Evita Perón: la “Madona de Argentina”

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Evita è stata First Lady carismatica e molto attiva sulla scena pubblica. Quando, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, compie il suo giro per le capitali d’Europa, tutti notano la sua capacità comunicativa. E mentre, da una parte accumula scarpe e vestiti come una star di Hollywood, dall’altra sembra non aver dimenticato le proprie origini.

La vita

Eva Perón, per esteso Eva Duarte de Perón, nata María Eva Duarte, soprannominata Evita, nasce il 7 maggio 1919 a Los Toldos, Argentina. Fu la seconda moglie del Presidente Juan Perón, e, durante il primo mandato del marito come presidente (1946–52), divenne una leader politica potente ma non ufficiale e venerata soprattutto dalle classi economiche inferiori.

Duarte è nata nella piccola città di Los Toldos nella Pampa Argentina. I suoi genitori, Juan Duarte e Juana Ibarguren, non erano sposati e suo padre aveva una moglie e un’altra famiglia. La famiglia di Eva ha avuto difficoltà finanziarie e la situazione è peggiorata quando Juan è morto quando lei aveva soli sei anni. Alcuni anni dopo si trasferirono a Junín, sempre in Argentina. Quando Eva aveva 15 anni, si recò a Buenos Aires per intraprendere la carriera di attrice e alla fine iniziò a esibirsi.

L’incontro tra Juan ed Evita

Eva attirò l’attenzione di un astro nascente del nuovo governo, il colonnello Juan Perón, e i due si sposarono nel 1945. Nello stesso anno fu cacciato da un colpo di stato di ufficiali rivali dell’esercito e della marina e brevemente preso in custodia. Dopo il suo rilascio, Juan entra nella corsa presidenziale. Eva fu attiva nella campagna e ottenne l’adulazione delle masse. I due vinsero le elezioni e il nuovo presidente si insediò nel giugno 1946.

Il peronismo, la cosiddetta terza via tra capitalismo e socialismo, comincia a nascere ed Evita, che prima di allora mai si era dedicata alla politica, affianca il marito nell’ascesa politica. Ha tutto ciò che serve: è giovane e molto comunicativa. Non impiega molto a diventare il simbolo di una nuova Argentina.

Sebbene non abbia mai ricoperto alcun incarico di governo, Eva ha agito di fatto come ministro della salute e del lavoro, assegnando generosi aumenti salariali ai sindacati, che hanno risposto con il sostegno politico a Perón. Non avrà studiato diplomazia, ma è scaltra nel gestire l’immagine del suo Paese: quando, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, compie il suo giro per le capitali d’Europa, tutti notano le sue abilità politiche.

Fondazione Eva Perón

Dopo aver tagliato i sussidi governativi alla tradizionale Sociedad de Beneficencia  creando così più nemici tra l’élite tradizionale, l’ha sostituita con la sua Fondazione Eva Perón, che è stata sostenuta da sindacati “volontari” e contributi aziendali più un sostanziale taglio della lotteria nazionale e di altri fondi. Queste risorse sono state utilizzate per stabilire migliaia di ospedali, scuole, orfanotrofi, case per anziani e altre istituzioni di beneficenza. Eva è stata in gran parte responsabile del passaggio della legge sul suffragio femminile e ha formato il Partito femminista peronista nel 1949. Ha anche introdotto l’istruzione religiosa obbligatoria in tutte le scuole argentine. Nel 1951, pur morente a causa del cancro, ottenne la nomina a vicepresidente, ma l’esercito la costrinse a ritirare la sua candidatura.

Morte ed eredità

Evita lamenta lancinanti dolori allo stomaco, da sempre mangiava poco e soffriva di disturbi alimentari. Il responso è il peggiore possibile: a Eva è diagnosticato un cancro all’utero in stato avanzato.

Dopo la sua morte nel 1952, Eva rimase un’influenza formidabile nella politica argentina. I suoi seguaci della classe operaia tentarono senza successo di farla canonizzare, e i suoi nemici, nel tentativo di esorcizzarla come simbolo nazionale del peronismo, rubarono il suo corpo imbalsamato nel 1955, dopo che Juan Perón fu rovesciato, e lo tennero nascosto in Italia per 16 anni . Nel 1971 il governo militare, inchinandosi alle richieste peroniste, consegnò i suoi resti al vedovo esiliato a Madrid. Dopo che Juan Perón morì in carica nel 1974, la sua terza moglie, Isabel Perón, sperando di ottenere il favore della popolazione, rimpatriò i resti e li installò accanto al leader defunto in una cripta nel palazzo presidenziale. Due anni dopo una nuova giunta militare ostile al peronismo rimosse i corpi. I resti di Eva furono infine sepolti nella cripta della famiglia Duarte nel cimitero di Recoleta a Buenos Aires.

Per il mondo Evita, ha vissuto solo 33 anni, ma ha lasciato un segno profondo nella vita politica e sociale dell’Argentina. La Madona de Argentina lasciava così questa terra, ma non il suo popolo.

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About Author

Graziana Minardo

Graziana Minardo, siciliana trapiantata a Milano. Studentessa di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche all’Università degli Studi. Amante delle scienze, attivista e appassionata di scrittura. Co-Founder di Viole di Marzo, blog e associazione femminile di interesse medico e culturale che unisce sul territorio milanese decine di professioniste e donne di talento. Per Sistema Critico scrivo di femminismo.

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