Tempo libero: dal fordismo allo smartworking

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Breve storia del leisure time

Il tempo libero: da indicatore di prestigio sociale, a prerogativa quasi universale, per poi essere motivo di diffidenza in una società capitalista.

Raccontiamo brevemente la storia e le implicazioni del tempo libero nella vita quotidiana nei secoli.

Alla ricerca del tempo libero

Per tempo libero intendiamo quei momenti in cui siamo lontani dal nostro posto di lavoro, dagli studi, da quello che concerne la nostra routine più o meno imposta.Un momento normalmente di svago, dove possiamo coltivare le nostre passioni, stare accanto alle persone più care o semplicemente rilassarci.

A partire dalla letteratura riguardante il fenomeno della società di massa emerge come nella società pre industriale il tempo libero, così come l’ozio, fossero un bene prezioso.

Le giornate degli strati più poveri, la cui sopravvivenza dipendeva da attività di tipo agricolo, erano scandite dai ritmi della terra e della luce; era sempre il momento perfetto per sbrigare questa o quella mansione.

Il tempo libero e la noia eran cosa da ricchi, da privilegiati.

L’ozio, il gioco, la conversazione fine a sé stessa erano lussi di cui solo gli strati più benestanti potevano beneficiare.

Rateizzazione, democrazia e vacanze

Con l’avvento della rivoluzione industriale, intorno alla metà dell’Ottocento, il tempo libero in qualche misura si fa strada nelle case della popolazione intera.

Finalmente abbiamo una più netta distinzione tra il tempo del lavoro e quello libero, la sfera pubblica e quella privata, che scandisce le giorante degli operai riversati nelle città.

Non dimentichiamo inoltre che, una cinquantina d’anni più avanti, con l’avvento della catena di montaggio e della rateizzazione, abbiamo stili di vita sempre più simili tra loro, indipendentemente dallo strato sociale.

Il costo della manodopera crolla a picco sotto il diffuso dominio capitalista e di quelle idee tayloriste e poi fordiste che si espandono a macchia d’olio.

La piccola borghesia quindi inizia a possedere frigoriferi, tostapane e macchine, al pari degli strati sociali più abbienti.

Tempo libero e dittature

Nell’Italia fascista, così come in ogni regime totalitario del ‘900, c’è la volontà di gestire il tempo della popolazione attraverso l’istituzione di associazioni e gruppi quali i Balilla, l’Opera nazionale del dopolavoro, passando per l’Istituto Luce, impiegato per la proiezione cinematografica.

È un tratto comune alle dittature quello di controllare il tempo libero dei cittadini, così da entrare con forza nell’intera vita della popolazione, soffocandola con mano paternalista.

La sfera privata vede i suoi confini sbiadirsi, fino ad essere inglobata in quella pubblica, sotto il vigile occhio dei totalitarismi.

Il tempo libero nel XXI secolo

Al giorno d’oggi chi sembra avere un po’ troppo tempo per lo svago viene guardato con sospetto e sicuramente con invidia.

È forse più nobilitante oggi avere una really busy schedule, dove ci si destreggia tra numerose mansioni.

L’essere costantemente impegnati nello sbrogliare un qualche nodo ci fa apparire multitasking, svegli, attivi.

Quest’idea, introdotta dalla dottrina calvinista e poi presa per buona e impiegata come base legittimante dal capitalismo, non lascia spazio all’ozio.

“Loro parlano della dignità del lavoro. Balle. La dignità è nel tempo libero.”

Herman Melville

Nei ritmi frenetici scanditi dal lavoro, il tempo libero è ancora un lusso, e la noia spaventa.

Siamo in grado di staccare?

In questi anni di digitalizzazione, smartworking e distanziamento, possiamo davvero considerare il nostro tempo privo di lavoro un momento di svago?

È possibile staccare la spina appieno, quando i tuoi strumenti di lavoro ti fissano a tre metri di distanza appoggiati sul davanzale? O se utilizziamo lo stesso device, ad esempio per lavorare e svagarci?

Di questi tempi sarà capitato a tutti di provare a prendere un break dal lavoro o dallo studio.

Come si inizia a guardare un episodio della serie tv del momento, però, sopraggiunge un’email dall’università, un messaggio dal capo o da un collega, o un promemoria qualsiasi, che insomma non permette di distrarsi.

Senza neanche rendersi conto, si manda un vocale al collega, si redige un’email per il datore di lavoro e con l’altra mano si prepara la cena.

Non dimentichiamo poi la discriminazione sistematica del tempo libero per le donne, per le quali le mansioni non retribuite, come la cura dei figli e della propria casa, sottraggono preziosi attimi di riposo.

Long story really short

Questi paragrafi non hanno la presunzione di portare un riassunto efficace dellla storia del leisure time, ma piuttosto di stimolare la curiosità di chi legge.

Il ruolo chiave del tempo libero nei secoli ha svolto funzione di indicatore dei tempi che corrono; la sua trasformazione concettuale e pragmatica, uno specchio dei rapporti vigenti.

Come evolverà, negli anni a venire, il nostro tempo più prezioso?

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About Author

Sofia Hadjichristidis

talo-greca, attualmente studio scienze politiche e sociali internazionali per poter giudicare e commentare l'attualità con cognizione di causa, arrabbiarmi solo quando ne vale la pena e fare bella figura alle cene. Più volte volontaria, ho molte cause a cuore per cui scendo in campo, dato che fortunatamente esiste il multi-tasking. Spugna di natura, avendo trascorso la mia infanzia nel Regno Unito, un anno ad Atene e l'adolescenza a Milano, può darsi che il mio slang ti lasci perplesso, ma sarò felice di spiegartelo.

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