudini di un tempo, la speranza di Aristofane è che portino questi valori nella vita pubblica.

In entrambe le commedie troviamo anche la tematica della rivalsa, in cui un gruppo sociale oppresso trova il modo per emergere, ribaltare la propria condizione e rivendicare i propri diritti. Aristofane rappresenta un universo politico e sociale invertito nella gerarchia e negli ideali.

In Le donne al parlamento, Aristofane riprende anche le utopie intellettuali di alcune correnti filosofiche, che auspicano la comunione dei beni e la fine della proprietà privata, a favore di una società più semplice, genuina e libera.

Le tematiche: la condizione femminile

La commedia La festa delle donne è invece incentrata sul tema della condizione femminile. Esemplare al riguardo è il discorso contro le donne di Mnesiloco, difensore di Euripide: le argomentazioni sono deboli, la forza sta piuttosto nel tono accusatorio e canzonatorio, che dà vita a scenette di genere. La risposta delle donne avrà ben altro spessore: non si difendono dalle accuse di infedeltà ed inganno, ma denunciano in modo efficace l’ottusità maschile e la contraddizione tra il disprezzo che gli uomini provano verso il loro sesso e il bisogno che ne hanno.

In Lisistrata invece è presente la tematica del controllo del corpo femminile, che, non solo diventa strumento del ricatto contro gli uomini, ma rende soprattutto le donne soggetti e non oggetti. Le donne, con il loro sciopero, non negano agli uomini solo i rapporti sessuali, ma prendono il possesso del proprio corpo, diventandone padrone.

Infine, nella commedia Le donne al parlamento, le leggi sulla comunione non riguardano solo il possesso di beni materiali, ma mirano anche la sfera dei rapporti umani: si auspica l’abbandono della struttura familiare, della monogamia e del possesso del corpo della donna, a favore di una libertà nei rapporti.

La ripresa di Aristofane: Le Ateniesi di Alessandro Barbero

La modernità delle tematiche di Aristofane ne ha fatto un autore famosissimo, ripreso anche ai giorni nostri.

In particolare è da menzionare la ripresa di Lisistrata nel romanzo Le ateniesi di Alessandro Barbero.

In questo romanzo, Barbero racconta il rapimento e la violenza che subiscono due contadine, Glicera e Charis, da parte di tre giovani aristocratici. Il tutto si svolge durante le tradizionali feste Lenee, mentre tutta la città è impegnata nei festeggiamenti.

Mentre le due protagoniste vengono attirate con l’inganno nella villa di campagna di Cimone, uno dei tre aggressori, in città la popolazione assiste alla messa in scena di Lisistrata. Alle festività in corso ad Atene partecipano anche i padri di Glicera e Charis, che da giovani hanno combattuto nella guerra del Peloponneso.

I capitoli si alternano, causando un doloroso contrasto: da una parte il popolo festoso e la messa in scena di una commedia che rappresenta la rivincita delle donne, dall’altra le violenze che subiscono le protagoniste.

La vicenda di Glicera e Charis è ispirata al caso del massacro del Circeo: passato e presente si uniscono e si intrecciano.

Aristofane. La festa delle donne, Lisistrata, Le donne al Parlamento. Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1992.

Aristofane. Tutte le commedie. Grandi Tascabili Economici Newton, Roma, 1991.

Alessandro Barbero. Le ateniesi. Mondadori, Milano, 2017.

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About Author

Monica Marcoleoni

Laureata in Beni Culturali a Padova. Un po’ guida turistica e un po’ bibliotecaria, a 29 anni non ho ancora capito cosa farò da grande. I problemi li risolvo con tisane, popcorn e spritz al Campari. Amo l’arte, la letteratura, il cinema, la buona musica e le paperelle di gomma. Credo nell’accessibilità della cultura e delle informazioni. Odio le ingiustizie e quando mi arrabbio dovrei contare fino a 10 prima di parlare. Adoro il mio brutto carattere e il mio equilibrio instabile.

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