Orbán inizia a sudare freddo, l’opposizione ungherese si coalizza

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In quanto vincitore del secondo turno delle primarie della coalizione dell’opposizione, Péter Márki-Zay sfiderà Viktor Orbán alle prossime elezioni. Ma chi è costui? Un politico famoso in tutta Ungheria? Oppure, Márki-Zay è un signor nessuno? La verità sta nel mezzo, come sempre del resto.

Chi è Márki-Zay?

Partiamo dal principio. Nato nella cittadina di Hódmezővásárhely (non provate neanche a pronunciarla) nel 1972, Péter Márki-Zay è un cattolico convinto e dedito alla propria famiglia, e che famiglia! Sposato con la sua compagna di liceo Felícia Marquis-Zayné Vincze, il nuovo preferito dell’opposizione ungherese è padre di ben 7 figli. Dopo essersi laureato in Economia presso la Budapest Business School, ha conseguito il Master in ingegneria elettrica offerto dalla Budapest University of Technology and Economics. Márki-Zay ha infine terminato la sua carriera accademica alla Pázmány Péter Catholic University, dove ha ottenuto un dottorato in storia economica.

Márki-Zay ama la sua patria. Tuttavia, non è errato definirlo un uomo di mondo. Infatti, in passato, ha vissuto per diversi anni all’estero. Nel 2004 si è trasferito con la sua famiglia a Toronto anche se la loro permanenza in Canada non durò molto. Dopo un paio d’anni, andarono a vivere negli Stati Uniti per permettere alla moglie Felícia di diventare ostetrica. Sempre negli States, Márki-Zay entrò a far parte del Consiglio Regionale della forza lavoro dell’Indiana Orientale.

Nel 2009, il candidato e la sua famiglia fecero ritorno in patria. Dopo aver fatto carriera all’interno della compagnia elettrica di Szeged, nel 2014 Márki-Zay iniziò ad insegnare business e no-profit presso l’University of Szeged. La svolta verso la politica avvenne nel 2018, quando si candidò e venne eletto a sindaco presso la sua città natale. A sostenerlo contro Fidesz (il partito di Viktor Orbán), vi erano tre partiti dell’opposizione Jobbik, LMP, and MSZP.

Tuttavia, Márki-Zay non si allineò con nessuno partito. Accettò il sostegno dell’opposizione, ma preferì rimanere indipendente. Lui stesso si definì come un semplice ex-elettore di Fidesz scontento dell’operato del partito di Orbán.

Le primarie dell’opposizione

Il 30 Settembre 2021, si è concluso il primo turno delle primarie atte ad eleggere il candidato destinato ad opporsi ad Orbán. La Vice-Presidente del Parlamento Europeo Klára Dobrev ha vinto il primo turno ottenendo il 34% delle preferenze. A seguirla, il sindaco verde di Budapest Gergely Karácsony con il 29%. Candidatosi da indipendente, Márki-Zay si è invece qualificato terzo con il 21% dei voti. Infine, Peter Jakab e Andras Fekete-Gyor hanno ottenuto il quarto e quinto posto con percentuali nettamente inferiori ai loro avversari.

I primi tre candidati hanno ottenuto accesso al ballottaggio del secondo turno. Klára Dobrev era data per favorita grazie alla sua posizione di rilievo in Europa. Tuttavia, la controversa reputazione di suo marito, l’ex-Primo Ministro ungherese Ferenc Gyurcsány, preoccupava diversi elettori. Proprio per questo, Gergely Karácsony, ha deciso di ritirarsi dal ballottaggio e di sostenere Márki-Zay nella speranza di formare un’opposizione forte ed unita.

Nonostante un indipendente, cattolico, e conservatore non sia la figura ideale per rappresentare l’anti-Orbán, ciò che conta ora è vincere. Márki-Zay ha già sconfitto il Fidesz di Orbán nelle elezioni comunali di Hódmezővásárhely del 2018. Tale piccola vittoria è comunque fonte d’ispirazione per gli ungheresi, ed è su questo che conta l’opposizione. Infatti, una volta terminato lo scrutinio dei voti, anche Klára Dobrev ha espresso il suo completo sostegno per Márki-Zay.

Orbán contro Márki-Zay

Con la vittoria di Márki-Zay alle primarie, la previsione del sindaco di Budapest di ottenere un’opposizione coesa è divenuta realtà, almeno per il momento. Nonostante il sostegno verso il sindaco di Hódmezővásárhely sia forte, non vi è garanzia alcuna che la coalizione regga fino alle elezioni.

Inoltre, Orbán, non starà certo a guardare mentre i suoi avversari si organizzano. Già nel 2018, Fidesz aveva fatto di tutto per ostacolare la campagna di Márki-Zay alle elezioni comunali di Hódmezővásárhely. Telecamere vennero poste all’esterno della sua abitazione, e non gli venne quasi permesso di apparire in tv o in qualsivoglia occasione di dibattito. Márki-Zay riuscì a trionfare solo grazie alla sua forte presenza sui social.

Fidesz ha già fatto la sua prima mossa. È infatti opinione del partito di Orbán che una campagna elettorale da parte del sindaco di Hódmezővásárhely non sia nei migliori interessi della città. Proprio per questo, Fidesz ha gentilmente invitato Márki-Zay a dimettersi. Altri sostenitori di Orbán non hanno perso tempo a definire Márki-Zay come la figura chiave, arruolata da Soros, per promuovere l’influenza statunitense in Ungheria.

Sicuramente, durante la campagna, non mancheranno attacchi contro la famiglia del candidato, in particolare verso sua moglie Felícia. In passato, l’ostetrica è stata vittima dei riflettori a seguito della morte di un bambino mentre era di turno.

Un Ungheria più democratica

Una domanda resta: per cosa combatte esattamente Márki-Zay? In linea di principio, il candidato si oppone ad ogni politica intrapresa dal governo Orbán. Andando più nel dettaglio, Márki-Zay mira ad ‘irrigidire’ la costituzione ungherese. Inoltre, si è schierato a favore dei valori europei, e spera di introdurre l’euro in Ungheria in un futuro non troppo lontano.

Dal punto di vista sociale, Márki-Zay è apertamente a favore della comunità LGBTQ+ nonostante i suoi forti valori cattolici. Inoltre, punta a rimuovere ogni forma di trattamento disumano attualmente riservato ai migranti che hanno la sfortuna di avventurarsi in Ungheria.

La vittoria di Márki-Zay non è cosa certa. Tuttavia, è impossibile negare che egli sia la migliore speranza per ottenere un Ungheria più democratica e vicina all’Unione Europea.

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About Author

Kevin Carrara

Nonostante sia prossimo a completare il Master in international law & global governance offerto da Tilburg University (Paesi Bassi), non ho dimenticato la madrepatria, e proprio per questo ho deciso d’entrare a far parte di Sistema Critico. Potete parlarmi di ogni cosa, ma per il vostro bene vi sconsiglio di menzionare videogiochi o serie-tv perché potrei facilmente farvi sanguinare le orecchie con discorsi interminabili. Intanto vi basti sapere che Bojack Horseman è un capolavoro.

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