Vaccino Covid: obbligo o necessità?

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Al momento in Italia le persone che hanno il vaccino contro il Covid19 ammontano a più di 36 milioni (circa il 60% della popolazione). A preoccupare è il fatto che una buona fetta di cittadini (il restante 40%) non sia ancora vaccinata e/o non abbia intenzione di vaccinarsi.

Sarebbe semplicistico ridurre questo dato all’ignoranza delle persone, perché si starebbe dicendo che poco meno della metà della popolazione non è abbastanza istruita. Dato superficiale se pensiamo che nel 2019, più dei tre quarti (76,2%) dei 25-34enni aveva il diploma di scuola superiore.

Inoltre bisogna considerare che se oggi ci ritroviamo un numero così elevato di vaccinazioni non è solo per una scelta totalmente libera e consapevole delle persone. A questo proposito è stato il famoso certificato verde, da tutti conosciuto come Green Pass, a fare schizzare le prenotazioni per le vaccinazioni da Nord a Sud in poco tempo.

Dunque bisogna andare più in profondità per capire quale siano le vere ragioni per le quali ci sono ancora persone che non hanno fatto il vaccino e non hanno intenzione di farlo; e altre persone che hanno fatto il vaccino tentennanti, soltanto per non perdere alcune libertà individuali.

Il problema maggiore starebbe nel modo in cui si viene informati (passivamente) e nel modo in cui ci si informa (attivamente).

Il ruolo dei media nella campagna vaccinale:

Le televisioni, i giornali e le radio non hanno fatto altro che parlare ininterrottamente per un anno e mezzo dello stesso argomento (Covid19). Anche quando la popolazione aveva bisogno di speranza e di conforto, si sentiva il solito disco rotto: chiusure, nuovi dpcm e innalzamento delle morti.

Quando finalmente arrivò la notizia dei nuovi vaccini sperimentali e si vide ”una luce in fondo al tunnel”, si iniziò a fare terrorismo psicologico anche in questo campo in cerca di ascolti o condivisioni.

Si iniziò a parlare degli effetti collaterali e di quanto questi vaccini non fossero ancora sicuri; per poi ritrarre tutto quello che si era precedentemente detto e spingere le persone a vaccinarsi.

È più che plausibile che questo abbia creato confusione e traumi (specialmente nei più anziani) difficili da cancellare con qualche foto social con il cerotto post-vaccinazione e qualche servizio tv di troppo.

I social media, come al solito, non hanno aiutato. Dal momento che tutti all’interno possono esprimere liberamente la propria opinione, sono iniziate a circolare migliaia di fake news, che poi venivano riportate ad amici e familiari anche fuori dallo spazio digitale.

In un clima di terrore, queste notizie, se pur false, hanno alimentato la fantasia delle persone, facendogli pensare che se c’era anche un minimo rischio nel fare il vaccino, allora probabilmente era meglio non farlo.

Le fake news al riguardo sono state talmente tante e lo schieramento dei No-vax sempre più ampio e agguerrito, che il governo è intervenuto, istituendo una pagina web che ha lo scopo di sfatare questi luoghi comuni e a fare chiarezza.

Il vaccino ci ha già salvato:

Nessuno sa se ci saranno effetti in un lontano futuro derivanti da questa vaccinazione; ma questo discorso vale anche per gli altri farmaci o vaccini testati in passato.

C’è sempre stato un popolo che per primo si è vaccinato o ha assunto un farmaco, facendo da apripista per le generazioni future. Questo non significa che dobbiamo considerarci “cavie da laboratorio”; ma semplicemente che siamo nati in un’epoca storica in cui c’è questo tipo di necessità, come in passato ce ne sono state e come presumibilmente in futuro ce ne saranno altre.

A questo punto dunque è necessario che ogni persona valuti i pro e i contro della vaccinazione; considerando anche cosa comporterebbe non farla.

Siamo giunti in un momento storico in cui progresso e scienza sono arrivati a livelli inimmaginabili e hanno aiutato a salvare vite.

