La stampa: un mezzo potentissimo

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I 4 poteri della Repubblica italiana

Nella Repubblica italiana esistono tre poteri: potere legislativo assegnato al Parlamento, potere esecutivo gestito dal Governo e potere giudiziario conferito alla Magistratura. Ne esiste però anche uno nuovo, il cosiddetto “quarto potere”: la stampa.

L’influenza della stampa sulle masse

Questa denominazione trova le sue origini nella sempre più determinante rilevanza di questo settore. L’influenza di pensieri sulle masse, costantemente ribaditi nelle testate giornalistiche e sui social media, in un certo senso dirige le scelte dei tre poteri originali. Affinché continui a esserci consenso e non scoppino rivolte nel Paese, spesso si è chiamati a compiere determinate scelte poco consone.

Un esempio è il fatto che non appena venga indetto un processo a carico di una persona celebre, la stampa confonde il termine “imputato” con “colpevole”, esprimendo quindi un giudizio sulla persona prima ancora della sentenza del giudice. Questo, oltre a essere in disaccordo con l’art. 27.2 Cost., va a incidere sull’opinione pubblica rovinando la reputazione dell’imputato. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite si è espressa riguardo il cosiddetto “diritto all’oblio” emanando la sentenza 19681/2019. Essendoci, inoltre, una forte attenzione mediatica sul caso, il giudice stesso purtroppo tende ad assecondare l’opinione pubblica al fine di non far scaturire ulteriori problemi e spesso si sfocia in condanne eccessive, come l’ergastolo, che mirano a punire duramente il reo.

Uso delle parole e dei dati

La stampa ha un’importante incidenza sulla popolazione. Basti pensare all’uso della parola in determinate testate giornalistiche. Un esempio molto frequente è l’appellativo usato per descrivere i criminali: se a commettere il reato è un immigrato si tenderà a chiamarlo con la nazionalità di provenienza, se il reo è di origine italiana ci si limiterà a descrivere il sesso. Tanti programmi televisivi condotti da giornalisti (che spesso di giornalisti hanno ben poco) fanno disinformazione puntando sulla paura, perché fin dall’alba dei tempi si sa che la paura vende.

Troppi articoli riportano dati erronei o mal interpretati facendo confusione nei lettori. Un esempio, è il fatto di non considerare se determinati numeri siano relativi o assoluti, oppure calcolando male le percentuali. Questi dati poi incidono sulla consapevolezza e sulla percezione che i cittadini hanno del Paese e del mondo: ci sentiamo circondati da troppi di immigrati e da una quantità indescrivibile di femminicidi in costante crescita.

La libertà di stampa nel mondo

Nel mondo non sempre è assicurata la libertà d’espressione che, troppe volte, viene ingiustamente repressa oppure viene distorta al fine di non mettere in cattiva luce il Governo vigente. Alcuni Stati in cui vi è una forte limitazione alla libertà di opinione sono la Russia, la Turchia, la Cina e la Corea del Nord.

In Italia è garantita la libertà di espressione e di stampa come disciplinato dall’art. 21.1 Cost. ma, come è bene ricordare, accanto a un diritto sussiste spesso un dovere come stabilito dall’art. 21.6 Cost. dove viene repressa ogni pubblicazione contraria al buon costume.

Come riportato dal rapporto Rsf, l’Italia occupa la 41esima posizione nel ranking mondiale sulla libertà di stampa, appena sopra il Botswana. Risultato sicuramente migliorabile ma, oltre a chiederci quali siano le cause di questo esito, ricordiamoci anche che come ha affermato il Visconte Alexis de Tocqueville: “la stampa è per eccellenza lo strumento della libertà” e quindi va tutelata purché rispetti i cittadini e sia sviluppata in modo etico, corretto e ragionato.

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Giovanni Domenicucci

Non sopporto la montagna, non credo nei principi scout, non parlo mai di politica, non mi piace dibattere su questioni giuridiche e dico bugie. Studio giurisprudenza nella città che ritengo, a mani basse, stupenda: Trento.

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