Social media in Italia: i giornalisti perdono popolarità mentre i politici la acquistano.

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Secondo un sondaggio condotto tra ottobre e novembre 2016 su un campione di giornalisti italiani, i contatti personali e le agenzie di stampa sono ancora le fonti principali di informazione per i giornalisti; sebbene i social network siano sempre più utilizzati per lo stesso motivo.


Il legame tra giornalismo tradizionale e piattaforme digitali può essere visto come
innovativo, ma anche molto difficile. Il livello di competenza sui temi tecnologici all’interno delle redazioni web resta oggi ancora troppo basso.

Secondo Edelman Trust Barometer, un gran numero di italiani (75%) sono diffidenti nei confronti dei giornali, ritenendo che essi non svolgano bene il proprio lavoro.

A tal proposito i problemi del giornalismo online sono numerosi; primo fra tutti, il basso profitto derivante dalle pubblicità online. Questo rende necessario ottenere grandi numeri in termini di visitatori e click sugli articoli.


Tuttavia il problema del giornalismo online è più ampio e non resta circoscritto solo alla pubblicità.

Due giovani giornalisti italiani non professionisti, Federico Graziani (fondatore di Rassegnagram) e Francesco Zaffarano
(redattore capo di Will) spiegano che anche la lingua con la quale vengono trasmesse le informazioni e la selezione degli articoli è importante. I giornalisti online, infatti, tendono a fare una selezione frettolosa e poco accurata per mancanza di tempo.

Nel grande spazio dei social network si trovano dunque figure professionali in conflitto con altre non professionali, che nel tempo stanno acquistando sempre più potere.

Tutti questi diversi attori lottano per la propria indipendenza; sebbene la loro interdipendenza sia inevitabile.


La campagna elettorale italiana sui social usa Twitter; ma anche Facebook attraverso ads (spendendo migliaia di dollari) e meme.

Secondo uno studio condotto da ricercatori dell’Oxford Internet Institute (OII), l’Italia è il secondo peggior Paese in termine di contenuto politico tra i sette paesi studiati.

L’immigrazione nel nostro Paese è al centro
della campagna elettorale italiana.

Il caso specifico di Matteo Salvini.

La Lega è un partito italiano di centro-destra guidato dal politico Matteo Salvini, famoso per aver utilizzato dei programmi anti-immigrazione durante la sua campagna elettorale.

Giuliano Bobba (2019), nella sua analisi della comunicazione Facebook del partito e del suo leader, riconosce le caratteristiche di un populismo pubblicizzato sulla base di tre componenti principali: la presenza di un leader carismatico; il riferimento al “popolo” contrapposto alle “élite” e agli “altri” (retorica escludente) e al sistema di comunicazione emotiva.

Le strategie messe in campo sono le seguenti:

  • di denominazione: categorizzazione delle minoranze attraverso metafore, metonimie e sineddochi;
  • predittive: attributi valutativi (spesso stereotipati);
  • argomentative: topoï per giustificare una certa inclusione o esclusione politica;
  • prospettiche: inquadratura e narrazione di eventi specifici;
  • di intensificazione e mitigazione: attribuire intenzioni specifiche alle dichiarazioni.

Una comunicazione mediatica continua e volutamente ambigua è
la ragione principale della popolarità di questo gruppo politico.

account Facebook Matteo Salvini

Matteo Salvini e il suo account personale su Facebook.

Conclusione:

In conclusione la crescente sfiducia della popolazione verso i giornalisti porta essa a fare affidamento su nuove figure non professionali, che sfruttano i social network per creare una sorta di controinformazione.


Tuttavia, su queste piattaforme, i politici hanno iniziato ad esercitare una forma di
condizionamento tra i propri sostenitori attraverso la condivisione di informazioni incomplete e talvolta errate.

Ragion per cui, in un momento in cui gran parte
della popolazione (soprattutto i giovani) è presente sui social network, è più che mai
necessario conoscere le forme di condizionamento che i politici possono esercitare, attraverso le nuove piattaforme digitali, in modo da evitarle consapevolmente.

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Sara Albertini, marchigiana, classe 1999. Positiva, sognatrice, ostinata; la musica di Einaudi accompagna il flusso dei miei pensieri. Sono iscritta al corso di laurea “Culture letterarie europee” presso l’Università di Lettere e Beni Culturali di Bologna. Scrivo di costume e società per il blog di Sistema Critico con l’illusione che la scrittura possa migliorare il mondo in cui viviamo.

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