Il Presidente di El Salvador Bukele tra derive autoritarie e bitcoin

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Eletto nel 2019 all’età di 37 anni, Nayib Bukele è il presidente più giovane della storia di El Salvador, celebre per l’adozione del bitcoin come moneta legale a tutti gli effetti. Di origini palestinesi, Bukele ha alle spalle una carriera come uomo d’affari e sindaco della capitale, la città di San Salvador, che gli ha dato un’ampia popolarità.

Lo scorso 6 giugno il Parlamento salvadoregno ha approvato il disegno di legge proposto dal presidente che stabilisce l’introduzione del bitcoin come valuta a corso legale assieme al dollaro statunitense. La notizia ha fatto il giro del mondo, salutata con favore dai sostenitori delle cryptocurrencies e avversata dalle istituzioni finanziarie internazionali.

Oltre a questo singolare progetto, Bukele sta facendo parlare di sé per l’ambiguità verso le istituzioni democratiche e il suo approccio populista. Varie azioni del presidente hanno evidenziato la fragilità della democrazia salvadoregna, dimostrando come l’autoritarismo sia sempre dietro l’angolo.

Bitcoin: El Salvador come banco di prova delle crypto

Essendo il primo paese al mondo ad adottare ufficialmente una valuta virtuale, la decisione del governo di El Salvador ha generato stupore, ma anche molte perplessità. Il presidente spera che l’avventura del paese nel mondo delle criptovalute possa attrarre investitori internazionali e il turismo. A suo dire, grazie al bitcoin l’economia salvadoregna può modernizzarsi e connettersi maggiormente al resto del mondo.

Per implementare l’introduzione della criptovaluta è stata promossa un’app chiamata Chivo, un “portafoglio” digitale con cui i cittadini possono effettuare transazioni in bitcoin. Si tratterebbe di un “mezzo di trasporto di valore” che permetterebbe di trasferire somme di denaro denominate in dollari, come una sorta di cambia valute da dollari a bitcoin al momento dell’invio e viceversa alla fine della transazione. Questo dovrebbe avvantaggiare l’invio delle rimesse dall’estero da parte dei lavoratori salvadoregni alle loro famiglie rimaste in patria evitando costi di transazione.

Il governo ha già acquistato un totale di 400 bitcoin (circa 21 milioni di dollari) da distribuire alla popolazione di El Salvador. Su Chivo viene fornita alla popolazione una somma iniziale corrispondente a 30 dollari per iniziare a familiarizzare con la criptomoneta. Tuttavia, il 7 settembre, giorno dell’entrata in vigore della “legge bitcoin”, l’applicazione ha riscontrato dei malfunzionamenti che hanno minato la credibilità di questa decisione storica agli occhi degli scettici.

Le critiche del Fondo Monetario Internazionale non hanno fatto desistere il presidente salvadoregno. Secondo l’istituzione internazionale, l’adozione di una criptovaluta rischia di generare instabilità economica e finanziaria. Infatti, la tipica volatilità delle monete virtuali può portare a un’improvvisa perdita di valore e una conseguente corsa al dollaro. Questo implica che il paese abbia la capacità di attingere alle proprie riserve monetarie per comprare bitcoin e così sostenerne il valore. El Salvador è già un paese fortemente indebitato e la sua reale possibilità di sostenere una simile politica monetaria è molto dubbia. Un altro problema evidenziato dai critici di Bukele è che il bitcoin, sfuggendo all’autorità di una banca centrale, potrebbe favorire il riciclaggio di denaro e altre attività illegali.

Le tendenze autoritarie di Bukele

A settembre uno scandalo social ha colpito il piccolo paese centroamericano: Bukele ha aggiornato la biografia del proprio profilo Twitter definendosi “dittatore”. Un episodio inquietante, sebbene il “dittatore” si sia difeso giocando la carta dell’ironia. Più volte Bukele ha respinto le accuse provenienti dai suoi oppositori e dall’estero. Secondo lui si tratterebbe di un accanimento nei sui confronti e verso “una dittatura che non esiste”. Inoltre, gli attori internazionali starebbero ignorando le “reali dittature” del mondo.

Populism Updates on Twitter: "Bukele changed his Twitter bio to "Dictator  of El Salvador"… "
La raccapricciante bio di Twitter del presidente Bukele: “il Dittatore più figo del mondo”.

Ma le critiche che vedono Bukele al centro di una tendenza antidemocratica non vengono avanzate a sproposito. Infatti, dal momento dell’inizio del suo mandato, il presidente ha messo a repentaglio la separazione dei poteri. Bukele ha deliberatamente destabilizzato le istituzioni politiche salvadoregne a vantaggio dell’esecutivo.

Già a febbraio Bukele ha fatto irruzione nell’Assemblea Legislativa accompagnato dall’esercito, dopo che il parlamento non aveva approvato un prestito da destinare alle forze di sicurezza. Dopo essersi seduto al posto del Presidente dell’Assemblea, Bukele ha detto testualmente “adesso credo sia molto chiaro chi ha il controllo della situazione”, rivendicando il diritto del popolo a insorgere contro i funzionari per ristabilire l’ordine costituzionale.

A maggio la maggioranza parlamentare favorevole a Bukele ha aperto un’altra crisi. Il legislativo ha ordinato la destituzione di cinque magistrati e del procuratore generale, Raul Melara. Le forze filogovernative li hanno criticati per aver rigettato provvedimenti volti a restringere la libertà di circolazione e le attività economiche durante la pandemia di Covid-19.

A settembre i giudici costituzionali hanno rimosso le norme contrarie alla rielezione di un presidente della Repubblica. In questo modo Bukele potrà essere rieletto nel 2024. Secondo il quotidiano El Faro, i magistrati che hanno permesso la modifica delle regole del gioco sono stati quelli nominati a maggio dal parlamento a maggioranza favorevole a Bukele.

La decisione ha provocato le proteste dell’opposizione e ha generato grandi manifestazioni contro il presidente in tutto il paese. Le proteste tenutesi nell’anniversario dell’indipendenza salvadoregna hanno accomunato diversi segmenti della società: giudici, femministe, gruppi indigeni, ambientalisti, attivisti LGBTQ+, studenti, medici e molti altri.

Miles de personas marcharon desde el parque Cuscatlán hasta la plaza Morazán en contra del gobierno del presidente Nayib Bukele. Las protestas se realizaron en el marco del Bicentenario de la independencia Centroamericana. Foto de El Faro: Carlos Barrera
Le proteste contro il governo di Nayib Bukele a San Salvador (Fonte)

L’eccentricità del nuovo populismo arriva anche in El Salvador

L’approccio della leadership di Bukele desta grandi preoccupazioni tra gli osservatori internazionali. Inoltre, l’introduzione del bitcoin ha generato diversi grattacapi. Infatti ci si chiede che tipo di futuro questa scelta possa offrire all’economia del paese.

Ma lo stile autoritario e populista del presidente Bukele è fatto anche di questo, di scelte eccentriche, che unite all’instabilità politica che affligge molti paesi dell’America Latina e all’accentramento del potere rischiano di portare al collasso della democrazia di El Salvador.

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About Author

Massimiliano Marra

Di radici italo-cilene ma luganese di nascita, attualmente studio economia e politiche internazionali all’Università della Svizzera Italiana e mi interesso di storia e relazioni internazionali con un occhio di riguardo ai contesti extraeuropei. Nel tempo libero suono il basso elettrico, adoro esplorare i mondi sconosciuti della musica e perdermi tra le oscillazioni di particelle che risultano piacevoli all’udito.

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