Urbino Teatro Urbano: quando la città diventa un palcoscenico

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E’ sempre difficile parlare e, soprattutto, disegnare l’arte. Che tipo di carattere utilizzare? Con quali colori descriverla? Se un anno fa mi avessero chiesto di scrivere su e del teatro, sarebbe stato quasi spontaneo (e a tratti scontato) raccontare della sua rinascita.

Dopo un anno però la pandemia, e quello che ne consegue, sembra essere quasi un ricordo lontano, un qualcosa che un giorno verrà semplicemente rievocato nelle pagine di libri scolastici.

Questa consapevolezza, positiva o negativa che sia, ha reso possibile la realizzazione e la consacrazione del teatro, inteso come partecipazione e momento sacro.

L’anno precedente, l’edizione di Urbino Teatro Urbano è stata resa possibile grazie al protocollo GODOT, realizzato e messo a punto dal Centro Teatrale Universitario Cesare Questa e in linea con le normative COVID-19.

Applicazione di GoDot durante lo spettacolo Urbino Primo Cittadino – UTU2020 (ph. ABfotos)

Urbino Teatro Urbano: la quarta edizione del Festival urbinate

Quest’anno, la quarta edizione del Festival Urbino Teatro Urbano si è conclusa con il sorriso e la tranquillità del pubblico, cosciente di aver visto risorgere (per l’ennesima volta) il teatro.

Oltre 150 artisti, teatranti e studenti hanno animato il centro storico della città dal 1 al 10 luglio.

Gli spettacoli in scena, tutti dedicati alla tradizione del teatro comico, hanno modellato un mosaico eclettico: dalla maschera al varietà televisivo, passando per i cartoni animati giapponesi.

Gli spettacoli

Il primo luglio i Comici dell’Arte dell’Accademia internazionale delle Arti dello Spettacolo di Versailles hanno aperto il sipario per le vie del Centro Storico con una parata.

Il giorno seguente la compagnia, diretta da Carlo Boso, si è esibita con Sogno di una notte di mezza estate.

Sogno di una notte di mezza estate, AIDAS

Gli spettacoli proseguono con il colorato adattamento a cura di Stivalaccio Teatro del capolavoro mondiale del Don Chisciotte.

Don Chisciotte, Stivalaccio Teatro

Piazza Duca Federico ha ospitato la compagnia Frosini/Timpano con Ecce Robot, spettacolo sulla “generazione Goldrake”.

Il Teatro del Collegio La Vela ha incontrato la prima restituzione del lavoro su Il gallo del mal di testa, testo finalista del Premio Tondelli 2019 della compagnia Pallaksch e prodotto da MALTE e CTU Cesare Questa.

Flavio Albanese (Compagnia del Sole) ha allestito una lezione spettacolo dal titolo L’oro della commedia proponendo un percorso a ritroso a partire dai cartoni animati fino ad arrivare al teatro dei comici del Seicento.

A chiudere il Festival con Manuale d’attore …Modestamente lo nacqui di Titino Carrara, sullo sfondo del Cortile d’Onore di Palazzo Ducale.

Manuale d’attore …Modestamente lo nacqui, Titino Carrara

FAI IL TUO TEATRO!

Ad accompagnare l’entusiasmo e la speranza della prima edizione, Urbino è stata il palcoscenico dell’iniziativa FAI IL TUO TEATRO! dedicato alla professionalità della scena e alla voglia di ricostruire un teatro a partire dal proprio territorio.

Più di 40 compagnie, per un totale di 150 corsisi, hanno avuto la possibilità di prendere parte a lezioni tenute da professionisti provenienti da tutta Italia.

I docenti sono stati scelti tra i più importanti esperti del settore: Mimma Gallina (docente all’Accademia Paolo Grassi di Milano); Stefano Perocco di Meduna che ha guidato gli allievi per la scenotecnica; Giorgio Testa e Giuseppe Antelmo della Casa dello Spettatore; Luisa Supino (Carrozzeria Orfeo) per la produzione; Debora Pietrobono (ufficio stampa di ERT) che ha tenuto la classe di comunicazione; Danilo “Sailor Danny” Mancini per la grafica; Francesco Mentonelli per il corso di illuminotecnica e Simone Moroni per il macchinismo teatrale. 

Gli incontri: tra letteratura e teatro

Dal 2 al 3 luglio, ad arricchire l’offerta formativa, Urbino ha ospitato le lectiones magistrales di Franco Cordelli sul tema de IL DUELLO OTTOCENTESCO assieme ad Alessio Torino e Alberto Fraccacreta (in collaborazione con il festival Urbino e le Città del Libro).

Nei giorni seguenti si è svolto l’incontro IL CAFFE’ DI BOLZANO29 con Giulia Alonzo, Oliviero Ponte di Pino, Michele Pagliaroni, Elena Fracassi, Giacomo Lilliù, Luca Tazzari, Lucia Mauri. 

Il 5 luglio lo storico Cinema Teatro Ducale si è trasformato in una vera e propria nave da palcoscenico con il documentario Moby Dick o Il Teatro dei Venti, il racconto della gestazione di un’opera che ha visto come protagonista una macchina teatrale di otto tonnellate e tredici metri di altezza spostarsi all’interno di una piazza con cento persone tra attori e figuranti. 

Moby Dick, Teatro dei Venti

La parola al direttore artistico Michele Pagliaroni

Dopo un anno di transizione, l’esperienza del festival ci è servita a prendere coscienza concreta del bisogno che ha la comunità del ritrovarsi nel rito teatrale in presenza.

Quest’anno, forti dell’esperienza dell’anno scorso, abbiamo saputo affrontare questo ulteriore scalino con grande energia. Possiamo dire che questo quarto anno è stato l’anno della consacrazione del festival, un festival che è prima di tutto “della città”.

Soprattutto è diventato a tutti gli effetti un festival-laboratorio che crea possibilità e che ospita progetti e idee, permettendo agli artisti di far crescere un’energia in continuo divenire.

Tutto questo è reso possibile perché tutta la città di Urbino si è ritrovata a unire queste forze, a partire dal comune e a finire con l’Università stessa.

Dopo anni di lavoro, stiamo raccogliendo progetti davvero importanti che riguarderanno la città e la regione a tutto tondo.

Per me diventa sempre più fonte di orgoglio e di onore poter legare il mio cammino professionale a questo progetto, ma soprattutto poter legare il mio percorso di crescita interiore a quello di tanti studenti che trovano nel teatro uno degli strumenti per trasformare la realtà.

Michele Pagliaroni, Urbino Teatro Urbano 2018
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About Author

Asia Vitullo

Asia Vitullo, abruzzese, classe 1997. Laureata in Filologia Moderna ad Urbino, proseguo il mio cammino tra i letterati, un po’ come il protagonista di Midnight in Paris, sorseggiando un tè e sognando la Torre Eiffel. Adoro il cinema, il teatro e gli ossimori. La mia più grande fonte di ispirazione è Pier Paolo Pasolini e vivo nella speranza di poter dare ancora una voce alle sue parole.

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