Se non avessero creduto al vaccino del vaiolo nell’Europa del XIX e XX secolo, con molta probabilità la popolazione oggi sarebbe pressappoco dimezzata. Anche in quel caso, l’obbligatorietà del vaccino aveva trovato forti resistenze da parte della popolazione, specie in Inghilterra, patria delle dottrine liberali.

Tuttavia lo Stato ha preso una decisione drastica e ha mantenuto la mano ferma, aiutando la popolazione ad uscire dalla pandemia.

Anche questo vaccino può diventare obbligatorio?

Un trattamento sanitario può essere imposto solo nella previsione che esso non incida negativamente sullo stato di salute di colui che vi è assoggettato, salvo che per le sole conseguenze che, per la loro temporaneità e scarsa entità, appaiano normali di ogni intervento sanitario, e pertanto tollerabili”

Sentenza 307/1990

Come sappiamo bene, la nostra Costituzione all’articolo 32 dice di tutelare non solo la salute collettiva, ma anche e soprattutto quella individuale.

Dunque, dal momento che lo Stato decide di imporre un vaccino, deve anche essere sicuro sul fatto che questo non vada a provocare effetti collaterali (gravi) nel lungo e/o breve periodo e che il contagio post vaccinazione sia escluso.

In caso contrario, se questa premessa fosse inesistente, lo Stato dovrà provvedere ad elargire una cospicua somma di denaro (come indennità) ad ogni cittadino leso.

In conclusione allo stato attuale mancano i presupposti per rendere il vaccino obbligatorio, dal momento che è noto che una persona, anche dopo essere stata vaccinata, possa contrarre (in forma più lieve) il virus e trasmetterlo.

L’introduzione del Green Pass:

Per ottemperare all’impossibilità di rendere il vaccino obbligatorio per tutta la popolazione, il Governo ha pensato bene di introdurre il famigerato Green Pass.

Dal 6 agosto è necessario per bar e ristoranti al chiuso, spettacoli, competizioni sportive, musei, piscine, palestre, centri benessere, sagre, convegni, parchi tematici e di divertimento, centri culturali, casinò e concorsi pubblici.

Dall’1 settembre il green pass sarà obbligatorio in Italia per il personale della scuola, a cominciare dai docenti, e per i trasporti a lunga percorrenza come treni, aerei e navi (esclusi autobus, metro, tram).

Il Green Pass si ottiene attraverso un test molecolare o rapido (effettuato nelle 48 ore precedenti); avendo completato la prima dose di vaccino (il certificato è valida dopo 15 giorni la somministrazione); dopo aver completato il ciclo vaccinale; se si è guariti dal Covid nei sei mesi precedenti.

Le eccezioni sono gli studenti minorenni e chi non può ricevere o completare la vaccinazione per motivi di salute (si può presentare una Certificazione di Esenzione fino al 30 settembre).

GreenPass

Conclusione:

In conclusione, sembra che “come si fa, si sbaglia” perché in entrambi i casi (sia che si faccia il vaccino per ottenere il Green Pass; sia che non lo si faccia) abbiamo perso un pezzetto di libertà individuale.

Dunque l’unica a cui possiamo auspicare in questo momento è quella collettiva, libertà che è possibile ottenere soltanto mettendo da parte il proprio ”io“ e facendo una scelta altruista.

Non fare il vaccino infatti comporterebbe rubare la libertà di qualcun altro e approfittare di tutte quelle persone che hanno scelto di vaccinarsi.

La scelta di introdurre il Green Pass da parte del Governo è subdola e codarda; ma è anche l’unica possibile al momento. Infatti, fino a quando non si eliminerà la contagiosità post-vaccino, lo Stato non potrà renderlo obbligatorio e questo incubo continuerà all’infinito fra luci e ombre.

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Sara Albertini, marchigiana, classe 1999. Positiva, sognatrice, ostinata; la musica di Einaudi accompagna il flusso dei miei pensieri. Sono iscritta al corso di laurea “Culture letterarie europee” presso l’Università di Lettere e Beni Culturali di Bologna. Scrivo di costume e società per il blog di Sistema Critico con l’illusione che la scrittura possa migliorare il mondo in cui viviamo.

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